Ormai la Letizia è un personaggio e non solo a Dicomano e il suo diario un “Best seller”. Dopo l’intervista al TG3 e i numerosi articoli sui media, tutti vogliono leggere il Diario della Letizia che racconta tutti i giorni un pezzo di vita al tempo del coronavirus con qualche puntata sul come eravamo e sul come staremo. Il Galletto ha così ottenuto di riproporvelo. Grazie Letizia. A te la parola.

“In questo ultimo periodo sto seriamente rivalutando la parola”essenziale”, soprattutto a seguito della chiusura delle attività non fondamentali per la sopravvivenza umana. Ho rivalutato il mio lavoro, poiché mai e poi mai avrei pensato che una ferramenta fosse  basilare per l’umanità, ma quando il quinto giorno di vendita limitata i clienti hanno iniziato a chiamarci dicendoci “Ti prego, vendimi una tanica di tempera perché se ‘un fo qualcosa mi tocca ammazzare la mi’ moglie” ho rivalutato tutto.

Ora venderò tempere, bulloni e carta a vetro molto più fiera di me stessa: invece che le magliette col logo quest’anno si fa i mantelli come i  super eroi. (Anche il post di oggi voleva essere serio ma propio un ce la fo)

Il mio concetto di essenziale però è un po’ diverso. Per la sopravvivenza umana in realtà l’essenziale non è neanche il cibo. Diciamoci la verità, se anche domani chiudessero i supermercati per un mese si sopravviverebbe benissimo tutti con la dispensa che abbiamo in casa. Magari si può finire l’aperol, ma vabbè.

L’essenziale è altro. Perchè se ti senti male improvvisamente, soprattutto in un periodo così, l’essenziale è che ci sia qualcuno ti aiuti. L’essenziale è la sicurezza di prendere il telefono, fare un numero, e trovare al di là della cornetta una voce calma e amichevole che ti dice, ” tranquilla, ci pensiamo noi, arriviamo”.

Il mio post di oggi lo dedico a loro, che non stanno in casa per scelta, rischiando sulla pelle quotidianamente la proprio incolumità, per non lasciare nessuno da solo. Non sono angeli, sono persone buone che hanno deciso di mettersi in gioco:  una solidarietà spontanea difficilissima da trovare in un mondo come il nostro.

Il momento però non è dei più facili: la confraternita di Dicomano ha bisogno di aiuto, ha urgentemente bisogno di volontari che hanno voglia di aiutare il prossimo. E se tu che stai leggendo in questo memento hai sentito dentro il tuo cuore una scintilla, e stai pensando che forse potresti essere proprio tu a diventare un volontario della Misericodia, chiamali. Ricordatevi che il bene regalato torna indietro triplicato.

Io oggi c’ho pensato ad aiutarli, ma poi mi son ricordata che svengo se vedo una goccia di sangue e che per fare una puntura a Gianluca una volta ci misi quattro ore e mezzo. Ma davvero eh.  Io potrei essere un problema, ecco, ma tu che stai leggendo, se non svieni se vedi un ago, pensaci”.