Gentilissimo Direttore,

in merito al Suo editoriale “Forteto scontro istituzionale scontro sulla pelle delle vittime?” molti sarebbero gli spunti di riflessione.

Trovo soprattutto molto interessante quello relativo a una sorta di “redenzione” che l’Ente Regione Toscana, (che è bene ricordare è quello stesso ente che ha abbondantemente sovvenzionato per decenni la fondazione, la cooperativa, etc..) vorrebbe fare nei confronti delle vittime degli abusi.

Riflessione e provocazione interessanti e suggestive, ma che cozzano nettamente sia con quanto avvenuto in passato che con la situazione attuale. Un passato fatto di orrori, di coperte ammantate, di situazioni che nessuno voleva far venir fuori. Un passato venuto fuori con fatica grazie al coraggio di alcune vittime e all’opera instancabile di Stefano Mugnai, Parlamentare di Forza Italia, e Paolo Bambagioni, consigliere regionale PD. Un passato che ha visto una costituzione di parte civile da parte della Regione Toscana evitare  le tre figure giuridiche costituenti la SETTA .

Ma questa ipotetica voglia di redimersi da parte della Regione Toscana (alla quale si è accodata la Città Metropolitana) si scontra con un presente che vuole voltare pagina. Con una cooperativa che dopo un logico momento di difficoltà ha iniziato a recuperare in termini di fatturato. Una cooperativa che non è più guidata da una setta, ma da un abile e sensibile commissario governativo come l’Avvocato Marzetti.

Un presente che ha quasi 100 dipendenti e quasi 500 se si considera l’indotto (basti pensare solo alla filiera del latte).

Anche avendo un approccio totalmente laico alla vicenda, non si può non tener conto che queste 2 richieste risarcitorie risultano incomprensibili, nella forma e nella sostanza. tali richieste, semmai, andrebbero indirizzate agli autori dei terribili comportamenti passati.

Queste 2 richieste risarcitorie, poi, sono un ulteriore pugno nello stomaco verso le vittime degli abusi; suonano come l’ennesima beffa, verso persone che non sono state tutelate in passato.

E che non capiscono perchè, ancora oggi, non si voglia riconoscere da che parte sta il giusto e da quale lo sbagliato.

Giampaolo Giannelli

capogruppo centro destra Dicomano