Qualche giorno fa abbiamo pubblicato in un articolo la lettera dell’agricoltore mugellano Antonio Landini (qui l’articolo), che protestava per la difficile situazione che si trovano a vivere, come lui, tanti altri agricoltori del territorio, costretti ad assistere inermi alla devastazione delle proprie coltivazioni da parte dei branchi di cinghiali. A tal proposito, ci scrive il Capogruppo di Centrodestra Dicomano Giampaolo Giannelli:

Egregio Direttore

la lettera di Antonio Landini, allevatore mugellano, al Galletto, ultima del lungo elenco di proteste degli agricoltori mugellani che non riescono a salvare le loro coltivazioni dal flagello dei branchi di cinghiali, cervi, daini e caprioli che invadono e distruggono i loro campi, deve far riflettere accuratamente. Oltre a far riflettere, deve però condurci a immediati passi conseguenti. Chi Le scrive non è mai stato cacciatore, quindi non corro certo il rischio di essere ‘di parte’. Ma un sano pragmatismo porta a una serie di considerazioni. Nel maggio del 2019 il numero di ungulati in Toscana (e sono stime al ribasso) era di circa 400.000 capi, di cui almeno 250.000 cinghiali. I dati degli ultimi anni fino al 2018 hanno visto un incremento costante della popolazione di ungulati nella nostra Regione. Tenuto conto che un branco di cinghiali in una notte può saccheggiare mezzo ettaro di coltivazioni, ci rendiamo conto del danno che questi animali possono creare. Nella campagna elettorale per le amministrative del 2019, parlando con l’associazione cacciatori dicomanese, erano emersi i limiti dell’attività venatoria. La legge regionale ora proibisce le battute a caccia chiusa, cioè quando le coltivazioni sono sui campi, oltre a proibire la cosiddetta caccia braccata. Le guardie venatorie purtroppo sono sempre distolte verso altri compiti. Occorre con serietà affrontare il problema ungulati (tra l’altro sempre più vicini alle abitazioni civili in cerca di cibo) che creano danni agli agricoltori mugellani, e non solo, e che spesso hanno creato seri problemi anche alla circolazione stradale. Qualche anno fa, ricorderete, un motociclista di San Godenzo ha perso la vita in un incidente stradale originato da questi animali. La Regione Toscana, forse, prende le decisioni senza conoscere realmente i territori. La caccia agli ungulati ha caratteristiche diverse rispetto a quella dell’altra selvaggina e deve quindi essere accompagnata da flessibilità diverse. Misconoscere questo vuol dire non rendersi conto del problema. Come Forza Italia Val di Sieve, come capogruppo del Centrodestra Dicomano – conclude Giannelli -, paese interessato fortemente a questo problema, chiediamo che tutta la politica della nostra area si attivi, accolga le istanze degli agricoltori. Chiediamo che vengano indetti tavoli di confronto, con tutti i soggetti coinvolti, inclusi i cacciatori, perchè la situazione oramai rischia di essere fuori controllo“.