Il Gruppo consiliare Dicomanocheverrà ha presentato un’interrogazione in merito alla situazione della Rsa Villa San Biagio, per la quale è intervenuta l’Asl, che ha istituito un‘apposita commissione di indagine sull’applicazione delle specifiche ordinanze regionali (Dicomano – Villa S. Biagio: inchiesta dell’ASL e atti in Procura).

“Pur consapevoli del difficile e complesso momento abbiamo ritenuto corretto come gruppo Dicomanocheverrà (Barlotti, Lanzini, Ticci) presentare un’interpellanza su quanto sta accadendo nella Rsa Sereni Orizzonti – Villa San Biagio di Dicomano. Una vicenda che sta assumendo caratteri drammatici sia da un punto di vista sanitario sia della dignità umana”- commenta Laura Barlotti.

“Che le Rsa fossero dei contesti da presidiare con altissima attenzione vista la fragilità degli ospiti era cosa evidente fin dall’inizio – continua il comunicato – e cio’ che riteniamo debba essere chiarito è perché una situazione che fin dal principio  è sembrata preoccupante ma sotto controllo da quanto appreso dai messaggi pubblici del Sindaco che ha espresso anche apprezzamento e condivisione per le scelte fatte dalla Asl con riferimento alla gestione dell’emergenza nella struttura, sia degenerata fino a questo punto”.

“L’Asl dopo i primi casi aveva garantito il proprio intervento presso Villa San Biagio al fine di verificare con costanza le complessive condizioni ambientali della struttura, quelle cliniche dei pazienti, e per fornire dispositivi di protezione avanzati, presidi terapeutici e assistenziali. “Poi in data in data 15/04/2020 – continua Dicomanocheverrà – si apprende da un quotidiano nazionale uno scenario completamente diverso, una situazione altamente e drammaticamente critica presso la struttura, tale da compromettere in modo importante la salute e la dignità sia degli ospiti sia degli operatori, oltre che con un importante incremento dei decessi. Quindi chi doveva vigilare su tutto questo? Quali provvedimenti sono stati presi specie dopo il primo caso anche da parte del Comune e della Società della Salute al fine di garantire il corretto presidio della situazione vista la situazione emergenziale ?”.

“Non solo ma da quanto riportato dalla stampa nazionale si apprendono una serie di particolari preoccupanti e raccapriccianti allo stesso tempo, come: non adeguata gestione della sintomatologia dei pazienti, tardiva effettuazione o non effettuazione dei tamponi sia nei confronti degli ospiti sia del personale (potenziale fonte di contagio), tardiva messa a disposizione di Dpi e personale non istruito sul loro utilizzo, situazioni di promiscuità tra persone positive e non, tra spazi destinati ai deceduti e spazi destinati ai pazienti, non chiarezza sulle competenze. Cosa altro vogliamo aggiungere ancora? Occorrevano delle testimonianze anonime per fare emergere tutto questo? Nessuno se ne era accorto prima?  Quindi un quadro davvero grave che anche come consiglieri non avremmo voluto apprendere da un quotidiano: si tratta di vicende gravi sulle quali riteniamo fondamentale che il consiglio seppur in un contesto di emergenza debba essere informato, oltre a tutta la popolazione. Insomma un’escalation di gravità che evidentemente piu’ soggetti deputati a vigilare non sono probabilmente stati in grado di tenere sotto controllo e che non hanno affrontato fin dall’inizio con tutte le precauzioni del caso”.

“Per questo vogliamo – continua Barlotti – nel rispetto dei deceduti, e per la tutela dei pazienti e delle loro famiglie, oltre che dei dipendenti della struttura e di tutta la popolazione di Dicomano che sia fatta chiarezza su cosa è stato e non è stato fatto e da parte di chi, e sui provvedimenti che si intendano adottare, oltre alla segnalazione già fatta da parte della Asl alla Procura della Repubblica, a fronte di quanto accaduto”.