Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana

Alcuni esponenti dell’ambientalismo mugellano, consiglieri comunali, responsabili di associazioni, residenti dell’area Villore Corella hanno inviato al Presidente della Regione, Rossi, la lettera che qui pubblichiamo

 

Gentile Presidente,

questa nostra per rappresentarLe quanto sta accadendo con l’inchiesta pubblica relativa al procedimento finalizzato al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, relativamente al “Progetto di un nuovo impianto eolico denominato Monte Giogo di Villore”, ubicato in località Monte Giogo di Villore nel Comune di Vicchio (FI) e in località Monte Giogo di Corella nel Comune di Dicomano (FI).

Sono state tenute tre sessioni dell’audizione generale in video conferenza il 9 e 25 giugno e il 2 luglio 2020. Abbiamo ripetutamente e inutilmente chiesto alla Presidente dell’Inchiesta Pubblica di tenere tali sessioni generali in presenza e in sicurezza presso l’Auditorium del Liceo di Borgo San Lorenzo che ha 800 posti. La Presidente dopo aver inviato una mail, a Maggio, al Liceo, ha sentito la Preside solo il 25 giugno ed ha riferito di avere richiesto successivamente al proponente (AGSM) la disponibilità a finanziare le spese di sanificazione dell’Auditorium ricevendone diniego.  E’ vero che “l’inchiesta pubblica si svolge con oneri a carico del proponente”, ma non è certo il proponente a poter decidere quali spese e impegni sono a suo carico e quali no.  L’inchiesta si poteva e doveva svolgere in completa autonomia non solo nel merito ma anche nel metodo.

Nella prima sessione dell’audizione generale gran parte del tempo (più di tre ore) è stato occupato da AGSM, ditta proponente il progetto; nella seconda sessione gran parte della serata (soprattutto le prime ore) è stata occupata dagli interventi di esponenti nazionali – come il presidente di ENEA – sostenitori dell’energia eolica o sindaci di comuni dove sono stati installati impianti di AGSM, che non hanno affrontato nel merito il progetto in questione, ma hanno parlato genericamente di energie rinnovabili o dei benefici riscossi dai comuni interessati.

Incredibilmente, il presidente di ENEA – ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero dello Sviluppo Economico – per favorire la realizzazione dell’impianto nel Mugello invitava AGSM a far partecipare i cittadini agli utili dell’impianto, quindi prevedendo una acquisizione di azioni della società.  Si è parlato, di fatto, in questi interventi di “compensazioni” (non più ammesse dalla legislazione), purtroppo presentate sotto forma di ricadute socioeconomiche, in maniera rilevante anche nel progetto depositato dalla regione. Il Mugello con la TAV ha ben conosciuto le compensazioni che non hanno certo risarcito il gravissimo e irrimediabile danno ambientale provocato: più di 300 kmq di territorio prosciugati. Sempre il 25 giugno è intervenuta Chiara Candelise di Ecomill, con uno spot a favore della propria impresa (crowdfunding nel mondo dell’energia), indicando anche i numeri telefonici qualora avvessimo bisogno di consigli.

 

Vorremmo qui portare alla Sua conoscenza un altro elemento che sta condizionando pesantemente l’andamento dell’inchiesta pubblica, evidenziando altresì la correttezza o meno del comportamento dell’Ufficio VIA della Regione. E’ la questione relativa alla desecretazione completa della relazione anemometrica, senza la quale è ovviamente impossibile effettuare una valutazione definitiva di un qualsiasi impianto eolico, essendo poi in questo caso le informazioni contenute in proposito nella relazione generale presentata dal Proponente prive di contenuto informativo reale, seppur sintetico, sui dati anemometrici stessi.

A seguito della richiesta di desecretazione formulata il 3 giugno u.s. da Associazioni e Comitati, l’Ufficio VIA della Regione ha richiesto le controdeduzioni ad AGSM, che ha incredibilmente comunicato il proprio diniego alla divulgazione pubblica. L’Ufficio VIA ha così ripubblicato, nel sito della Regione, una versione emendata della relazione inviata da AGSM, in cui i dati principali sono sempre cancellati. Reputiamo grave l’atteggiamento della Regione che non ha fornito alcuna motivazione della accettazione del diniego espresso dal Proponente, cosi come è stata negata ai richiedenti la possibilità di conoscere il contenuto delle controdeduzioni, se non  tramite la sommaria illustrazione fattane dalla Presidente nella sessione del 25 giugno, la quale, benché sollecitata e avendole ottenute,  non ha ritenuto di pubblicarle, né di metterle a disposizione degli stessi Commissari. (Alleghiamo a chiarimento di quanto sopra esposto la documentazione intercorsa con la Regione, la Presidente e il Commissario avv. Tamburini dell’Inchiesta Pubblica).

 

La conduzione dell’inchiesta, la disparità di trattamento dei Commissari e di coloro che partecipano all’inchiesta pubblica evidenziano, purtroppo, il mancato rispetto di quanto previsto dalla L.R.  12.2.10 n. 10 modificata con L.R. 25.5.18 n. 25, che detta al comma 3 b) “audizione generale, in cui sono discussi tutti gli aspetti, programmatici, progettuali ed ambientali del progetto oggetto di valutazione, nonché le osservazioni, i pareri e i contributi pervenuti all’autorità competente nell’ambito del procedimento”. L’Inchiesta Pubblica in oggetto, a nostro parere, è stata palesemente gestita a favore del Proponente, disattendendo quanto previsto dalla normative, e cioè il bilanciamento di posizioni contrapposte. Facciamo presente che, per le medesime motivazioni, l’Associazione Idra e svariati privati cittadini si sono già ritirati dall’Inchiesta.

 

Lei, signor Presidente, certamente conoscerà la Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico e l’accesso alla giustizia in materia ambientale recepita in Italia dal D.lgs 152/2006 e successive modifiche. Ebbene, secondo noi, l’inchiesta pubblica sull’impianto eolico nel Mugello non solo ha disatteso le L.R. 10/10 e 25/18 ma è quanto di più lontana si possa immaginare dallo spirito della Convenzione di Aarhus. Il lockdown, la volontà di non tenere incontri in presenza – in un territorio montano in cui la rete internet è assolutamente carente e con il bisogno, dopo tanti mesi di analisi della situazione, di scambiare idee e opinioni dal vivo – e la modalità di gestione dell’inchiesta pubblica non hanno certamente favorito “la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che influiscono sull’ambiente”.

 

L’inchiesta pubblica terminerà con una relazione finale da parte del Presidente in collaborazione con i Commissari, che verrà trasmessa all’Ufficio VIA della Regione. Visti i rilievi sopra evidenziati è nostra opinione che tale relazione potrebbe risultare falsata rispetto alle problematiche esistenti nel territorio.

Per questo motivo, Le chiediamo di farsi garante, perchè ciò non accada.

 

Grazie per l’attenzione.

Leonardo Rombai e Piera Ballabio (Italia Nostra)

Laura Barlotti (Consigliere Comunale lista civica “Dicomano che verrà”)

Paolo Cioni (Consigliere Comunale Movimento Cinque Stelle Vicchio)

Maurizio Gori (Mugello in Movimento)

Daniela Di Lecce (Assoc. Dicomano che verrà)

Luca Vitali (Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani)

Marco Giovannini (Consigliere Comunale Movimento Cinque Stelle Borgo San Lorenzo)

Tommaso Romagnoli (Meetup Borgo San Lorenzo – Movimento Cinque Stelle Toscana)

Paolo Chiappe (presentatore di osservazioni al progetto)