Ho seguito il consiglio comunale di giovedì 28 novembre non per scriverne la cronaca, ma per “ascoltare in presa diretta” se e come si percepisce quella  tensione che da alcune riunioni ha interrotto dialogo e confronto tra le opposizioni (la Lega in particolare) e il gruppo di maggioranza. Propongo qui impressioni e valutazioni così come le ho colte.

In discussione c’è un nutrito elenco di interrogazioni, ordini del giorno e mozioni. Dovevano esserci anche tre interrogazioni dei consiglieri della Lega: su un albero da abbattere lungo la strada di Luco, su piante e spazi verdi comunali e su il “Bonus asilo nido”. La presidente del Consiglio comunica di aver deciso di non discuterle perché gli uffici non hanno avuto il tempo di preparare le risposte. E il confronto è rimandato al pari dell’applicazione delle regole che lo stesso consiglio si è dato. Si certifica soltanto che gli uffici  in oltre 20 giorni non sono riusciti a mettere insieme una qualche risposta a tre domande sull’ordinaria amministrazione. Si passa a discutere alcune interrogazioni presentate dal gruppo della sinistra “Borgo in Comune” . Poi è la volta di un Ordine del giorno del centrosinistra che chiede alla Città metropolitana interventi seri di manutenzione sulla strada Faentina e sulla Traversa del Mugello. Di sicuro ce n’è bisogno. La Lega ha presentato emendamenti. Non cambiano il senso della richiesta, la rafforzano con alcune precisazioni e integrazioni tecniche. Va detto che Ticci non solo è un consigliere leghista.  E’ anche  un tecnico del settore. Se non sapete la differenza tra zanella e canditoia chiedetegliela che ve la spiega. Una risorsa (tecnica e non politica) a disposizione di tutti, che il Consiglio potrebbe sfruttare. “A noi va bene così; respingiamo gli emendamenti”.

Dice Del Tempora, consigliere di maggioranza. Lo dice lui e si va avanti. A quanto ne so, di solito, in un’assemblea democratica gli emendamenti a un testo in approvazione o è il proponente che li ritira o si mettono in votazione per respingerli o accoglierli. Ma qui non è così; basta la parola di uno. Meglio non discutere,  meglio ancora non votare.

Il punto successivo è un ordine del giorno di Lega, 5stelle e Cambiamo insieme. Si chiede d’intervenire per rendere gratuite le telefonate dei cittadini ai Call center di Publiacqua e Alia.

La maggioranza vota contro perché, spiega, ben documentato, il consigliere Del Tempora,  in alcuni casi le tariffe sono già agevolate; risulta solo un caso in cui non è così. Ma attrezzarsi per l’agevolazione costerebbe ben 200.000 euro a Publiacqua . Romagnoli di “Borgo in comune” annuncia il voto a favore del suo gruppo. Dice in sostanza che è una proposta ragionevole; se si può far risparmiare qualcosa agli utenti già salassati da Alia e Publiacqua ben venga.

Finalmente tutti d’accordo sulla mozione, sempre di Lega, M5S e Margheri, che esprime cordoglio per i Vigili del fuoco, uccisi da un’esplosione qualche giorno prima nei pressi di Alessandria. E’ un giusto riconoscimento unanime a chi s’impegna per salvare la vita degli altri mettendo a rischio la propria. E l’accordo di tutti è convinto senza se e senza ma. Votano tutti insieme anche la proposta che il Consiglio dia un riconoscimento ufficiale al distaccamento dei Vigili del fuoco di Borgo con una cerimonia pubblica per la consegna di una lettera o di una targa di ringraziamento al comandante dei pompieri mugellani. Un modo apprezzabile anche per calare nella realtà locale, fatti e situazioni lontane e al di fuori di ciò di cui dovrebbe occuparsi un consiglio comunale.

La tensione ritorna quando si porta in discussione i documenti sulla cittadinanza onoraria alla senatrice Segre e contro il razzismo. Critiche soprattutto alla Lega dalla maggioranza e dal gruppo della sinistra. Nonostante la bocciatura degli emendamenti che ha presentato, la Lega vota insieme agli altri per la cittadinanza onoraria alla Segre. Margheri si assenta da questa votazione. Non perché contrario al riconoscimento, ci tiene a dirlo e a ripeterlo, ma per il fatto che lui, presidente della commissione che doveva predisporre il documento, si è visto arrivare in consiglio un testo diverso.  “Non ci sto a trovare le cose fatte, scavalcando il ruolo delle opposizioni” dice.

Pietro Mercatali