Sembra di essere a commentare una partita della nazionale. Tutti allenatori, tutti esperti, tutti a dire la loro, anche le cose più stravaganti. Sul corona virus, sui social, ma anche alle TV e sui giornali si vede e si legge tutto e il contrario di tutto; che cos’è, da dove arriva, chi sono gli untori. Arrivano consigli a sfare su come ci si deve comportare; far rifornimento di cibo, star lontani dai cinesi, allarmarsi, non preoccuparsi, chiudersi in casa, andare al lavoro, pregare, non andare in chiesa, andare al pronto soccorso, star lontani dagli ospedali. Forse, in questi casi, sarebbe meglio parlare e scrivere il meno possibile perché anche le parole infettano e soprattutto allarmano. Attenzione anche a chi diffonde post per dire di non preoccuparsi e di non creare apprensioni, contribuisce a diffondere ansia e allarmismo, picchia comunque dove il dente duole. E’ un po’ come la regola del pubblicitario “Parlatene pure male (bene in questo caso), ma parlatene e venderemo la nostra merce”.

Sarebbe meglio invece lasciar parlare gli esperti e ascoltarli. Ascoltarli con attenzione e buon senso perché il coronavirus è qualcosa di completamente nuovo e anche gli esperti non sono poi tutti d’accordo. Ma non abbiamo altra scelta che seguire i loro consigli e quelli ufficiali di ministero e regioni. D’altra parte sono raccomandazioni elementari, in questo momento da mettere in pratica con scrupolo. Lavarsi spesso e per bene le mani è una regola d’igiene che andrebbe sempre seguita; disinfettare periodicamente gli ambienti è un’altra buona abitudine; far evitare agli anziani e a chi soffre di particolari patologie luoghi affollati o insalubri dovrebbe valere sempre. Insomma meno fake news e più attenzione ai nostri comportamenti. (Pietro Mercatali)