Sindaco di Vicchio martedì scorso nel comunicare il nuovo caso di Covid registrato a Vicchio lo ha commentato con frasi del tipo “Non abbiamo ancora vinto la nostra battaglia contro il Covid-19” A mio avviso se è giusto richiamare alla responsabilità, ricordare le misure di sicurezza, fare appello alla prudenza è irresponsabile abbinarlo a notizie che suscitano (o si pensa suscitino) allarme e paura.

Non ci si deve spaventare e nessuno deve provare a farci spaventare di fronte a un caso di Covid che è asintomatico, che cioè non ha conseguenze sulla salute. E che l’epidemia oggi non ci sia o almeno non abbia conseguenze lo dimostra il fatto che la persona è stata portata all’Ospedale di Prato perché i reparti Covid degli altri ospedali, Borgo compreso, sono stati smantellati per mancanza di malati

Insistere a mettere paura alla gente, specie ai più deboli, ci danneggia a tutti.

Mettere paura vuol dire bloccare, tener ferme le persone, giustificare il loro non fare. Ed è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno con un sistema produttivo in ginocchio, retto solo da promesse di aiuto che non arrivano. In questo momento abbiamo scongiurato il rischio di morte da Covid, mentre avanza il rischio di morire di fame. Abbiamo il dovere di rimetterci in moto di tornare alle nostre occupazioni senza paure e senza giustificazioni. Non è più accettabile e  questo sì che  i sindaci dovrebbero condannarlo, che il cancelliere di un tribunale, vada al lavoro solo il venerdì giustificato dalla presenza del virus. Non è pensabile che ci siano ritardi e dilazioni nell’erogazione dei prestiti e nell’istruzione di tante pratiche perché è più sicuro lavorare da casa e vedere clienti e utenti il meno possibile. Se non vogliamo rischiare la fame dopo essere scampati al virus dobbiamo tornare a circolare, a incontrarsi, a lavorare insieme, senza lasciarsi mettere paura da chi magari ha più a cuore il controllo sociale invece  del benessere di tutti noi.

E sottoscrivo altre parole del Sindaco di Vicchio “Le scelte drastiche, i comportamenti virtuosi delle persone hanno permesso alla nostra comunità, al nostro Paese, di percorrere un pezzo di strada importante, ma la battaglia ancora non è vinta. Non bisogna abbassare la guardia. Il più grande errore sarebbe pensare che tutto è finito”.

Infatti ora viene il difficile, e bisogna affrontarlo senza dover replicare a chi vuole continuare a tenerci nella paura.

Pietro Mercatali