Cara professoressa,

Il suo dialogo con la sua ex allieva sordomuta, ora trentenne, ingegnere e mamma ha riportato ancora una volta il Mugello sulle pagine dei media nazionali. Lei rimprovera alla signora di esser diventata fascio leghista. Lei si rimprovera di non averle insegnato la “verità”. Lei paventa che l’ingegnere diventerà presto un’erogatrice di olio di ricino. L’ex allieva e suo padre hanno semplicemente replicato che, al di là delle sue paure, siamo in democrazia.

Non la rimproveri. Non si rimproveri. Non paventi ipotesi.

 

Non la rimproveri per aver appoggiato  una manifestazione elettorale dove una donna e un uomo  sono venuti a Borgo a chiedere il sostegno degli elettori. Un uomo eletto dal popolo senatore di una Repubblica democratica e una giovane donna che è stata candidata, da una coalizione di partiti politici che rappresentano la maggioranza degli italiani, a presiedere un’istituzione democratica che risponde a un’assemblea di eletti da tutti i cittadini della Toscana.

 

E non rimproveri se stessa. Lei ha dato molto alla sua ex allieva. Dovrebbe essere orgogliosa dell’alto livello d’istruzione che ha raggiunto e della preparazione culturale che oggi le consente di esercitare il senso critico. Non è facile avere idee diverse da quelle dominanti e soffocanti e manifestarle in una terra come la nostra.

 

Non si dica dispiaciuta di questa scelta. Non ritenga la sua ex allieva impermeabile ai suoi insegnamenti, non ipotizzi che questa madre trentenne, se vincerà chi ha detto di sostenere, eserciterà la violenza. Accetti invece il fatto naturale e proficuo che ciascuno possa formarsi una propria idea e manifestarla. Semmai s’interroghi perché una donna intelligente e capace, nata e cresciuta nella cultura della sinistra, che, qui da noi, si è trasformata in conformismo interessato, abbia deciso di condividere le idee (probabilmente non tutte) di chi chiede di accedere al lavoro senza screening ideologico, di chi vuol far funzionare la pubblica amministrazione, di chi chiede di lasciar spazio a chi vuole innovare, esprimere la propria creatività, creare benessere, rispettare le leggi senza applicarle per i nemici e interpretarle per gli amici, di essere tollerante, ma giusto, di non stare dalla parte delle èlite, ma da quella di tutti i cittadini.

 

Pietro Mercatali