Gentile Laura,

Nessuno contesta il racconto di quanto successo alla sua mamma al Parco della Misericordia di Borgo. Lo conferma lo scambio di lettere tra lei e il Sindaco che pubblichiamo qui di seguito. Ora, a mio avviso, lei dovrebbe fare ricorso. Ricorso al Giudice di pace e non al Prefetto perché il primo è soggetto terzo, il secondo no. Ho riflettuto e letto qualche testo e credo ci siano tutti i presupposti perché a una persona che andava a fare la spesa, da sola, con la mascherina, passando per un grande parco, non debba esser multata. Vediamoli questi motivi.

Siamo in presenza di una legislazione eccezionale che comprime, se non annulla, i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione come quelli di circolare, di riunirsi, di fare impresa. I più insigni giuristi italiani hanno avanzato dubbi sulla legittimità di questa normativa, specie là dove scavalca, senza necessità, poteri fondanti del nostro ordinamento democratico, come il Parlamento e il Presidente della Repubblica. E già questo rende traballanti le norme su cui si basa il divieto d’accesso al parco della Misericordia. Norme che però trovano una giustificazione forte con il contagio da coronavirus che le ha rese necessarie per difendere il diritto alla salute e alla vita di tutti noi. Si badi bene; il motivo di averci tolto libertà fondamentali è questo. Per applicare tali  norme questo motivo deve essere effettivo, presente o almeno probabile; altrimenti vigono i diritti conquistati anche con il sangue di tanti italiani, come si è ricordato proprio due giorni fa. C’era un motivo, presente o almeno probabile, di contagio e di minaccia alla salute pubblica mentre una signora andava a fare la spesa da sola, con la mascherina, passando per un grande parco deserto?

Credo che qualunque giudice direbbe che i motivi richiesti sono carenti o del tutto assenti. Dunque in questo caso l’ordinanza non è applicabile. Non l’ho trovata sul sito del Comune di Borgo, ma ritengo che sarà motivata con l’esigenza di evitare assembramenti e contatti che possano pregiudicare il diritto alla salute di tutti noi come previsto dalla legislazione statale eccezionale. D’altra parte la stessa legislazione eccezionale fa riferimento alla ragionevolezza (leggi buon senso) nell’applicazione e modifica delle norme d’emergenza. E si può aggiungere che, per fortuna, in questi giorni il contagio ha ridotto la sua aggressività. Secondo buon senso anche la rigidità delle regole dovrebbe adeguarsi.

Purtroppo il ricorso al giudice di pace ha dei costi; in questo momento solo dover andare a Firenze e spendere per le pratiche e probabilmente per un legale è pesante. C’erano altri mezzi come l’autotutela (cioè l’annullamento) che non si sono voluti applicare. La conseguenza è: spendere per vedersi riconosciuto un diritto fondamentale o lasciare che qualcuno possa spegnere le nostre libertà?

Pietro Mercatali

 

Carissima Laura,
letta la sua mail ho cercato le informazioni rispetto all’avvenuto, che mi ha segnalato.
Indipendentemente da dove è stato contestato il verbale, l’accertamento è scaturito dal fatto che sua madre ha attraversato il parco, per il quale, come previsto dal DPCM 10 aprile 2020, è vietato accesso.
Gli agenti della polizia Municipale, che sono sono ogni giorno sul territorio comunale per i controlli, hanno fatto il loro lavoro, non avendo discrezionalità nel fare i verbali, indipendentemente dall’età o dalle caratteristiche soggettive di chi “trasgredisce” (salvo incorrere in omissioni di atti ‘ ufficio.
Sua madre non è certo la prima persona che viene sanzionata anche all’interno del Parco, parco chiuso con transenne e  nastro adesivo bianco-rosso.
Capisco le reazione psicologica di sua madre,ma abbiamo il compito di far rispettare le regole esistenti. Nessuna prevaricazione, nessuno forte con i deboli, ma rispetto delle regole, che hanno lo scopo di tutelare tutti, sopratutto i più deboli.
Se in questi giorni difficili i cittadini hanno apprezzato lavoro della Polizia Municipale ed hanno visto le strade ed i parchi completamente vuoti, è grazie ai nostri controlli fatti, a protezione della salute di tutti.
Per quanto riguarda il verbale, mi sono informato ma lei lo saprà di già, è suo diritto, fare ricorso al Prefetto di Firenze e riportare tutte le osservazioni che ritiene.
Per quanto riguarda sua madre, sono disponibile a parlarle, se ritiene sia utile. Le lascio, oltre a questa mail, il numero per organizzare la chiamata se lo ritiene utile: (numero di telefono cancellato dalla scrivente)
Paolo Omoboni
Sindaco del Comune di Borgo San Lorenzo

 

La ringrazio per la risposta, ma francamente potevano scendere dalla macchina e fermare la mia mamma che stava per imboccare il parco invece che accanirsi  per farle la multa in altra sede. Probabilmente il fatto che lei si sia voltata e, purtroppo, non vedendoli perché con gli occhiali appannati per via della mascherina abbia continuato la strada, temo che sia stato preso come un affronto personale. Altrimenti non si spiega tutto questo zelo per fare rispettare delle regole anche oltre la flagranza di reato.

Senza contare  i modi con cui è stata verbalizzata la multa ha scompensato il suo equilibrio. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso “emotivo” di una persona che vive da sola, non guida, non vede la figlia e le nipoti da due mesi. Le persone anziane e sole non hanno bisogno anche di questo.

Ritengo che mia madre non abbia necessità del Suo sostegno psicologico, credo che come Sindaco abbia altre funzioni, ad esempio farmi un permesso per andare a trovare mia madre visto che si è scompensata dopo l’accaduto.

Le comunico che le lettere inviate le girerò alla stampa in quanto ritengo che possano essere documenti di condivisione e confronto sociale  riguardo alle MODALITA’ DI APPLICAZIONE DELLE NORME.

Cordiali saluti

Laura Calzolai