Fa discutere l’Ordinanza della Regione che permette di andare a far l’orto anche fuori dal proprio Comune. Sull’argomento abbiamo già pubblicato più  lettere  che hanno ricevuto tanti commenti. Ci si divide tra favorevoli e contrari. I Sindaci del Mugello si sono schierati con questi ultimi. Personalmente credo che andar a coltivare il proprio orto sia perfettamente compatibile con le disposizioni anticoronavirus. E’ un’attività solitaria, all’aperto, in genere in luoghi appartati. Garantisce  il mantenimento del distanziamento sociale necessario a tener lontano il contagio da Covid19 . E certamente fa bene per prendere un po’ d’aria, fare un po’ di moto, espellere tossine, rilassarsi. A maggior ragione fa bene agli anziani, i più assidui coltivatori dell’orto.

Detto questo c’è un però. E qui entra in ballo la “Pisciata di’ Ciaccheri”. Riprendo dal bel volume di modi di dire toscani “Borgo Profondo”: “I’ Ciaccheri si congedò dagli amici dicendo che andava “a fare un po’ d’acqua” e tornava subito. Invece a casa c’era la cartolina per il militare. Dovette partire e gli amici lo rividero dopo un anno…”. E’ quello che è successo con l’ordinanza “Orto libero”. Chi ha l’orto nella casa di campagna o in quella al mare, chi ha un po’ di castagneto o qualche ulivo (e Fiorentini e della Piana con il pezzo di terra in Mugello ce ne sono tanti), ha lasciato la città ed è rimasto in campagna per giorni. Qualcuno c’è ancora. Magari si è fermato a salutare amici e parenti, ha fatto la spesa nelle botteghe del paese più vicino. Spostarsi da un posto a un altro, per di più lontani, avere contatti con persone diverse dal solito è un rischio. Può rinnovare occasioni di contagio. Credo che i sindaci del Mugello abbiano visto aumentare il traffico sulle strade, facce diverse in campagna e nelle frazioni. Per questo si sono preoccupati. A mio avviso giustamente.

D’altra parte c’è già chi comincia a fare marcia indietro. Il Sindaco di Firenze Nardella ha già detto di essere contrario e ha intenzione di richiudere gli orti fiorentini. Nardella è reduce da un’esperienza che, probabilmente, gli ha fatto prendere questa posizione. Qualche giorno fa concesse alle famiglie di far uscire i bambini all’aperto. Dare un’ora d’aria, ai bambini, chiusi in casa da settimane, sembrava cosa sacrosanta. Ma dovette ricredersi. Nei parchi e giardini di Firenze si crearono subito assembramenti di bambini a giocare e di genitori a chiacchera per scambiarsi le esperienze della clausura. Senza contare chi girava per la città in bicicletta con il bambino sul seggiolino o se lo portava dietro a far la spesa. Mi permetto di concludere con una proposta, utile forse a salvare capre e cavoli (compresi quelli dell’orto). Basterebbe vietare di far l’orto a chi ce l’ha fuori dal proprio Comune, permettendo di farlo a chi resta dentro i confini. Ognuno si terrebbe i virus che c’ha già.

Pietro Mercatali