“ L’acquisto di generi alimentari e di tutti gli altri generi ammessi dall’allegato 1 del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 è consentito all’interno del confine comunale solo a residenti e ai domiciliati del Comune.”

Questo è il testo della misura che riguarda l’acquisto di generi di prima necessità, contenuta nell’ordinanza emanata ieri, 20 marzo dai Sindaci del Mugello. Il testo è chiaro: si può fare la spesa solo nel comune dove si è residenti o domiciliati. Anzi si dice anche espressamente che coloro che risiedono o sono domiciliati in comuni diversi non possono venire a fare la spesa. Le interpretazioni date dagli stessi sindaci sui social di questa regola sembrano però lasciare incertezze e smagliature nella sua applicazione. E’ stato avanzato il dubbio che la disposizione non sia in linea con la nostra Costituzione che riconosce tra i diritti fondamentali quello della libera circolazione. E’ anche vero però che la Carta ammette limiti a tale libertà per motivi di sicurezza e di sanità. Tali limiti devono essere previsti per legge. E per ora una legge in tal senso non c’è. Il decreto anticoronavirus non prevede limitazione in tal senso alla libertà di spostamento. E’ vero che, per molti versi, le ordinanze dei sindaci sono assimilate alle leggi limitatamente al territorio comunale, ma proprio leggi non sono.

Al di là della Costituzione sembra un po’ difficile dire che si può andare in altri comuni se il proprio è sprovvisto di alcuni generi di necessità e aggiungere che se ti trovano in un altro comune con mezzo chilo di pane non puoi dire che nel tuo comune non c’era e quindi puoi essere sanzionato. A questo punto lo spartiacque tra chi può e chi non può e davvero complicato da stabilire.

Mi permetto di fare una proposta per tener conto di ragionevoli necessità che possono presentarsi, specie nei comuni più piccoli, ma fermo restando quanto disposto dall’ordinanza dei sindaci: la spesa si fa nel proprio comune.

Si può prevedere che in quei casi (dovrebbero essere pochi) in cui qualcuno debba recarsi fuori dal proprio comune per acquisti strettamente necessari lo comunichi all’autorità locale (il sindaco o chi per lui). Oggi pressoché tutti possono farlo con i mezzi digitali o con il telefono. Se una tale comunicazione dovesse intralciare l’attività degli uffici già oberati dall’emergenza, può essere sostituita da un autocertificazione in cui si specifichi il luogo in cui s’intende recarsi e cosa si vuole acquistare. D’altra parte è questa la raccomandazione che fa il Governo. Dovrebbe essere sufficiente a scoraggiare i soliti furbetti senza impedire di muoversi a chi ha davvero bisogno.  (Pietro Mercatali)