L’organizzazione di Rufina del Partito Marxista-Leninista Italiano esprime la propria solidarietà ad Auriane Fatuma Bindela, la ragazza congolese che a Pontassieve, durante la sfilata del caporione fascista della Lega Salvini in campagna elettorale, lo ha avvicinato e strattonato per la camicia.

In pochi minuti la vicenda è stata messa al centro di tutta la questione politica, strumentalizzata dai media, tacciata come “aggressione”, un termine che non rappresenta quello che tutti abbiamo visto nei filmati. La Lega con tutta probabilità la denuncerà per l’accaduto.

Grave e significativo è che immediatamente si è parlato della ragazza come di una persona “in evidente stato di alterazione psico-fisico” nel tentativo di etichettare il gesto come quello di una squilibrata, ma la realtà è lungi dall’essere quella che farebbe comodo passasse a chi ha diffuso questa voce, in primis allo staff di Salvini. Auriane è nota nel paese, è laureata e partecipa a numerosi progetti di solidarietà e di integrazione sul territorio e attualmente svolge servizio civile per il Comune di Pontassieve. Una persona dunque intelligente, colta ed impegnata, vittima qualche mese fa anche di una aggressione – quella si – razzista, che ha visto in Salvini, li davanti a lei, quello che effettivamente è: un becero razzista aspirante Duce d’Italia con le mani sporche di sangue.

Eppure, nonostante ciò che ha fatto il leader del Carroccio, quello che ha detto, le leggi che ha proposto ed approvato da Ministro degli interni e le catastrofiche conseguenze che hanno avuto in termini di morti nel mediterraneo, di episodi di violenza razzista e squadrista nelle strade del nostro Paese, una regressione culturale fascista, la sua vicinanza con l’ultradestra nazionale ed internazionale, gli accordi elettorali coi fascisti di Casapound e tutto il resto della sua “grande opera” che lo elegge e capo dei fascisti del XXI secolo, i partiti istituzionali hanno fatto a gara per fargli giungere per primi la propria solidarietà a conferma che il parlamento e le forze istituzionali sono un comitato d’affari chiuso che si erge a muro nel difendere sempre e comunque i propri agenti.

A livello nazionale l’hanno fatto Meloni, Berlusconi, Renzi, Giani, Zingaretti, Rossi e via di seguito tutti gli altri politicanti borghesi; a livello locale non si è fatta tardare la solidarietà della sindaca di Pontassieve, Monica Marini (PD) che pure aveva postato sui social prima dell’arrivo di Salvini nel paese che la sua era una presenza “non gradita”.

In ultimo non ci sfugge che il Presidente dell’ANPI di Pontassieve, Stefano Galli, invece che essere in piazza con gli antifascisti che avevano organizzato un presidio a pochi metri di distanza (al quale hanno partecipato comunque a titolo personale molti iscritti ANPI anche dei comuni limitrofi), era negli studi di Radio Sieve ad intervistare lo stesso Salvini, consentendogli di fare il suo show elettorale. Un episodio che non può passare inosservato in una associazione come l’ANPI che, nonostante le sue forti connotazioni istituzionali, rappresenta ancora la casa di tutte le antifasciste e di tutti gli antifascisti.

L’antifascismo però deve essere militante e non da salotto e contestare Salvini, oltrechè legittimo, è anche un dovere democratico, un muro che si erge contro la violenza razzista e fascista del quale egli è portavoce.