di Massimo Rossi

Sono i consiglieri della sinistra barberinese a lanciare questo allarme per l’emarginazione del Consiglio.

 “A Barberino è emergenza democratica”. A dirlo sono Enrico Carpini, Paola Nardi e Stefano Berni, consiglieri comunali di “Ora Barberino” che spiegano: “Questo è un grido d’allarme che ci sentiamo di lanciare per denunciare l’insostenibile situazione nella quale versa la politica barberinese ed in particolare il Consiglio Comunale”. Le parole sono forti, lo stesso Carpini lo ammette e ne spiega il motivo: “Arriva un momento nel quale dire le cose come stanno è un obbligo, pena l’essere complici. I dati oggettivi ci dicono che il Consiglio Comunale non è altro che un fornitore di ratifiche della Giunta, il disinteresse per le questioni è sotto gli occhi di chiunque abbia assistito ad una qualunque delle sedute. Appoggiare acriticamente l’operato della Giunta e rintuzzare quelli che vengono visti come nostri “attacchi” è l’unica occupazione dei consiglieri. Oggi siamo stati volutamente sopra le righe, nella speranza di stimolare, almeno in quest’occasione, un minimo di dibattito”.

Nel merito, la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sinistra di opposizione è sta la bocciatura, nell’ultimo Consiglio Comunale, della proposta di organizzare una seduta aperta per mettere al centro del sentito dibattito relativo al sisma di dicembre l’organo democratico per eccellenza dell’Amministrazione. Nardi, Carpini e Berni sbottano: “In un momento di generale difficoltà anziché intensificare la discussione democratica si fa continuo appello all’emergenza per comprimerla ulteriormente. Si può affermare senza timore di smentita che il Consiglio Comunale versa in uno stato vegetativo da lungo tempo: non è stato eletto un Presidente come succede regolarmente in tutti i comuni limitrofi di dimensioni simili, e il Sindaco, che in spregio ad ogni pretesa di indipendenza ne fa le veci, non convoca da mesi la conferenza dei capigruppo nonostante le nostre sollecitazioni”. Secondo Ora Barberino, “Non è questione solo di forma”, perché la loro denuncia si riferisce anche ad atti che vengono presi in esame ma non vengono praticamente mai discussi: “Basti pensare che in occasione dell’approvazione del documento più importante per un Comune, il bilancio di previsione 2020-2022, né il gruppo di destra, ne quello di maggioranza a guida PD hanno preso la parola in aula. D’altronde anche l’iniziativa autonoma dei consiglieri di Mongatti è ferma al palo: nessun documento proposto all’ordine del giorno dalle elezioni di maggio ad oggi (3 quelli d’iniziativa del gruppo “Barberino che vorrei”, 15 quelli a firma del nostro gruppo). Circostanze che decisamente non fanno onore a chi ha ricevuto quasi il 60% dei voti dei barberinesi. Avendo esaurito le armi istituzionali per denunciare questa situazione, ci appelliamo quindi ai cittadini ed alla società civile affinché si mobiliti e partecipi, per riportare ad un livello degno il dibattito. Annunciamo sin da ora la presentazione di una pioggia di documenti per le prossime sedute. Chi la dura la vince”.