Dopo aver assistito alla seduta di inchiesta pubblica del 25 giugno siamo andati a intervistare un cittadino che abita a Villore, il quale, dopo il suo intervento, ha ricevuto il plauso di suoi compaesani e anche, da questi, una delega a rappresentarli in questa fase per capire cosa decidere. Nel gruppo di abitanti di Villore ci sono sia favorevoli che contrari e anche dubbiosi che devono appunto decidere.

Emilio Saccomani è un professionista con esperienza in aziende importanti e ci racconta di come regni ancora l’incertezza in qualche decina di villoresi che si chiedono quale sarà l’impatto dell’impianto eolico progettato per il Giogo di Villore, sul crinale al centro del progetto e anche di tante polemiche.

Riguardo alla naturalità della flora su quel crinale, sulla quale si spendono appelli perchè sia preservata, Saccomani ci mostra delle foto che confermano quello che gli hanno detto gli anziani di Villore e cioè che il Giogo di Villore negli anni 40 dello scorso secolo era adibito a pascolo e pertanto non c’era da preservare niente, dato che il terreno era arido e adatto solo agli ovini.

“Se le frazioni di Villore e Corella, devono essere «sacrificate» al progetto, perchè non devono avere qualcosa in cambio… per esempio, mi è stato fatto presente che qui non abbiamo l’allaccio al metano… portare il metano in queste frazioni sarebbe buono così come la strada di Villore  che in molti punti va messa in sicurezza da frane e altri problemi. AGSM potrebbe fare qualcosa in più per le famiglie per la fornitura di energia elettrica, perché  l’offerta che ha presentato che parla di cinquanta euro all’anno mi sembra se non ridicola, bassa.”

“Quando si propone un’offerta generalmente ci sono sempre margini di trattativa, trattare al rialzo per avere qualcosa è normale nelle trattative…. Perché non osare…”

Saccomani non vuole esprimere un parere che dovrà prima essere concordato con i suoi concittadini ma ci dice che: “Sicuramente quando l’uomo fa opere, queste vanno a impattare sull’ambiente e i vantaggi sono quelli che sappiamo, una energia pulita e una minore emissione di C02 nell’atmosfera.”

A proposito della storia del crinale ci sono varie narrazioni e lei quale crede che sia quella giusta?

“Ho parlato con gente che è nata e vissuta qua a Villore che mi hanno raccontato che il crinale era adibito fino agli ottanta a pascolo di pecore e mucche e alcune zone erano coltivate a patate. Era impiegato per la pastorizia e addirittura vi era un taglio annuale di tutti i fusti che impedivano il pascolo. Venivano abbattute tutte le piante per far posto al pascolo… mi è stato raccontato più volte e sono sicuro di quello che affermo.”

“La storia del crinale insomma, vedrebbe pascoli fino agli anni ottanta e poi la crescita di felci e arbusti giovani.”

Emilio Saccomani si augura di poter acquisire un margine di contrattazione maggiore nella fase finale delle trattative visto che ogni parte coinvolta ha la possibilità di dire la propria e chiedere contropartite.

“Vorrei sottolineare che nelle audizioni dell’inchiesta pubblica i cittadini non decideranno niente perché la decisione sarà presa dalla Regione, quindi il dire no a prescindere per me è controproducente. Io sto rappresentando persone contrarie e favorevoli e sono in posizione neutra ma dire no a prescindere, porta a ottenere niente. Se la Regione si assumerà questa responsabilità almeno per le frazioni di Villore e Corella sarebbe opportuno avere delle compensazioni delle quali possano beneficiare i locali.”

Riguardo al chiedere sostegno al Sindaco di Vicchio, Saccomani ci dice di non credere che questi possa fare più di tanto verso le decisioni della Regione e poi “penso che il Sindaco non vorrà esporsi troppo”.

L’intervista integrale presto sul nostro sito

Claudio Gherardini

Nella foto: in posa al Giogo di Villore negli anni ’40