L’inchiesta pubblica sul progetto della società di proprietà del Comune di Verona AGSM per l’installazione di otto generatori eolici al Giogo di Villore è giunta alla quarta sessione, in parte in presenza nella sala comunale di Vicchio e in parte ancora da remoto come webinar. Se volete partecipare dovete chiedere ai comuni di Vicchio o Dicomano che aprono anche le sale per la presenza.

L’ingegnere AGSM Marco Giusti anticipa a oggi una decisione che doveva essere resa nota il 14 luglio; l’azienda, su pressione dei cittadini preoccupati anche che non ci sia abbastanza vento per rendere efficace l’impianto, ha deciso di affidare a terzi un esame accurato del vento al Giogo, con tutte le tecniche più aggiornate, per poi rendere noti non i dati anemometrici, coperti da segreto industriale, ma i dati sulla resa effettiva di vari tipi di generatori e poter scegliere i più adatti. Il che forse darà l’idea di quanto vento e di che tipo spazi il crinale. Le nuove perizie saranno portate dall’università di Firenze, dove esiste una eccellenza specializzata in rilevamenti anemometrici della quale Giusti ammette di non essere stato a conoscenza.

Giusti poi definisce irragionevoli, per numero e per merito, le numerose richieste di adeguamenti del progetto provenienti da tutte le possibili autorità presenti e coinvolte nella gestione di ogni singolo aspetto delle attività umane in Toscana. Dal Genio Civile in poi.

La nuova sessione ha visto interventi da fuori regione, tutti a favore della costruzione dell’impianto e contestati duramente dagli abitanti locali. Ma anche mugellani di Vicchio e Villore sono a favore, magari chiedendo che siano rispettate tutte le modalità non solo di realizzazione ma anche di ripristino a terra e per il mantenimento degli impianti e di tutti gli accessori inclusi i sentieri didattici.

A Villore e Corella sono certamente divisi tra favorevoli e contrari. I primi si rimettono alla decisione della Regione ma, se sarà favorevole, vogliono poter contrattare con il costruttore vantaggi interessanti su energia, strade, fibra e quant’altro. I secondi esigono che non si tocchi niente di quello che è lo stato attuale del territorio che amano.

La posizione dei favorevoli si basa sulla emergenza climatica gravissima, 38 gradi in siberia la scorsa settimana, al punto che le tappe della riduzione delle emissioni, per il 2030 e 2050 sono talmente pesanti che bisogna cessare quanto prima l’uso dei combustibili fossili, anche della legna, ha ricordato qualcuno. I favorevoli poi fanno anche notare come al Giogo si pascolavano le pecore e le vacche e non ci siano foreste da danneggiare di alcun tipo ma solo arbusti e felci. Qualcuno ha anche ricordato come si fosse molto contrari anche alla realizzazione del lago di Bilancino che oggi è provvidenziale per Firenze.

Dalla parte dei contrari si denuncia prima di tutto che il progetto non appare completo. Secondo questa posizione, si è presentato un progetto incompiuto perché questo fa in modo che si arrivi al definitivo facendolo completare agli enti pubblici che richiedono adeguamenti, i quali, si sostiene, avranno per legge una sola possibilità di richiederli. Pertanto, si afferma dai contrari, una volta finito, il progetto, non potrà avere altre richieste di adeguamento. Si afferma per esempio che non viene precisato il numero di alberi che andranno abbattuti,  non si capisce se i comuni dovranno approvare delle varianti urbanistiche per le questioni delle vie di comunicazione. Infine il progetto sarà talmente cambiato, per mano degli enti pubblici e a loro spese, da rendere tutta l’udienza generale, che è alla quarta seduta, inutile dato che è stata basata su un progetto divenuto in poco tempo obsoleto.

I contrari ricordano le devastazioni al Mugello portate dalla TAV con il patrimonio delle acque largamente danneggiato e della variante di valico dell’autostrada del sole e sono fortemente contro l’impianto eolico in un luogo prezioso dalla storia antichissima, intatto e frequentato da animali e di passaggio per volatili migratori o stanziali. Si arriva in più interventi a citare Dante del quale sembra vi sia una qualche traccia proprio da quelle parti. Pittoresca la richiesta di smantellare il circuito automobilistico del Mugello e fare lì l’impianto eolico. (La signora che lo ha proposto forse non sa che l’autodromo porta un giro d’affari di circa 15 milioni di euro all’anno, nel Mugello e in tutta la provincia di Firenze)

Potrebbero discutere per anni e ognuno ha le sue ragioni non compatibili con quelle dell’altro.

Si è accennato anche a figli e nipoti. Troveranno intatto il Giogo di Villore ma dovranno migrare a nord e bere il vino svedese?

 

Siamo disposti a ascoltare gli appelli da lontano, da chi ha già impianti, a impegnarsi per passare all’energia pulita o pensiamo che sono infiltrati senza diritto di parola su zone che non sono le loro? Cosa diciamo a chi ci dice che con le otto pale al Giogo si contribuisce a salvare Venezia (che potrebbe avere il destino segnato)?

Sembra che la sostanza della questione sia riassumibile in un quesito: siamo disposti a sacrificare ancora territorio, occupandolo da impianti produttori da energie rinnovabili, eolico o fotovoltaico per arrivare tra 30 anni a smantellare le centrali termiche? Quanto territorio va sacrificato per arrivare agli obbiettivi e salvarci dalla catastrofe climatica già iniziata?

L’asticella degli obbiettivi si alza spesso perché viene ricalcolato il dramma climatico. Sarà sempre più complesso affrontare la situazione.

Ovviamente viene anche proposta la terza soluzione, niente eolico e niente energia! La soluzione antagonista al sistema liberal democratico capitalista, che è quella della cosiddetta “decrescita felice”. Tornare ai calessi? Ci sono fior fior di esperti blasonati che teorizzano il ritorno al passato. Cambiare sistema economico e tornare al baratto, per esempio. Ci pensano in tanti.

Si noti che in passato eravamo molti meno a dover lavorare e mangiare e che la vita media era anche la metà di quella attuale.

Verrebbe anche il dubbio su quanto abbiamo davvero presente nel nostro immaginario cosa significhino 38 gradi in Siberia in giugno.

Nonostante le grandi folle al seguito di Greta Thundberg…

A proposito, ma Greta sarebbe favorevole o contraria all’eolico al Giogo di Villore?

 

Claudio Gherardini