Arrivati alla fine dell’inchiesta pubblica il Comitato per la tutela del crinale mugellano tira le fila sull’udienza pubblica relativa al progetto eolico Monte Giogo di Villore.

Per il comitato la delusione è stata confermata dai resoconti della stampa e di chi ha partecipato all’inchiesta, che avrebbe dovuto far chiarezza ma che si è trasformata in una passerella di clientele, reticenze, interessi privati, tentativi di sviamento e minacce di querela messo in atto nell’osservanza della legalità e delle condizioni imposte dal COVID.

Però questo preambolo dell’inchiesta pare sia stato utile per capire gli schieramenti e le squadre in campo, perché in realtà sembrerebbe ancora tutto in gioco.  Infatti gli AMICI DEI CRINALI sono molti e non si sono fatti distrarre: hanno presentato alla Regione montagne di osservazioni di grande peso, che non è stato possibile prendere in considerazione durante l’inchiesta.

Il Comitato ha continuato, lottando contro il lockdown e le amministrazioni poco disponibili, a incontrare la popolazione attivandosi con passeggiate sui crinali, assemblee, banchini in piazza, volantini e proteste civili. E adesso AGSM (la ditta che vuole arricchirsi con il progetto di energia eolica) avrà un mese di tempo per decidere se abbandonare il progetto o chiedere 180 giorni per integrare gli aspetti che in esso sono stati evidenziati come lacunosi dal lavoro del comitato, che conferma la sua resistenza e consiglia alla AGSM di ritirarsi.

Attaccare il crinale di Villore – Corella è un sintomo di una malattia che ha ormai infettato l’essere umano: il non riconoscere i propri limiti e il credersi impotenti. Per questo il Comitato per la tutela del crinale mugellano continuerà la battaglia contro la falsa transizione energetica che nel verde vede solo denaro.