Il 24 ottobre l’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli ha incontrato il Comitato dei Pendolari del Mugello. Dal resoconto del portavoce Izzo si sono apprese le cattive notizie che gettano ombre oscure sul futuro della Faentina e che stanno tenendo banco nelle discussioni. Il giorno prima, però, Ceccarelli aveva riunito anche i sindaci del Mugello e della Val di Sieve che, diversamente da quanto hanno fatto i pendolari, non hanno reso noto gli esiti del meeting. Ho allora incontrato il sindaco di Scarperia-SanPiero, presente all’incontro, per cercare notizie utili e capire meglio la gravità della situazione. Ringrazio quindi Federico Ignesti per la disponibilità che ha reso possibile realizzare l’intervista che oggi propongo ai lettori del Galletto.

Il sovraffollamento colpisce in particolare i pendolari del tuo Comune che alla stazione di San Piero trovano i treni provenienti da Borgo verso Firenze già con la gente in piedi. Come hai accolto l’annuncio di un solo treno nuovo (due al massimo) destinato alla Faentina da qui al 2030?

Non ricordo che si sia affrontato questo argomento. Ceccarelli non ci ha parlato del numero dei treni che intende destinare alla Faentina, ne’ di quanti vecchi treni ALN sono ancora in servizio sulla linea.

Allora di cosa hai parlato con l’assessore?

Del fatto che a San Piero i lavori stabiliti con il protocollo d’intesa del 4 dicembre 2017, quello, per capirsi meglio, chiamato accordo Nencini sui ritrovati 50 milioni di euro, sarebbero dovuti cominciare nel dicembre 2018. Dovevano essere realizzati ascensori e sistemate le accessibilità per i disabili. Dopo quasi due anni non ho visto niente.

Quali altri sindaci oltre a te erano presenti?

C’erano il sindaco di Borgo Omoboni e la vicesindaco di Vicchio Bacciotti, oltre a quelli della Val di Sieve.

E poi quali temi avete affrontato?

Abbiamo parlato principalmente di ritardi e della biglietteria di Borgo

Bene. Cosa vi ha detto Ceccarelli a proposito dei ritardi?

Che sulla Faentina la puntualità media dichiarata da Trenitalia è del 94% e che la linea è tra le più puntuali in Toscana. Ho fatto presente che la percezione dell’utenza è del tutto diversa, che è sentore comune che i treni del mattino arrivino dal Mugello a Firenze spesso in ritardo. Ho quindi chiesto e aspetto dati scorporati sulle diverse fasce orarie per verificare quanta utenza è coinvolta, perché è chiaro che se spesso ritarda un treno con sopra 10 persone è un conto, se spesso ne ritarda uno con sopra 200 persone è un altro. Ho poi fatto presente anche i problema dell’informazione alla stazione di san Piero che ritengo organizzata in maniera fallimentare.

E da qui alla chiusura della biglietteria a Borgo il passo è breve…

La biglietteria di Borgo serve 8 Comuni e deve essere vista come un servizio pubblico essenziale dal quale Trenitalia non può esimersi. La Regione deve fare un’operazione che porti alla riapertura di un presidio fisico, perché la mobilità è uno strumento di giustizia sociale, un servizio di prossimità territoriale. Ad un’area fragile come la nostra, dove la popolazione è la più vecchia d’Italia, non si può chiedere a tutti i cittadini di collegarsi on line per fare un biglietto o recarsi a Firenze per ottenere una fattura o un rimborso. In alcune zone del Mugello manco arriva internet! Dobbiamo intervenire politicamente perché il Contratto di Servizio che non prevede più la biglietteria venga cambiato. Se necessario porteremo le nostre istanze in Consiglio Regionale, in Commissione Trasporti. Dobbiamo ottenere la riapertura. In questo senso la consigliera regionale Capirossi ha già presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio Regionale.

Per terminare, cosa pensi del tono, dei modi e del contenuto della risposta che l’assessore Ceccarelli ha dato in un’intervista radiofonica alle istanze presentate dal portavoce del Comitato Pendolari del Mugello?

Potrei diplomaticamente risponderti che ognuno è responsabile delle dichiarazioni che rilascia, ma voglio andare oltre e dire che chi rappresenta la Regione non può parlare in quel modo, come si potrebbe fare al bar, a chi presenta le istanze di così tante persone come il portavoce del Comitato Pendolari. Non voglio fare processi o condanne ma non si può trattare così chi critica. Spero che sia dipeso da un cattivo momento dell’assessore quando ha rilasciato l’intervista perché è andato oltre la correttezza dell’interlocuzione. Non si devono minimizzare le problematiche. Il Comitato Pendolari pungula giustamente la Regione e quello che propone è il risultato che tutti noi vorremo raggiungere. Non è giusto che venga trattato in quel modo.

Massimo Rossi