Quello di febbraio è stato l’ennesimo mese di tribolazione per i pendolari della Faentina. Ritardi spesso superiori ai 50 minuti, intere giornate funestate da soppressioni o sostituzioni con bus di cui non era comunicata l’esistenza, treni fermi a metà percorso per non meglio specificati guasti alla linea… insomma, come sempre, di tutto, di più.

Così il Comitato Pendolari Mugello Attaccati al Treno è tornato a far sentire la sua voce, entrando nel merito delle motivazioni che hanno reso possibile l’attuale situazione e dei grossolani errori fatti dagli Amministratori pubblici del territorio. Il quadro, in questo senso è tanto impietoso quanto vero.

Si legge in una nota diffusa il 4 marzo: “Quello che succede in questi giorni sulla Faentina non ci stupisce e facciamo anche fatica a commentarlo perchè dovremmo usare le parole che abbiamo già usato tante volte. Oggi vediamo un pò più di animazione intorno a questa linea derelitta ma forse un pò più di attenzione ci voleva quando era ancora possibile scegliere e decidere. Come quando tutti gli amministratori del Mugello e della ValdiSieve hanno scelto di destinare risorse a opere stradali (che non faranno mai) invece che al potenziamento della linea ferroviaria. Come quando è stata accettata la chiusura dell’unica biglietteria in stazione su tutta la linea, di cui certo si può fare a meno, ma che era un chiaro segno del disinteresse di Trenitalia verso questa linea. O come quando nessuno si stava accorgendo che RFI sopprimeva binari”.

Conclude il ragionamento Maurizio Izzo, portavoce del Comitato Pendolari della Faentina: “Sono anni che diciamo che la linea è fragile e i treni vecchi, quello che succede in questi giorni ne è l’ennesima conseguenza. Trenitalia se mai accetterà di sedersi a un tavolo con amministratori e pendolari (l’assessore Ceccarelli non ha voluto farlo) potrà dirci solo quello che sappiamo. Treni nuovi in arrivo, un po’ di qua (Faentina), un po’ di più di là (Val di Sieve), ma il Mugello ha davanti a sé anni di trasporti ancora deboli e inefficienti”. (Massimo Rossi)