I primi nuovi treni previsti per il 2022 non andranno alla Faentina ma alla linea via Pontassieve. Ritorna il treno del sabato sera

Ormai non c’è più dubbio: il trattamento che la Regione (il soggetto titolare del servizio ferroviario, quindi quello che decide gli indirizzi) e Trenitalia (il soggetto gestore del servizio, quindi quello che che ha il compito di attuazione degli indirizzi) riservano alla Val di Sieve è del tutto diverso da quello riservato al Mugello. Dopo anni di quotidiana tribolazione degli utenti della Faentina, è stato sufficiente un mese di disagio (maggio) sulla linea ferroviaria via Pontassieve, con la protesta dei sindaci di Dicomano, Rufina e Pontassieve, per vedere l’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli prodigarsi per risolvere il problema e convocare una riunione (9 luglio) con tutti i soggetti interessati per annunciare il successo degli interventi subito attuati (si legge nel comunicato stampa della Regione: “dopo le difficoltà registrate nei mesi di maggio e giugno, che sono valse ai pendolari della linea il bonus, grazie agli interventi delle aziende tra la fine del mese di giugno e l’inizio di luglio si sono registrati indici di affidabilità vicini al 99 per cento”) e comunicare che, a proposito del nuovo materiale rotabile che dovrà essere acquistato, “i primi due treni, che saranno disponibili fra il 2021 e il 2022, su richiesta delle Amministrazioni, saranno dedicati proprio a Valdisieve e bacino senese”. Dunque, la Val di Sieve, dopo essere riuscita a distogliere i 31 milioni di euro a suo tempo stanziati nell’ambito degli accordi per il passaggio dell’alta velocità in Mugello per lo sviluppo della Ferrovia Faentina (si legga elettrificazione poi  commutata in acquisto di moderni treni diesel) e indirizzarli prevalentemente verso opere stradali lungo la strada statale che porta a Pontassieve, ora riesce anche ad ottenere i primi nuovi treni che verranno acquistati. Un successo enorme. Ora si capisce perché i pendolari della Val di Sieve non abbiamo mai avuto bisogno di riunirsi in un comitato come sono stati costretti a fare i loro colleghi del Mugello.

Per Borgo rimangono solo le briciole. Si legge nel comunicato stampa regionale: “RFI ha informato che prevede nei prossimi mesi la sostituzione dei monitor nella stazione di Borgo San Lorenzo”.  Per la chiusura della biglietteria, “Trenitalia ha assicurato la presenza in stazione di un addetto per l’assistenza ai viaggiatori sia per la bigliettazione che per le informazioni”, il customer care service già visto all’opera nel caos dei primi di luglio, il “giovane con gilet rosso Trenitalia che cercava di dare una mano con la macchina automatica rallentando ulteriormente il decorso…”. Sul treno notturno del sabato lungo la Faentina, la cui sperimentazione sarebbe dovuta durate 6 mesi e invece, preso atto che, com’era prevedibile, il treno Firenze-Borgo delle 0,40 non aveva trovato consenso tra gli utenti (una media di 40 passeggeri a viaggio le prime settimane e poi un tracollo verticale negli ultimi sabati di giugno, numeri insufficienti a giustificare economicamente anche un bus)  è stata sospesa al terzo mese, con tanto di scrittura ufficiale (“circola fino al 30 giugno”) nei tabelloni dell’orario estivo in vigore dal 9 giugno, affissi in ogni stazione e consultabili in rete, è stato deciso di proseguire come da programma iniziale (cioè fino a settembre) già dal prossimo fine settimana, ma la fine della corsa notturna appare ormai segnata.

Preso atto di tutto ciò, il Comitato dei Pendolari della Faentina “Mugello Attaccati al treno” si è trovato costretto a diffondere una nuova nota stampa dove si legge: “Quando pochi giorni fa abbiamo detto che Trenitalia si prende gioco oltre che dei pendolari anche delle Istituzioni siamo stati facili profeti. Se ne sono accorti anche loro”. Il portavoce, Maurizio Izzo, commenta così, punto per punto, le decisioni prese e quelle non prese nell’incontro del 9 luglio, mettendo a fuoco gli argomenti principali:

1) Problema treni attualmente insufficienti anche per il semplice mantenimento di un servizio degno di questo nome sulla Faentina: “Cambierà qualcosa con il nuovo contratto che lega la Regione Toscana a Trenitalia per 15 anni? Ne dubitiamo. Il promesso totale ricambio dei mezzi in Toscana non inizierà prima del 2022 quando su tutta la rete toscana saranno immessi 15 treni diesel da 200 posti e altri 7 da 300. Quanti sono destinati alla Faentina? Sarebbe bene saperlo perché dopo questa mandata bisognerà aspettare fino al 2030 per vedere un treno diesel nuovo in Toscana. Per adesso trapela solo la decisione di assegnare un treno alla Valdisieve e uno nel senese”.

2) Biglietteria ancora chiusa: “Benvenga la denuncia al Prefetto del sindaco di Borgo San Lorenzo ma la verità è che sono almeno tre anni che Trenitalia sta cercando di chiudere la biglietteria e sarebbe l’ora di affrontare il tema in maniera definitiva. L’atteggiamento dell’azienda è sintomatico di chi sa di non avere niente da perdere, da una parte la debolezza e spesso il disinteresse delle istituzioni dall’altra un contratto di servizio che in questi anni ha protetto più Trenitalia che i viaggiatori. Le responsabilità di questa ennesima estate difficile per i pendolari vanno dunque divise tra tutti i soggetti”.

3) Treno notturno: “Si va avanti a singhiozzo che è come fermarlo. La sperimentazione promessa per sei mesi e durata due mesi e mezzo senza che nessuno si dovesse sentire in dovere di dare uno straccio di informazione. Ora ripartirà. Ma una sperimentazione così non può avere successo. Qualcuno si è chiesto perché? Da aprile a oggi cosa è stato fatto per informare l’utenza di questo servizio? Qualcuno è andato nelle scuole? Sono stati affissi manifesti? I famosi social della Regione Toscana quanto spazio hanno dedicato alla promozione del servizio? Così facendo Trenitalia ha buon gioco ad aderire a sperimentazioni che inevitabilmente falliranno. Il tutto servirà poi a dire che la Faentina non ha bisogno di essere potenziata perché con c’è utenza”.

4) Sviluppo della Faentina e prospettiva di metropolitana di superficie: “Non ci pare ci siano le premesse per la rivoluzione annunciata anche se ovviamente qualcosa in meglio cambierà. Per la Faentina si prefigurano ancora anni difficili, sicuramente fino al 2022 niente cambierà, poi si vedrà, dipenderà in parte anche dal peso che il Mugello saprà avere nel condizionare le scelte dell’Amministrazione Regionale. Altrimenti niente biglietteria, niente treni notturni e niente treni nuovi. Per quello metropolitano poi, si capisce bene, c’è da spettare una nuova vita”.