In sintesi è quello che ha detto l’Assessore regionale Ceccarelli ai pendolari mugellani. Da lunedì tutti o quasi sono tornati al lavoro, ma sulla Faentina i treni restano pochi e i disagi tanti. Sulla pagina facebook del Comitato “Mugello attaccati al treno” son registrate tutte le difficoltà per andare al lavoro a Firenze in treno. “Mi sbaglio o per uno che esce dal lavoro alle 18.30 zona stazione Campo di Marte e deve tornare a Borgo o San Piero o Vaglia ..non c é nessun treno via Faentina? Ce n’era uno alle 19.15 ancora sospeso…” scrive  Barbara e Giulia “Anche stamani sveglia alle 5.20, ma tanto che gli frega se uno deve alzarsi tanto prima, un treno ce l’hai e accontentati. E’ detestabile sentirsi dire che seguono il flusso per rimetterli, quando è esattamente il contrario, la gente aspetta il ripristino per riprenderlo! pazzesco”.

Per non parlare di chi viaggia tra Faenza, Marradi e Borgo. In quel tratto di treni ne son rimasti due e  non resta che farsi la Colla in macchina.

E sono in tanti a viaggiare con il mezzo proprio. E come possono fare se i treni non ci sono?

Sommerso da tante proteste  il Presidente del Comitato dei pendolari Maurizio Izzo ha scritto all’Assessore ai trasporti della Regione perché intervenga: “Non ci sono ragioni per non far circolare i treni. Se ci sono i treni ci saranno anche i pendolari. L’obiettivo è la salute dei cittadini non il risparmio di Trenitalia”.

L’Assessore Ceccarelli ha subito risposto. Tante belle parole: “Di fronte all’emergenza sanitaria, la Regione Toscana ha prestato sin dall’inizio massima attenzione ai servizi di trasporto pubblico locale” . E ancora: “E’ un impegno che ha riguardato tutto il territorio toscano e quindi una zona cruciale per la mobilità ferroviaria come il Mugello”. E poi: “Voglio infine tranquillizzare i pendolari mugellani  che il monitoraggio delle presenze è quotidiano ed in caso di numeri in aumento l’azienda provvede ad integrare con doppie composizioni e/o bus.” Ma nella sostanza ha detto che ci sono pochi pendolari e che non si può chiedere a Trenitalia di rimettere i treni se non ci sono viaggiatori.

“È un gatto (anzi un treno) che si morde la coda. –ha risposto una pendolare – Ci sono pochi treni perché ci sono pochi pendolari a prenderli, ci sono pochi pendolari a prenderli perché i treni sono pochi…”

(P. Mercatali)