Dopo l’On. Stefano Mugnai (vedi qui l’articolo), anche Paolo Gandola, neo consigliere del Centrodestra nella Città Metropolitana di Firenze, si dice sconcertato “davanti al comportamento tenuto dalla Città Metropolitana di Firenze e dal sindaco Nardella”, la richiesta danni inoltrata dalla Metrocittà “fa male alle vittime e colpisce la parte sana della realtà produttiva de ‘Il Forteto'”.
Con un una nota Gandola stigmatizza “la richiesta di danni avanzata al Forteto dalla Città Metropolitana di Firenze, come fatto anche dal Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai (già Presidente della Commissione regionale d’inchiesta che nel Consiglio regionale della Toscana)”.
“L’assoluta infondatezza della richiesta risarcitoria avanzata dalla Città Metropolitana che a suo tempo non si era nemmeno costituita parte civile nel procedimento per gli abusi sui minori affidati all’interno del Forteto – continua Gandola – innesca una escalation negativa nei rapporti intercorrenti tra la Cooperativa e l’istituzione metropolitana che va a colpire la parte sana del’azienda che si sta liberando dall’ignobile e famigerato sistema forteto.
La richiesta di risarcimento, è pertanto un tentativo maldestro e tardivo della Città Metropolitana di voler segnare la presa di distanza dai tragici fatti de Il Forteto. Non appena sarà concluso tutto l’iter per l’insediamento della nuova assemblea metropolitana, si accolga l’invito del Commissario, e ci si rechi tutti in visita alla Cooperativa, per incontrare le vittime e per unirsi al coro unanime di disappunto ed indignazione per il fatto che un tale scempio si sia protratto per trent’anni, senza la vigilanza degli organismi territoriali competenti”.
“La richiesta danni, pertanto – conclude Gandola – sia rivolta nei confronti degli autori materiali dei reati accertati compresi gli ex amministratori, in passato così incensati da tutte le autorità territoriali e non già ad una cooperativa che grazie al nuovo commissario sta tentando di risalire la china in favore del territorio e delle tante vittime che tutt’ora vi lavorano”.