Per sabato 30 novembre è stato annunciato a Bergamo il convegno “Da Barbiana a Bibbiano”, organizzato da alcune associazioni cattoliche tradizionaliste e dal Senatore della Lega Pillon, noto per le sua posizioni a difesa della famiglia tradizionale. Nel Mugello, a Firenze, questo accostamento tra la figura di Don Milani e i fatti del Forteto e di Bibbiano ha provocato una levata di scudi a difesa del priore di Barbiana, suscitato forti critiche e molte perplessità. Le ha espresse per primo l’Arcivescovo di Firenze Betori e si sono uniti a lui il Presidente della Regione Rossi, i sindaci del Mugello e molti politici e intellettuali cattolici e di sinistra. Ciliegina sulla torta è l’annunciata partecipazione al convegno dell’attuale commissario al Forteto Jacopo Marzetti, assieme ad esponenti del mondo cattolico tradizionalista come il borghigiano Pucci Cipriani. Ha scritto il Corriere fiorentino: “La presenza al convegno bergamasco di Marzetti conferisce obiettivamente un avallo istituzionale al teorema politico dell’evento, cioè il filo rosso tra l’esperienza del priore di Barbiana e gli scandali provati del Forteto e quelli ancora presunti di Bibbiano”. La protesta e la denuncia dell’iniziativa bergamasca culminerà domenica 10 novembre con una marcia a Barbiana, promossa dal Presidente Rossi e dal Sindaco di Vicchio Carlà Campa. Ecco il comunicato che annuncia l’iniziativa.

“Una camminata simbolica, con partenza alle ore 14:30 dal monumento ai martiri di Padulivo fino alla chiesa di Barbiana, per testimoniare la nostra vicinanza a quella straordinaria esperienza. Hanno già aderito Phil Moschetti, sindaco di Palazzuolo sul Senio e presidente dell’Unione dei comuni del Mugello, Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero, Tommaso Triberti, sindaco di Marradi, Stefano Passiatore, sindaco di Dicomano, Giampiero Mongatti, sindaco di Barberino di Mugello”.

“In cammino dal monumento ai martiri di Padulivo fino alla chiesa di Barbiana per testimoniare la nostra vicinanza a quella straordinaria esperienza. Nel percorso incontreremo il ‘Sentiero della Costituzione’ un libro di strada sulla nostra Carta, nel solco dell’articolo 3, a difesa degli ultimi e dei più deboli. Per l’emancipazione e il riscatto sociale. Perché le idee di don Milani sono ancora una guida per la nostra democrazia e il nostro agire. Scriveva nel 1965 il priore di Barbiana: ‘Non discuterò qui l’idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri’. Parole che colgono l’essenza dell’articolo 10 della nostra Carta costituzionale. Che parlano al cuore e alla ragione. La Toscana è una terra democratica, solidale e antifascista. Ripudia chi semina odio, soffia sul fuoco del razzismo e dell’antisemitismo e incita al nazismo e al fascismo. Chiediamo a tutti di vigilare e vegliare attentamente il nostro patrimonio civile. Alla marcia invitiamo tutti i cittadini, le forze sociali, le associazioni laiche e cattoliche – conclude l’appello – per testimoniare e tutelare il pensiero e la figura di don Milani”.