Al comunicato dei Sindaci del Mugello che chiede un nuovo Commissario rispondono anche le vittime del Forteto (vedi articolo http://www.osteriaegiornale.it/2019/12/20/forteto-unione-dei-comuni-sostituire-il-commissario/).  Scrive Sergio Pietracito (presidente dell’Associazione): “Il Commissario ha sciolto l’associazione/setta Forteto. Servirebbe ancora qualche mese per vigilare che si concretizzi l’espulsione fisica dagli immobili ed altre operazioni non di poco conto, come per esempio il cambio del Brand attraverso la vendita almeno del ramo agro-industriale a realtà economiche sane e totalmente distanti dai folli criminali. E invece cosa succede? Vogliono cacciarlo! Vivi complimenti ai Signori faccendieri e professionisti delle pressioni. Quella realtà, necessariamente con altro nome, se sopravviverà deve essere al servizio del territorio in maniera totalmente trasparente”.

 

Debora Guillot, una delle vittime del Forteto, afferma: “Quello Stato che ci ha buttato e poi abbandonato al Forteto, dove la Costituzione italiana non è mai esistita, prima ci chiede scusa e poi ci tradisce mandando a casa il commissario Marzetti, persona coraggiosa che ha fatto di tutto per contrastare la setta, nominando un altro commissario e permettendo di far rimettere le mani sull’azienda alle persone che ufficialmente non sono coinvolte nei procedimenti penali, o prescritte, ma facenti parte della setta Forteto anche da 40 anni. Ci costringono di fatto a smettere di lavorare al Forteto io compresa perché, signori miei, mi dispiace ma preferisco morire di fame piuttosto che essere al servizio di ciò che è sempre stato il sistema Forteto.
Mi sento tradita e ferita e i potenti che sono dietro a questa vicenda l’hanno di nuovo vinta. L’unico modo di evitare questo scempio che poi coinvolgerà anche i pochi lavoratori onesti, mettendo a repentaglio anche loro, era di riconfermare Marzetti e vendere la realtà produttiva per recidere davvero col passato e non fare solo finta”.