Come annunciato, la protesta di Gino Sannino contro i magistrati corrotti è partita da Vicchio. Ma non si fermerà lì; Gino con il suo furgone e i suoi poster di denuncia girerà i tribunali d’Italia. E Gino di magistrati corrotti ne sa più di tutti. Trent’anni fa fu rovinato dal Puliga, giudice del tribunale fallimentare di Firenze che riuscì, grazie a commercialisti e consulenti complici a fargli vendere la sua proprietà, intorno al Lago Viola per la strada che porta a Barbiana, in cambio di un pugno di cambiali mai onorate. Ci sono voluti vent’anni ma il Puliga ora è in carcere a scontare la pena, dopo aver condannato Gino e tanti altri al fallimento per lucrare tutto quello che c’era da guadagnarci. Gino invece non è riuscito a riavere la sua proprietà, nonostante sentenze che hanno appurato che era stato truffato. Ora che quello che va dicendo da trent’anni sulla corruzione dei giudici sta avendo conferme dagli stessi giudici e dal Presidente della Repubblica, Sannino è sceso in Piazza per raccontare a tutti le magagne della giustizia. E già giovedì al mercato di Vicchio ha avuto la solidarietà e il plauso di tanta gente. Ma c’è stato anche chi lo ha fotografato e ha minacciato di denunciarlo perché era in piazza a raccontare falsità. Gino non si è perso d’animo e ha invitato il “fotografo” a fare cento metri insieme per  andare dai carabinieri per la denuncia. Il signore ha pensato invece di girare il sedere e andarsene. (P.M.)