“Tutti i sindaci hanno grande difficoltà di gestione su parchi e giardini pubblici dopo il DPCM 17 maggio 2020 che – afferma Paolo Omoboni, Sindaco di Borgo San Lorenzo –   in una fase di riapertura generalizzata di attività e spostamenti, li disciplina in maniera più restrittiva. Per questo ho deciso di scrivere al Governo e alla Regione.”.

Il nuovo decreto, nel consentire l’accesso pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici e dunque delle aree attrezzate, dispone, per tutte le suddette tipologie, le medesime disposizioni a cui attenersi, dettate dall’allegato 8 “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19”.

“Parchi e giardini pubblici – prosegue Omoboni – sono una risorsa di grande importanza per tutti, e certamente anche per i bambini e gli adolescenti.

Ad oggi il nuovo decreto prevede però che siano a carico del gestore, e quindi dei Comuni, le seguenti attività: manutenzione ordinaria, pulizia giornaliera approfondita e frequente delle superfici più toccate con detergente neutro, supervisione degli spazi, controllando che i bambini e gli adolescenti (fino a 14 anni) siano accompagnati da adulti, e inoltre che sia ottemperato l’obbligo di mascherine e il distanziamento interpersonale di almeno un metro.

Di fronte a questi obblighi, in considerazione delle numerose aree attrezzate presenti, i comuni hanno due possibilità: o destinare risorse ingenti per ottemperare a queste disposizioni, che con la situazione attuale finanziaria dei comuni ben pochi potranno permettersi, o far rimanere chiuse queste aree, visti anche i profili di responsabilità che sui Sindaci ricadrebbero”.

Mi auguro che queste disposizioni siano riviste – conclude Omoboni –  in modo da permettere una riapertura sostenibile per tutti i parchi e i giardini pubblici comunali. Altrimenti dovremo tenerli chiusi”.