Se si trattasse di un autostrada si sarebbero già formate code i ingorghi. Per fortuna siamo sui sentieri dell’Appennino tra Bologna e Firenze; la gente è davvero tanta, ma va a piedi, lentamente, ben distanziata, in mezzo alla natura. Non c’è pericolo d’inquinamento, non c’è la ressa della movida e il virus dovrebbe fare i salti mortali per trasmettersi. “Siamo avvinghiate alla natura” Dice una delle due signore venete nella foto. Hanno appena lasciato la Badia del Buonsollazzo e sono quasi al termine del percorso, stanche, ma rigenerate. Lungo il cammino hanno lasciato lo stress, dentro la natura e i paesaggi dell’Appennino. Hanno incontrato tantissima gente, hanno fatto amicizia con giovani come quelli nella foto con loro. Sulla via degli Dei non c’è differenza d’età o di lingua o di campanile.

“Quest’anno, nonostante i mesi di clausura per il Covid – dice Ignesti, assessore al turismo dell’Unione dei Comuni – siamo a oltre 10.000 presenze secondo le stime dei tour operator del settore. Che ci sia un passaggio continuo di camminatori me lo confermano dalle strutture ricettive del punto tappa di San Piero e dai punti  sosta di Sant’Agata, Tagliaferro e Firenzuola e tantissimi sono i giovani. Purtroppo quest’anno non abbiamo potuto fare i consueti eventi lungo il percorso, l’emergenza Covid ce l’ha sconsigliato, – prosegue Ignesti – ma siamo contenti di quanti ci raccontano di come hanno apprezzato il Mugello. Insieme al CAI continuiamo comunque la manutenzione del tratto mugellano fino a Fiesole e con l’anno prossimo contiamo di migliorare indicazioni e segnaletica lungo i sentieri”.