Elisa Tozzi responsabile provinciale Enti Locali della Lega: “Non si invochi il modello Genova per passare sopra ai principi democratici”.

In una nota gli esponenti leghisti del Mugello esprimono le ragioni del loro no al nuovo impianto eolico che dovrebbe sorgere sul versante appenninico tra il Comune di Vicchio e il Comune di Dicomano: “Oramai è comprovato che l’eolico è una tecnologia energetica superata e che  causa danni pesantissimi in termini paesaggistici e territoriali: il Mugello e la Valdisieve sono famosi per i mulini ad acqua, non a vento. Il nuovo Impianto Eolico così come è stato pensato – precisano gli esponenti della Lega – prevede la  realizzazione di 8 aerogeneratori con tre pale, per un’altezza complessiva di circa 150-160 metri per 120 metri di larghezza tra il Giogo di Villore e il Giogo di Corella. Il progetto prevede anche la realizzazione di una strada di 4 metri di larghezza lungo i felciai secolari del crinale dove si annidano il 90% di specie vegetali e animali, alcune delle quali a rischio di estinzione.

Come Lega – prosegue la nota- non possiamo poi non registrare su questo progetto il silenzio tombale di tutti i sindaci di Mugello e Valdisieve eccezion fatta per i due primi cittadini di Dicomano e di Vicchio che si fanno addirittura promotori dell’infrastruttura, dimenticando completamente il parere dei cittadini. L’ obbiettivo comune – concludono gli esponenti leghisti – dovrebbe essere invece quello di mirare all’innalzamento della qualità della vita in Mugello e Valdisieve attraverso una politica ambientale attenta alla conservazione e mantenimento del territorio oltre che all’incentivazione di forme di energia e di turismo compatibili con il contesto paesaggistico locale. Invece in questi mesi di inchiesta pubblica sul progetto, la Regione Toscana ed Enrico Rossi hanno preferito tirare diritto ignorando  i comitati civici, le associazioni ambientaliste locali e le opposizioni tutte unanimemente contrarie al progetto.

Elisa Tozzi Responsabile Enti Locali precisa: “Oggi è il giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte a Genova, un’opera importante e fortemente simbolica.- Più volte in queste settimane abbiamo sentito parlare di Modello Genova in riferimento alla sburocratizzazione di procedure che insistono ogni volta sulle Grandi Opere nel nostro Paese. Ma la democrazia, quella no, non può e non deve essere bypassata. Non si strumentalizzi una tragedia per costruire scempi. Il paesaggio non è una fonte rinnovabile una volta deturpato lo sarà per sempre. Noi siamo da sempre favorevoli alle energie rinnovabili, ma troviamo sia un controsenso che per costruire un impianto d’ispirazione green si distrugga  l’ecosistema che c’è già e la sua biodiversità.

Oltre alle conseguenze negative sull’ ambiente e sul paesaggio, ripercussioni pesanti ci sarebbero anche sulla viabilità di questa zona del Mugello e quindi sull’economia locale.  Si tratta – conclude Elisa Tozzi- di un progetto tecnologicamente superato e ad alto impatto ambientale e riteniamo siano motivi più che sufficienti perché la sua costruzione venga stralciata”.