13 Marzo 2020. A tutti i cittadini del Mugello
Sono una volontaria soccorritrice del 118. Svolgo quest’attività da circa sei anni e in questo momento HO PAURA.
Ho visto tante situazioni durante questo tempo che mi hanno profondamente turbato, tante volte ho pianto, tante volte ho sentito sulla mia pelle la disperazione delle persone soccorse e dei loro cari, ma ho sempre stretto i denti e sono andata avanti.
Ad oggi salire sull’ ambulanza significa sempre di più mettere a rischio la nostra salute, siamo in prima linea e quindi i più esposti a contrarre il Coronavirus.
Noi volontari svolgiamo questo tipo di soccorso perchè riteniamo giusto adoperarci per gli altri, perchè ci riempie il cuore di gioia vedere il sorriso di un paziente quando, lasciandolo in ospedale, ci prende la mano e ci ringrazia.
Siamo incoscienti? Forse, ma non possiamo farne a meno. Personalmente mi fa sentire utile e realizzata.
In questo difficile momento sappiamo tutti quali sono i sintomi di questo mostro che si è affacciando sul mondo intero, Mi permetto di ricordarveli con due righe tratte dal sito www.salute.gov
“Quali sono i sintomi di una persona con COVID-19?
I sintomi più comuni sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.”
Ora, vorrei farvi una richiesta, chiedo un piccolo sforzo da parte vostra, ma un GRANDE AIUTO per noi volontari. Quando chiamate il 118 e attivate un’ambulanza, dite all’infermiere che vi risponderà TUTTI i sintomi per cui chiamate, dite se avete FEBBRE, se avete STANCHEZZA, se avete TOSSE SECCA, se avete INDOLENZIMENTO o DOLORI MUSCOLARE, CONGESTIONE NASALE, NASO CHE COLA, MAL DI GOLA o DIARREA.
Fatelo, per favore, perchè se nascondete questi sintomi, non sapendo se siete positivi o meno al virus, rischiate di infettare anche noi. E’ possibile che chiamiate per una caduta, oppure una colica renale e non pensiate all’eventualità di poter esser infetti, ma ora come ora è bene considerare tutta la popolazione a rischio infettivo. Solo in questo modo possiamo evitare di far espandere il virus.
Noi soccorritori, finito il turno, torniamo nelle nostre case, abitate da nonni, da genitori, da bambini e rischiamo di diffondere il virus a macchia d’olio e l’espansione non si fermerà.
NOI DOBBIAMO FERMARLO
DOBBIAMO tornare a darci la mano, ad abbracciarci e a sorridere insieme.”

Lettera firmata