Il libro di Riccardo Clementi, scrittore e giornalista della Valdisieve, racconta le 14 vittorie del campione ciclistico Marco Pantani, “dalle vette delle Alpi fino alle stelle del firmamento”.

L’intero ricavato dell’autore va all’Associazione Dializzati Annunziata.

Per Riccardo Clementi il campione ciclistico Marco Pantani ha sempre rappresentato un combattente unico, un buono, fin da quando, da adolescente, ne seguiva ammirato le gesta sportive, le vittorie formidabili, si è innamorato della sua maniera, quasi vitale, di vivere lo sport.

Per questo ha deciso di scrivere un libro, che rendesse omaggio al fuoriclasse romagnolo, di cui oggi si parla ancora molto per i misteri che avvolgono la squalifica e la morta ma delle cui gesta sportive forse ci siamo un pò dimenticati. Marco Pantani, il Pirata, rappresenta senza dubbi, come lo descrive Riccardo, un esempio di eroe tragico moderno, che ha vissuto la sua vita, sia privata che sportiva, come una continua battaglia, una ricerca incessante di verità e infinito.

Così nel suo libro, Un Pirata in cielo, Riccardo racconta le 14 vittorie di tappa, tra Giro d’Italia e Tour de France, di Marco Pantani, fino alla prima ‘morte’ sportiva del ciclista, il 5 giugno 1999, quando a Madonna di Campiglio fu squalificato dal giro d’Italia; il numero 14 è ricorrente: è anche il giorno in cui il Pirata ‘ha raggiunto le stelle’, si è ricongiunto a quel cielo che vedeva così vicino sulle Alpi in sella alla sua bicicletta, sono 14 gli anni dalla sua morte quando esce il libro di Riccardo, nel 2018. E, non a caso, il 14, nella simbologia dei numeri, significa libertà, esplorazione, proprio come è stata la vita di Pantani.

Ogni capitolo racconta una vittoria, ed in ognuno emerge, come una pennellata, una parte della sua vita, il tentativo di far trasparire il Pantani uomo a partire dalla cronaca sportiva, perché lui, come ci racconta Riccardo Clementi, correva sulla sua bicicletta e viveva la sua vita con la stessa intensità e sentimento. “In un ciclismo che sempre più si avvicinava alla tecnologia ed ai tecnicismi, Pantani incarnava al contrario la figura di ‘artigiano’ della bicicletta, il protagonista di un ciclismo eroico, che non si è mai più ripetuto”, rivela l’autore.

“Ogni vittoria di Pantani – continua Clementi – è un’opera d’arte e come ogni opera d’arte va fissata, affinché non se ne perda il ricordo ed essa sia disponibile per chi volesse riviverla. Ed è proprio questo il tentativo del mio libro”.

Dalla vita di Marco Pantani si può trarre un’importante lezione di vita: “Anche in questo momento – conclude infatti Riccardo – difficile, nel mezzo di un’emergenza sanitaria, una figura come Pantani può dare coraggio, per non arrendersi mai, soprattutto nelle asperità”.

Piancastelli J.