E’ un vero e proprio appello per i profughi siriani l’ordine del giorno presentato dal gruppo Centro Sinistra per Londa rivolto a tutti noi, allo Stato italiano, alle istituzioni europee.

“Di fronte al dramma della guerra che sconvolge da 9 anni la Siria, di fronte alle condizioni di vita del popolo siriano, – scrive il gruppo di minoranza -le Istituzioni tutte devono esprimersi e prendere una posizione, perché non possiamo voltarci dall’altra parte o cambiare canale di fronte a quanto accade all’umanità e alle porte dell’Europa. Non possiamo restare indifferenti e non richiamare su questa catastrofe umanitaria l’attenzione e l’impegno delle Istituzioni del nostro paese e dell’Unione Europea, culla della democrazia e della cultura, fondata sui principi della solidarietà e della cooperazione tra i popoli. Non possiamo arrenderci all’idea che la nostra Europa, il processo di integrazione europeo che ha garantito pace e condizioni di vita sempre migliori ai suoi cittadini, resti indifferente rispetto alla violazione sempre più massiccia del diritto umanitario e a quanto avviene lungo i suoi confini.

Migliaia e migliaia di profughi siriani, intere famiglie con bambini, sono ammassati in condizioni precarie alle frontiere tra la Grecia e la Turchia, dove nel 2020 i bambini muoiono ancora di freddo. Migliaia di persone hanno intrapreso una marcia disperata per raggiunge l’Europa, questa nostra terra di civiltà, ma al posto dell’accoglienza hanno trovato le porte sbarrate, frontiere chiuse, gas lacrimogeni, militari in assetto di guerra, repressione e respingimento.  La Grecia ha risposto in modo disumano a un dramma umano. Ed è mancata l’Europa. L’Europa di fronte a questo dramma non puo’ più girarsi dall’altra parte, perché così facendo, l’Europa tradisce se stessa. I respingimenti degli sfollati messi in atto dal governo greco sono i respingimenti dell’Europa e segnano la fine del sogno di pace e prosperità dei padri fondatori. L’Europa non puo’ morire a Lesbo. Per questo vogliamo che il nostro Consiglio Comunale chieda alle Istituzioni dell’Unione Europea, al Presidente della Commissione, al Presidente del Parlamento e al Presidente di turno del Consiglio UE di svolgere un ruolo sempre più attivo nei confronti di questa catastrofe umanitaria, facendosi carico del destino di coloro che scappano dalla guerra, aprendo le porte dell’accoglienza e dell’aiuto, per garantire un futuro di pace e il rispetto dei valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, della solidarietà e dell’uguaglianza, fedeli così ai principi della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Chiede alle Istituzioni dell’Unione Europea di intraprendere tutte le azioni possibili per fermare la guerra in Libia e per cambiare i trattati con la Turchia che non rispetta i diritti umani dei profughi. Ma chiediamo anche allo Stato italiano di impegnarsi in prima persona per attivare un corridoio umanitario per i minori non accompagnati, per le mamme con bambini e per tutte quelle persone che versano in una situazione di vulnerabilità e di farsi portavoce in seno alle Istituzioni dell’Unione Europea affinché anche gli altri stati membri facciano altrettanto”.