PRESENTAZIONE

Il Movimento 5 Stelle di Vicchio nasce dalla necessità di ricostruire un legame tra il cittadino e il suo comune ponendo gli amministratori come servitori del cittadino e non viceversa. Da troppo tempo, infatti, questo fondamentale elemento si è deteriorato. Giuste competenze nelle varie responsabilità di pertinenza, unite a forte motivazione e ad adeguati rapporti di rispetto ed educazione nei confronti del cittadino, fanno in modo che si possa instaurare un nuovo rapporto di fiducia e stima. Occorre quindi rivedere sia la struttura organizzativa che quella organica dell’intera amministrazione comunale nei suoi vari settori, rigenerando la motivazione ad operare per un nuovo modo di gestire le proprie responsabilità. Se la macchina amministrativa funziona a pieno regime l’intero sistema paese funziona e ne giova. Uno degli obiettivi politici che fin dalla sua nascita il M5S si pone è quello di un maggior coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica. Vogliamo che i cittadini possano riappropriarsi dei beni comuni, del proprio comune e della propria comunità. Crediamo che lo strumento del bilancio partecipativo sia utile per il coinvolgimento diretto dei cittadini, nella scelta di finanziare un’opera anziché un’altra; proporre direttamente un progetto, un servizio, un’idea senza la mediazione delle decisioni prese nei Consigli comunali. Chiediamo pertanto la partecipazione dei cittadini per iniziare il nostro processo di cambiamento.

Partecipazione, democrazia diretta e trasparenza/connettività

Stiamo vivendo un tempo molto buio anche sul piano della rappresentanza politica, ma stiamo anche assistendo alla nascita di “minoranze creative” che emergono dalla società civile e che sono espressioni della politica con la “P” maiuscola. Erroneamente si crede che il cittadino possa esprimersi ogni 5 anni attraverso il voto, ma la nostra costituzione (Art.1 comma 2) dice che la sovranità appartiene al popolo. A differenza di altre costituzioni straniere, che utilizzano termini come “deriva” o “nasce”, la nostra, utilizza una espressione forte: “appartiene”. In altre parole la cittadinanza attiva si può e si deve praticare tutti i giorni. Il cittadino deve tornare ad essere il beneficiario delle azioni messe in campo nella gestione della cosa pubblica, attraverso la più completa applicazione del principio di trasparenza. Il Comune è la casa di tutti noi cittadini, ed è per questo che deve diventare un palazzo di vetro, dove tutti possono vedere quello che accade, possono partecipare, contestare, proporre, per una piena attuazione della democrazia.

  • Sviluppare sul territorio comunale una politica democratica di base, facendo uso di strumenti di partecipazione, come sondaggi, referendum consultivi, punti di incontro con la cittadinanza.
  • Introduzione degli O.P.A. (Organi di Partecipazione Attiva) nelle frazioni che avranno il compito di riportare all’amministrazione comunale difficoltà, problematiche e proposte dei cittadini (vedi ex comitati di frazione); questi potranno essere organizzati anche a livello di paese centrale.
  • Scelta dei progetti tramite referendum comunali in fase di progettazione preliminare in modo da creare opere condivise negli intenti e nelle necessità. Le opere pubbliche sono della collettività, l’iter di realizzazione pre-bando prevede tre livelli di progettazione: preliminare (approvazione di Giunta comunale) – definitiva (approvazione di Consiglio comunale) – esecutiva (approvazione con determina dirigenziale). Il compito dell’amministrazione deve essere quello di porre la scelta su più soluzioni compatibili e normativamente attuabili.  Notiziario informativo cartaceo e telematico. Questionari di valutazione delle attività e dei servizi comunali. Tavoli di confronto tematici amministratore-cittadino. Attuazione dei Referendum comunali. Diretta streaming del Consiglio comunale e pubblicazione degli stessi sul web. Pubblicazione di tutte le spese dei politici, così come sancito anche dal recente D. Lgs. 33/2013 e da tutta la normativa sulla trasparenza della pubblica amministrazione.  La “connettività” vuole sottolineare la logica che è al centro del nostro
  • Movimento: crediamo fermamente che i cittadini debbano poter usufruire dei nuovi mezzi di comunicazione per formare comunità, per informarsi, per garantire trasparenza e per vivere in questa società che viene definita della conoscenza. L’accesso all’informazione attraverso la Rete deve essere gratuito ed i Comuni devono considerare la copertura della Rete allo stesso livello della rete elettrica, ovvero, Essenziale! La connettività è lavoro, promuove i servizi e le produzioni locali. La connettività è turismo. La connettività è democrazia. Per questi motivi ci impegneremo, attraverso le aziende preposte, a cercare soluzioni adeguate per il nostro comune, che presenta difficoltà a livello di conformazione territoriale, evitando assolutamente, finchè non saranno sperimentati, nuovi tipi di segnale. Al momento l’informazione va in un solo senso: dal comune all’utente e nella maggior parte dei casi anche in maniera scorretta. Ci impegniamo quindi a realizzare un portale comunale che sia un punto di contatto con la cittadinanza tutta, che non soltanto renda disponibili documenti e servizi, ma che possa diventare anche un punto di raccolta di idee e di suggerimenti. Proporremo a tal fine:
  • Iniziative volte all’attivazione dell’ADSL in tutto il territorio comunale.
  • Iniziative del Comune rese pubbliche online tre mesi prima della loro.
  • Approvazione per ricevere commenti e proposte dei cittadini.

 

Ambiente e territorio

Parco di Montelleri: qualificazione del parco e delle acque del lago di Montelleri attraverso un progetto mirato che ci porti, nei primi cento giorni del nostro mandato, a una verifica tramite un “Piano di Caratterizzazione sul Fondale”, con la prospettiva entro il 2020 di recuperare l’immobile dell’albergo di Montelleri, ricercando e valutando proposte per ricollocare la struttura ad un uso pubblico utile a tutti i cittadini. Inoltre, avendo la fortuna di avere un luogo così integrato all’interno del paese, di particolare bellezza, si presterebbe a iniziative artistico/culturali, da inserire all’interno di quelle manifestazioni che caratterizzano il paese di Vicchio nell’arco dell’anno, tipo:

  • Valorizzare l’artigianato del territorio e l’agricoltura locale, tramite mercati periodici che possono sottolineare l’importanza del consumo agroalimentare a km 0.
  • Feste e sagre dei marroni nei periodi consoni alla produzione locale presentando solo prodotti del territorio e non importati.
  • Riportare la cittadinanza a vivere tale luogo anche tramite iniziative popolari propositive che portino a rivalutare uno spazio importante fino ad ora sottovalutato.

 

Spazio campeggio e piscine

La linea del M5S Vicchio rispetto agli immobili presenti sul territorio di proprietà del comune è che tali immobili non devono essere venduti, bensì devono rimanere di proprietà pubblica. L’obbiettivo dovrebbe essere raggiunto attraverso una seria valutazione di congruità delle strutture, rispetto alle norme di sicurezza, cercando partner interessati alla gestione. Abbiamo individuato uno spazio adiacente alla struttura delle piscine dove poter creare un ottima area camper attrezzata, tra l’altro vicino alla pista ciclabile; questo attirerebbe anche turisti che al momento, nel comune di Vicchio, non hanno spazi per sostare con mezzi itineranti. Inoltre crediamo che alcuni spazi adiacenti al campeggio e alle piscine, tutti di proprietà del comune, dovrebbero essere utilizzati periodicamente per organizzare feste festival e concerti musicali, coinvolgendo e sfruttando così, attraverso ulteriori iniziative artistico/culturali, zone del paese poco utilizzate da un punto di vista turistico e quindi economico. Data la loro ubicazione “comoda, strategica e caratteristica”, questi luoghi attirerebbero turisti, che a meno di un km dal centro storico, avrebbero la possibilità non solo di godere di tali iniziative, ma anche di potersi muovere, tramite le piste ciclabili, verso i paesi circostanti e godersi così il nostro meraviglioso paesaggio.

 

Riqualificazione del territorio attraverso la progettualità a livello

Un’ opportunità che va valutata è quella di evitare di ricorrere a ulteriori richieste di mutui che creano un aumento di debito, ma di usare una progettazione che punti ai fondi Europei (pochissimo sfruttati) per riqualificare il territorio in tutti i suoi aspetti, da quello montano (castanicoltura), agricolo, strutturale a livello scolastico, museale ed economico e valutando la realizzazione di un parco naturalistico dell’alto Mugello, visto le varietà animali e vegetali che coesistono.

Agricoltura

  • Censimento della fauna selvatica e stop al ripopolamento non controllato. • maggiore presenza di organi di controllo nei boschi (guardie volontarie).
  • Dialogo diretto tra comune e aziende agricole del territorio.
  • Apertura di uno “Sportello del cittadino” dove le aziende del territorio possono rivolgersi per avere informazioni su come poter accedere ai fondi europei.
  • Sviluppo agevolato per coloro che intendono modernizzare la propria azienda tramite fondi nazionali/europei.
  • Agevolazioni per chi intende convertire la propria azienda da agricoltura/allevamento convenzionale a biologico, diminuendo così l’utilizzo di fitofarmaci nel nostro territorio.
  • Tutela ed efficienza delle unità produttive e dei lavoratori agricoli, salvaguardia del sistema idrogeologico e del paesaggio agrario; individuazione degli strumenti di caratterizzazione e monitoraggio del territorio attraverso sentinelle ambientali; individuazione nei terreni risultati “ inquinati “ di colture no food; pianificazione delle risorse destinate agli interventi nel campo dell’agricoltura, delle infrastrutture rurali e della greenconomy.
  • Creazione di uno sportello informativo che aiuti gli agricoltori nelle istruttorie burocratiche a cui devono ottemperare.
  • Promuovere una mozione che vieti la coltivazione di colture geneticamente modificate (OGM) all’interno del territorio comunale. Attualmente in Italia ne è vietata la coltivazione, ma nei prossimi anni le lobbie del settore spingeranno per introdurli.
  • Favorire la nascita di un consorzio di preservazione e divulgazione di specie autoctone. Il consorzio avrà l’obbligo di mantenere la purezza delle specie e fungere da rete di scambio.
  • Promuovere corsi di formazione per fare educazione alimentare alla cittadinanza trattando ad esempio il tema dei prodotti di stagione e autoctoni oppure il riconoscimento di prodotti naturali.
  • Informare la cittadinanza in cosa consistono il DES (distretto di economia solidale), i GAS (gruppi di acquisto solidale) e la rete intergas. Inoltre il comune potrebbe mettere a disposizione di GAS e DES sia una struttura informatica che permetta di organizzarsi al meglio, sia locali per poter organizzare riunioni, punti di incontro e scambio di beni di consumo.
  • Promuovere le “feste del raccolto” dei prodotti tipici, partendo dalla coltivazione (o allevamento) fino al consumo del prodotto finito, con esempi di lavorazione del prodotto. Valorizzare all’interno di queste iniziative i prodotti di origine biologica.

Rifiuti

La gestione dei rifiuti rappresenta l’insieme delle politiche, procedure o metodologie volte a gestire l’intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro destinazione finale, considerando quindi la fase di raccolta, trasporto, trattamento (riciclaggio e/o smaltimento) con l’obiettivo di riutilizzare tutti i materiali di scarto, solitamente prodotti dall’attività umana, in modo da ridurre i loro effetti sulla nostra salute e sull’impatto ambientale. (Wikipedia) È particolarmente rilevante il comportamento che oggi, la società moderna, deve avere nell’affrontare la crescente produzione di rifiuti prodotti. Pertanto dobbiamo dare particolare importanza alla ricerca di metodi di riciclo e riutilizzo al fine di ridurre la quantità di materiale avviato a processi di incenerimento ed in discarica. La gestione dei rifiuti è sempre stata un business troppo spesso non conciliante con la salvaguardia dell’ambiente. Tale gestione è poi scarsamente uniforme sull’intero territorio italiano e spesso a farla da padrone sono le discariche e gli impianti di scarsa qualità.

 

Miglioramento/modifica raccolta differenziata a Vicchio

Contesteremo ad Alia tutti i disservizi e le inadempienze che ci sono sul nostro territorio e che i cittadini ci hanno esposto, istituendo la figura di ‘Guardia Ambientale’, che svolgerà il compito di controllare il lavoro dell’azienda in tutto il percorso dei rifiuti, per confrontare i costi/servizi che Alia sta offrendo e valutare se tali servizi sono efficienti e convenienti per il nostro comune e quindi per i cittadini. Potremo avvalerci della facoltà di indire un referendum popolare comunale, per far decidere agli stessi se ricontrattare o rescindere tramite una “revoca tutelatoria”. Ricerca di altre società specializzate in raccolta differenziata spinta, in territori simili al nostro, con richieste di preventivi di spesa per tale servizio, valutare questo al fine di ottenere la realizzazione di “Isole ecologiche” con “Peso/ Rifiuto”, applicando una tariffa con meccanismi premianti in base alla effettiva quantità di rifiuti non differenziati prodotti, creando i seguenti benefici: risparmio rispetto al minor conferimento di rifiuto tramite la pesatura dell’indifferenziata per poter passare la TARI da tassa a tariffa; risparmio su operatori e mezzi; ricavo di una quota in bilancio che permetterebbe direttamente il noleggio delle isole ecologiche senza altri oneri. Il tutto per valutare la possibilità di una rescissione dal contratto esistente, a favore di uno più efficiente, nel raggiungimento degli obiettivi comunitari, e che risulti più economico sia all’amministrazione e di conseguenza alla popolazione. Adesione al progetto “rifiuti zero” per arrivare entro i 5 anni di legislatura alla sua realizzazione. Cercheremo sinergie tra le varie attività economiche per trasformare gli scarti produttivi in materie prime per altre destinazioni eco-sostenibili; in questo modo le aziende che aderiranno a tale progetto potranno usufruire di notevoli detrazioni su quella che, ad oggi, è la tassa TARI ma che diventerà tariffa. Di seguito elenchiamo quelli che saranno i nostri punti base rispetto al problema rifiuti e inviteremo ogni cittadino ad adottarli nella vita di tutti i giorni:

  • Compostaggio di comunità: questa pratica permetterebbe quasi di azzerare la produzione di rifiuti urbani organici e di ridurre i prodotti di potature e altro materiale vegetale di origine agricola conferita nel ciclo dei rifiuti. Attraverso un’accurata pianificazione di livello locale (comunale, sovra-comunale o a livello di circoscrizione, frazione o quartiere per i comuni molto estesi o molto popolati) è possibile, applicando il DM 266/2016, evitare l’ingresso del prezioso materiale organico nella filiera dei rifiuti. Considerando che la frazione organica costituisce circa un terzo, in peso, della produzione attuale stimata di rifiuti urbani, applicare estensivamente il compostaggio di comunità non solo consentirebbe di abbattere fino al 30% la quantità di rifiuti urbani prodotti, ma darebbe anche un contributo importante al contrasto della desertificazione del suolo e alla prevenzione del dissesto idrogeologico, preservando e rafforzando lo strato di humus fertile dei terreni. Anche le aziende del comparto agroalimentare, se vogliono, possono implementare questa pratica nella misura in cui sia compatibile con i loro cicli produttivi. Questo consentirebbe di ridurre anche la quantità di rifiuti organici speciali. Acquisteremo, pertanto, macchine biotrituratori per promuovere il riutilizzo dei rifiuti organici sfalci/ramaglie come mezzo per produrre acqua calda, attraverso un sistema ecologico ed economico denominato THERMOCOMPOST, che consente una maggiore riuscita rispetto alla normale combustione; vi saranno inoltre meno difficoltà per l’utente a smaltire tali rifiuti organici, oltre ad avere un vantaggio economico e ambientale per la collettività, valutando l’ipotesi di chiudere così la centrale a biomasse.
  • Acqua alla spina: ormai è universalmente riconosciuto che l’acqua in bottiglia non sia né più sana, né più’ controllata né più sostenibile dell’ acqua del rubinetto. E’ invece conosciuto solo in parte l’impatto ambientale devastante della filiera di produzione della plastica e degli altri prodotti necessari al commercio dell’ acqua: si pensi solo all’ estrazione del petrolio usato per fabbricare il PET vergine usato per fare le bottiglie. Quel petrolio proviene spesso dall’ Africa a prezzo della distruzione di interi ecosistemi, e questa distruzione causa fenomeni migratori internazionali che riguardano intere popolazioni. Per motivi di spazio non entriamo nel dettaglio della filiera di produzione delle colle e degli inchiostri necessari per stampare l’ etichette.
  • Vuoto a rendere: anche il vuoto a rendere è una delle buone pratiche di una volta, purtroppo cadute in disuso, ma che sarebbe giusto e salutare recuperare. Questo permetterebbe di abbattere la produzione di bottiglie usa e getta. Attualmente uno degli ostacoli più grossi da superare per diffondere questa pratica è la limitazione alla vendita di bevande da asporto contenute in imballaggi riutilizzabili per motivi di sicurezza o ordine pubblico: molti comuni vietano la vendita di bevande da asporto nel vetro per evitare che le bottiglie possano essere usate come armi improprie o finire rotte per le strade, causando pericolo per i cittadini.
  • Eliminazione della posta cartacea non indirizzata: tutti abbiamo avuto almeno una volta la spiacevole esperienza di trovare la cassetta della posta piena di pubblicità indesiderata. In realtà basta pochissimo per scoraggiare questa pratica: sarebbe sufficiente affiggere un cartello alla porta o al portone condominiale con scritto “No Pubblicità’”. Oltre a questo, dal momento che la maggior responsabile della produzione e distribuzione di posta non indirizzata è la grande distribuzione organizzata, i comuni potrebbero anche agire in sede di regolamento TARI per aumentare l’aliquota per metro quadro a questo tipo di esercizi.
  • Riparazione e centri di riuso: è lapalissiano ribadire quanto un prodotto facilmente riparabile possa prevenire non solo la produzione di rifiuti, ma anche l’estrazione e la lavorazione di nuove materie prime vergini con annesso impatto ambientale. Quello che è meno scontato da dire è che per raggiungere tale obiettivo sia necessario ragionare con una logica di sistema: ormai ci sono sparsi per la penisola centinaia di centri del riuso, ma quasi nella totalità dei casi essi sono nati su iniziativa di qualche singolo ente, associazione o privato cittadino, e non sono inseriti in una rete. Oltre a ciò si aggiunga che sarebbe necessaria una diversificazione nell’ offerta e del target delle varie tipologie di centri di riuso, con finalità precise per ogni tipologia.
  • Preparazione per il riutilizzo: la preparazione per il riutilizzo è un’operazione sui rifiuti che permette, di solito durante la fase preliminare del ciclo, di esaminarli e deviarli verso la filiera del commercio. Di solito tale operazione può consiste in un’operazione di pulizia o sterilizzazione (si pensi alla filiera degli abiti usati, per esempio) e/o in una operazione di smontaggio o sostituzione di alcune parti. Il risultato finale è la cessazione della qualifica di rifiuto e la reimmissione sul mercato. E’ importante non confondere la preparazione per il riutilizzo (operazione sui rifiuti che deve necessariamente essere fatta da un gestore ambientale) con il riuso (che è un’operazione sui beni effettuabile da qualsiasi cittadino).
  • Pannolini lavabili: come riportato dalla rivista AAM Terra Nuova, gli usa-e-getta hanno un impatto ambientale disastroso: in fase di produzione vengono impiegate massicce quantità di cellulosa, plastica, petrolio, acqua ed energia. Mentre in fase di smaltimento, nelle nostre già superaffollate discariche, ci impiegano fino a 500 anni per decomporsi, rilasciando nell’ambiente diverse sostanze chimiche nocive. Ad oggi il 20% dei rifiuti domestici familiari è rappresentato proprio dai pannolini per bambini. Se infine si considera che un bambino viene cambiato tra le 4.500 e le 5.000 volte nei primi anni di vita e che con gli usa-e-getta l’accesso al vasino viene spesso posticipato oltre i 3 anni, il volume e l’impatto dei rifiuti generati per un singolo bambino è davvero mostruoso. I pannolini lavabili sono pannolini in tessuto che, al posto di essere gettati nella spazzatura come gli usa-e-getta, vengono lavati e riutilizzati. Una sorta di ritorno alle origini, un modo semplice e sano per ridurre drasticamente quel 20% di rifiuti nelle nostre discariche. Certo, anche utilizzare i pannolini lavabili comporta un costo in termini di acqua ed energia: rimane comunque una scelta valida ai fini della sostenibilità ambientale, come dimostrato da questo interessante studio dell’Università di Pavia. Oggigiorno esistono innumerevoli tipologie di pannolini lavabili ecologici (che differiscono tra loro per materiali e struttura) ed il mercato offre davvero una gamma immensa di opzioni e marche diverse. Ognuno ha modo di individuare e reperire, senza difficoltà eccessive, il pannolino ecologico più adatto alle proprie esigenze e al proprio bambino. Fonte: https://casatabata.com/pannolini-ecologici/
  • Coppette mestruali/assorbenti lavabili: gli assorbenti e i tamponi, proprio a causa della loro composizione chimica, sono tra i rifiuti più difficili da smaltire: le bustine in plastica che li avvolgono, gli applicatori, le strisce e la copertura adesiva hanno un degrado molto lento, calcolato in circa 200 anni. In pratica, il primo assorbente inventato ancora non si è sciolto nell’ambiente. Senza considerare il costo ambientale di produzione e di lavorazione in termini di acqua ed energia. La coppetta mestruale ha invece una durata media di 8 anni, un assorbente lavabile di 3 (se si osservano le regole di manutenzione corretta). Questo vuol dire che una donna non userà più di 5-6 coppette mestruali, o non più di 130 lavabili nell’arco della vita fertile, riducendo considerevolmente il proprio impatto ambientale e contribuendo ad alleggerire la mole di rifiuti che produciamo. Per ulteriori approfondimenti si consiglia di leggere la fonte: http://www.letwomen.org/2016/06/ciclo-mestruale-e-impatto-ambientale.
  • Eliminazione capsule e cialde di caffè e altre bevande: al pari dell’ acqua in bottiglia, questa è una delle pratiche più sbagliate e più ambientalmente impattanti che si possano immaginare. Provate a immaginare: plastica per fabbricare la capsula, plastica per fabbricare la busta che la contiene (o che contiene la cialda, cambia poco), plastica per fabbricare la busta che contiene 100 buste che contengono una capsula ciascuna, cartone che contiene la busta che contiene le buste, bancale per mettere le scatole, pellicola che avvolge il bancale e le scatole. Aggiungeteci la plastica del bicchierino, la plastica del bastoncino che usate per girare lo zucchero, la carta della bustina di zucchero e l’energia usata per fabbricare tutto questo e mettervelo a disposzione. Fatto? Bravi. Ora moltiplicatelo per 65 milioni (dato riferito al solo 2017) e rendetevi conto di quanto sia improrogabile eliminare questi oggetti dal nostro paniere di acquisti. Per il volume di vendite: https://www.beverfood.com/iri-boom-caffe-capsulemoderna-distribuzione_zwd_105298/
  • Eliminazione delle stoviglie monouso: questa è una delle azioni da applicare non solo a livello domestico ma anche a livello di commercio, artigianato, mense, scuole, feste, sagre paesane, concerti, manifestazioni sportive, catering ecc. La sostituzione con stoviglie compostabili non è accettabile, nella misura in cui oltre a utilizzare terreno fertile per coltivare piante da destinare alla produzione di plastica, si userebbero fertilizzanti e fitofarmaci in quantità per massimizzare la produzione per ettaro. A ciò si aggiunga che essendo coltivazioni per uso non alimentare anche i controlli sarebbero notevolmentre ridotti e questo causerebbe dopo pochi anni un grave impatto sul terreno e sulle falde acquifere sottostanti. L’unica opzione ambientalmente sostenibile sono le stoviglie lavabili e riutilizzabili.
  • Simbiosi industriale e artigianale: in tutte le città esistono zone industriali e artigianali, e ognuna di queste attività produce sottoprodotti che spesso usa solo in parte. La parte non usata diventa rifiuto. Analizzando il ciclo produttivo si possono individuare i punti che causano la produzione di rifiuti e agire per migliorarne la qualità (mantenimento dell’ omogeneità e della pulizia, ad esempio) per fare in modo che possano rientrare nel ciclo di produzione della stessa azienda o di altre aziende del comprensorio senza introdurre questi materiali nel ciclo dei rifiuti. Spesso succede che all’ interno di uno stesso comprensorio un’azienda non sappia esattamente come funziona il ciclo produttivo di quella accanto, e dunque non sa che magari il suo rifiuto potrebbe costituire una materia prima per quell’ azienda. Quindi se esistesse un luogo dove queste informazioni fossero condivise e archiviate, si potrebbe ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti speciali per la fabbricazione di oggetti di uso comune.
  • Riprogettazione dei prodotti e dei cicli produttivi: ad esempio riprogettare un prodotto significa fare in modo che sia smontabile e che una volta smontate le singole parti siano composte da materiali omogenei e non accoppiati. Alcuni degli oggetti di uso comune che richiederebbero una immediata riprogettazione sono sicuramente moltissimi imballaggi per uso alimentare, quasi tutti gli apparecchi elettronici e i veicoli. La cattiva progettazione dei veicoli (unita ad una cattiva gestione delle carcasse dei veicoli fuori uso) è la causa della produzione di uno dei rifiuti più eterogenei e impossibili da riciclare: il car fluff. Per quanto riguarda la riprogettazione dei cicli produttivi: fare in modo di ridurre al massimo le perdite di materiali durante la lavorazione e che i materiali di scarto che non sono evitabili rimangano puliti e quanto più’ possibile vicini alla loro condizione iniziale. Ad esempio se produco oggetti in plastica tramite stampaggio, posso fare in modo che eventuali perdite di polvere, di granuli o di pellets usati per lo stampaggio non cadano a terra sporcandosi o si mescolino con altri scarti di plastica (magari di colore diverso) lungo il ciclo di produzione. Posso anche studiare la catena produttiva per verificare dove sono le eventuali perdite e realizzare dei contenitori adatti a raccoglierle. Molto si può migliorare anche esaminando i gesti fatti dal personale, che spesso sono determinati dalla presenza di diversi strati di materiali sovrapposti (ad esempio nel settore delle confezioni di abbigliamento, dove si deve spesso sovrapporre tessuto, plastica e carta).
  • Riduzione dei trasporti a lungo raggio: ridurre i trasporti a lungo raggio permetterebbe la riduzione dell’ uso di imballaggi terziari (pellicole plastiche in particolare) che sono di solito realizzate con plastica vergine (Polietilene) e che solo in pochissimi casi vengono riciclati. la gran parte di queste pellicole finisce a recupero energetico.
  • Riduzione dello spreco alimentare: negli ultimi anni si è molto lavorato per sensibilizzare la popolazione su questa tematica, tuttavia esiste ancora un notevole margine di miglioramento: ogni anno gli italiani nelle loro case bruciano 12 miliardi di euro, che corrispondono ai 36 chili di alimenti che gettano nella spazzatura e che avrebbero potuto consumare. Quasi l’80% dello spreco avviene all’interno delle mura domestiche. Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati, ma pesano anche bevande analcoliche, legumi, frutta fresca e pasta. Gli operatori professionali (ristoranti, pizzerie, alberghi, catering) stanno cercando di attuare politiche per la riduzione degli sprechi, ma il grosso delle perdite si ha nelle famiglie, dove ancora è troppo radicata l’idea che se il cibo avanza è indice di ricchezza e benessere. Fonte delle cifre: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/04/news/giornata_spreco_alimentare- 218246948/?refresh_ce.
  • Eliminazione di addittivi per il lavaggio di panni e stoviglie, uso di detersivi naturali e alla spina: ammorbidenti, profumatori, sbiancanti, brillantanti, ravvivatori di colori e chi più ne ha. più ne metta: tutti prodotti chimici completamente inutili che non servono assolutamente a migliorare l’igiene dei nostri vestiti, ma anzi possono causare allergie e altri fenomeni spiacevoli oltre, naturalmente, ad avere un impatto fortemente negativo sull’ ambiente in generale e a rendere particolarmente costoso e difficile il ciclo di depurazione delle acque. Usare solo detersivi naturali ridurrebbe di molto l’eutrofizzazione delle acque e ridurrebbe sia la produzione di fanghi che la loro pericolosità. Usare detersivi alla spina abbatterebbe la produzione di rifiuti da imballaggio (flaconi vuoti e sporchi di residui di detersivo).
  • Riduzione del consumo di carne: ridurre il consumo di carne permetterebbe di abbattere l’uso di antibiotici, vaccini e altri farmaci per uso zootecnico che poi si ritrovano nei fanghi di depurazione delle acque reflue civili e industriali; abbattere il consumo di acqua (la siccità di questi periodi ci dovrebbe sensibilizzare a riguardo); ridurre la produzione di nitrati e di Fosforo e quindi ridurre l’eutrofizzazione delle acque. Tutto questo ridurrebbe notevolmente anche la produzione di rifiuti speciali derivanti dal settore zootecnico che la loro pericolosità e quindi il loro impatto sull’ ambiente.
  • Riduzione al minimo degli acquisti online: negli ultimi anni si sta assistendo a una esplosione degli acquisti per corrispondenza effettuati tramite l’uso di internet. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di piccoli oggetti, spesso apparecchi o componenti elettronici, che ci arrivano a casa ognuno imballato in scatole di cartone contenenti ulteriori materiali da imballaggio. Ogni acquisto effettuato on line mette in moto una catena estremamente dannosa per l’ambiente, con gravi ripercussioni anche sul piano sociale e dei diritti dei lavoratori.
  • Consumo di frutta e verdura locale e di e uso di sporte riutilizzabili: questa semplice pratica consentirebbe di evitare la stragrande maggioranza degli imballaggi per alimenti freschi (vaschette in polistirolo, pellicole, carta chimica stampata e incollata, inchiostri). Questo tipo di imballaggi non è assolutamente conveniente da riciclare, nè dal punto di vista economico nè da quello tecnico, perchè il materiale è troppo eterogeneo e sporco per avere una qualche possibilità di impiego per la realizzazione di manufatti, anche di basso livello, per cui di solito l’unica strada per questo tipo di imballaggi è il recupero di energia. Per quanto riguarda gli shoppers, da tempo in Italia sono vietati gli shoppers in plastica, ma c’e ancora un vasto mercato illegale, complici sicuramente le scarsissime prestazioni degli shoppers in plastica biodegradabile, che non hanno nè la resistenza e nè la portata di quelli in plastica tradizionale. Anche per quanto riguarda gli shoppers in plastica, attualmente l’unica via è quella del recupero energetico. Quindi la soluzione migliore resta sempre la sporta riutilizzabile in tessuto. Vale la pena ricordare anche le retine multiuso per la pesatura di frutta e verdura, in sostituzione dei sacchetti monouso. E si ricordi anche che non esiste alcun obbligo normativo di usare guanti monouso in plastica per toccare la frutta e la verdura al supermercato: anche questa discutibile consuetudine è stata introdotta dalla GDO solo per ragioni di marketing.
  • Evitare il consumo di suolo e di opere inutili (sia pubbliche che private): i rifiuti da costruzione e demolizione sono da sempre la maggioranza relativa dei rifiuti speciali. E’ vero che la stragrande maggioranza di questi sono rifiuti non pericolosi, e che se si parla di inerti possono essere riciclati con relativa facilità, ma è anche vero che l’impatto ambientale della produzione di leganti, laterizi e materiali di rivestimento non è assolutamente secondario: si pensi solo alla filiera del cemento, che tante (e giustificate) polemiche suscita nei comuni sedi di impianti di produzione, oppure alle numerose inchieste della magistratura riguardanti lo smaltimento illecito di rifiuti attraverso la miscelazione nei sottofondi stradali. Limitare al minimo indispensabile la realizzazione di nuove opere e autorizzare le manutenzioni in un’ottica di efficenza e sufficenza permetterebbe di ridurre di molto la quantità di rifiuti da costruzione e demolizione, nonchè il numero di cementifici presenti sul territorio.
  • Sistemi di misurazione e tariffazione a peso dei rifiuti prodotti: abbiamo lasciato questo punto per ultimo perchè attraverso questo si attiverebbero automaticamente molti dei comportamenti virtuosi descritti in precedenza, se non tutti. Misurare con certezza la quantità dei rifiuti prodotti e far pagare in base alla loro quantità e qualità permetterebbe di responsabilizzarci tutti, facendoci pagare per l’effettiva quantità di rifiuti prodotti (e non per il volume del contenitore a prescindere dal contenuto o, peggio, per la superficie dell’ abitazione o dei locali che ci servono per lavorare). Ciò si ripercuoterebbe sugli acquisti di ciascuno e di conseguenza sui cicli produttivi delle aziende, le quali naturalmente vedrebbero privilegiare dal pubblico prodotti a basso impatto ambientale e dunque rivedrebbero le loro produzioni.
  • ETERNIT: faremo il possibile per mettere in sicurezza tutto l’eternit presente sul territorio, dando tutte le informazioni necessarie per la neutralizzazione e lo smaltimento attraverso eventuali agevolazioni presenti in bandi pubblici (vedi bando ISI INAIL 2019 contributo del 65% a fondo perduto), poco pubblicizzati nei nostri territori.

Energia politica energia sostenibile

L’utilizzo dell’energia è indispensabile nella vita quotidiana ed è, perciò, doveroso in un contesto di forte dipendenza economica dai combustibili fossili, affrontare con urgenza le grandi sfide da essi generate, quali i cambiamenti climatici, la lotta all’inquinamento atmosferico, la dipendenza crescente dalle importazioni, la fornitura di energia a prezzi accessibili. Quotidianamente moltissime attività legate alla produzione di energia, alla sua trasformazione ed al suo utilizzo (quali i trasporti, la generazione energetica da fossile, i processi industriali, la distribuzione di carburanti e combustibili, il riscaldamento degli ambienti ecc.) hanno infatti come conseguenza l’emissione in atmosfera di sostanze inquinanti; inoltre, attualmente la richiesta di energia è in forte crescita. Nell’ultimo decennio, al fine di ridurre la dipendenza dal fossile, si sono invece moltiplicate le iniziative di produzione di energia da fonti alternative. Un esempio è il Thermocompost che in sostanza è un sistema ecologico ed economico per il recupero di calore dal compostaggio di rami e ramaglie di frutteti, giardini, parchi, boschi etc, capace di produrre un ottimo ammendante, adatto a chiunque disponga di spazio esterno come aziende agricole, agriturismi, centri sportivi, abitazioni civili, scuole etc. Un sistema che si prefigge l’obiettivo di ridurre l’inquinamento dovuto dalla combustione delle ramaglie e dall’energia fossile per produrre acqua calda. Reddito Energetico: il M5S ha ideato e realizzato in alcuni comuni una piccola grande rivoluzione, che ha un nome evocativo: reddito energetico. È un’iniziativa che aiuta a risparmiare sulle bollette, diffonde le energie rinnovabili e crea posti di lavoro: Il progetto si basa su un fondo pubblico che serve per finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici sulle case dei cittadini, a partire da quelli con redditi più bassi ma destinato a tutti, gratuitamente. L’impianto produce energia e questa viene usata dalla famiglia che naturalmente risparmia sulla bolletta. Calcoliamo che una famiglia possa risparmiare anche 200 euro all’anno. Il pannello fotovoltaico produce energia anche quando questa non viene usata, e tutta l’energia in più viene ceduta alla rete. In questo modo si ricava un surplus che va ad alimentare il fondo che, a sua volta, servirà ad acquistare nuovi impianti e aiutare nuove famiglie. E così si crea il circolo virtuoso. Anno dopo anno il numero di tetti fotovoltaici aumenterà. Crescerà la sensibilità ambientale, ci saranno sempre più famiglie che potranno ridurre la spesa per le bollette e si diffonderà la cultura delle rinnovabili. Ovviamente aumenteranno anche i posti di lavoro del settore. Secondo il nostro parere, le rivoluzioni si fanno così: gentili, smart e rispettose dell’ambiente. Un’idea semplice ma geniale. E non stiamo parlando solo di una proposta perché tutto questo è già realtà: una realtà che è partita da Porto Torres, in Sardegna. Porto Torres è il primo comune a 5 stelle che grazie all’impegno del suo sindaco, Sean Wheeler, e di tutto il M5S, ha già dato vita al fondo, e nelle prossime settimane saranno installati i primi impianti. Un’idea che si sta rapidamente diffondendo. In Puglia il M5S ha depositato una proposta di legge per il reddito energetico e nuovi comuni stanno per far partire questo progetto.

 

Mobilità e sicurezza

Il M5S Vicchio ritiene fondamentale monitorare il presente sul tema della mobilità e della sicurezza stradale. Durante la legislatura, primario sarà costruire il percorso necessario per cui si realizzi la diminuzione del numero di autoveicoli in circolazione definendo un piano territoriale per la mobilità pubblica e privata. Punto centrale sarà la realizzazione del collegamento della stazione di Vicchio al percorso della Faentina dando finalmente ai cittadini vicchiesi l’opportunità di usufruire pienamente del mezzo pubblico, eliminando i mezzi privati in circolazione per raggiungere la stazione di Borgo S Lorenzo. Altre iniziative che desideriamo realizzare oltre a quella sopra descritta sono:

  • Verifica delle strutture esistenti come ponti, le cui condizioni risultano precarie.
  • Taglio erba per mantenere la corretta visibilità stradale, da eseguire quindi tutte le volte che sarà necessario.
  • Verifica in tutte le frazioni sulla necessità di guard-rail nei punti più pericolosi.
  • Piste ciclabili e percorsi pedonali.
  • Visibilità notturna.
  • Attraversamenti pedonali ben visibili.
  • Manutenzione del manto stradale soprattutto sulle strade che portano alle frazioni, ormai trascurate da troppo tempo.

 

Aziende partecipate Società partecipate

  • Publiacqua: è bene ricordare al gestore del servizio che le reti sono dei comuni e non capitale societario da immettere nelle operazioni finanziarie; pertanto è doveroso richiedere uno stato di fatto e di manutenzione delle reti e imporre piano di monitoraggio, manutenzione e regolarizzazione delle reti acquedottistiche e fognarie su tutte le aree comunali in particolare su quelle minori (frazioni) e loro messa a norma tramite una precisa programmazione annuale e pluriennale, chiamando in causa i poteri della ATO di riferimento.
  • Appalti pubblici: su questo argomento ci deve essere la massima chiarezza sulle ferme posizioni che ha il M5S di Vicchio. Su qualunque tipo di intervento che necessita di bando o gara di appalto deve essere considerato non solo il prezzo più basso ma in particolar modo la verifica della affidabilità della ditta appaltatrice. Questo potrà essere fatto anche attraverso: indagini su lavori svolti da tale ditta presso altre sedi; controllo della sua solidità; verifica di certificazione antimafia. Nessun dipendente pubblico dovrà avere rapporti privati e/o interessi affinché tale ditta sia incaricata dei lavori da effettuare. Non dovranno verificarsi casi di appalto pubblico quasi ventennali come in alcuni casi accaduto in precedenza, onde evitare che si formino conflitti di interesse che vanno al di là dell’esigenza pubblica, garantendo la massima trasparenza. Inoltre, per qualsiasi tipo di intervento programmabile da effettuare sul territorio, il comune si farà carico di informare la popolazione almeno 6 mesi prima della gara di appalto, che sarà fatta pubblicamente, in modo da poter far partecipare quante più ditte possibili, ottenendo la massima trasparenza sull’assegnazione di tali lavori.

 

Politiche sociali

  • Barriere architettoniche: verificheremo su tutto il territorio l’eventuale presenza di barriere architettoniche, per fare in modo che ci sia una maggiore integrazione sociale di coloro che sono portatori di disabilità.
  • Reddito e pensione di cittadinanza: collegandosi alle politiche del M5S a livello nazionale a riguardo delle politiche sociali, attueremo uno sportello dove il cittadino potrà avere informazioni utili sia per quello che riguarda il reddito, che per la pensione di cittadinanza, al fine di rendere maggiormente semplice e fruibile tale servizio.
  • Unificazione progettuale sulle politiche sociali: verrà valutato un percorso di progettazione per quanto riguarda le politiche sociali che analizzerà le varie problematiche presenti sul territorio; questo progetto sarà sviluppato e concordato con le associazioni e organizzazioni già presenti. Riteniamo giusto e ci impegneremo al fine di avere un quadro chiaro della situazione attuale, per poi realizzare una progettualità unitaria con gli altri sindaci, e presentare così le nostre proposte all’Unione dei Comuni. Questo dovrà diventare un sistema pianificato per dare ulteriori strumenti di integrazione ai portatori di disabilità, per un miglior inserimento nel tessuto sociale. Integrazione: Progettualità condivisa Sulle problematiche legate all’immigrazione, siamo per una integrazione programmata e gestita insieme alle associazioni e organizzazioni che già se ne occupano. Occorre creare una gestione condivisa in tutti i comuni del Mugello per integrare le comunità che desiderano restare sul nostro territorio e aiutare coloro che vogliono ricongiungersi con i loro parenti nelle altre Nazioni. Teniamo come riferimento ideologico l’Art.10 della Costituzione Italiana, ciò che è contenuto nella Convenzione di Ginevra e ciò che è contenuto nella Carta dei Diritti Umani. Partecipazione sulle problematiche riguardanti gli anziani e i disabili: Non avendo fino in fondo conoscenza delle reali problematiche del territorio su questi temi, riteniamo giusto far integrare questo punto del programma dalle associazioni e organizzazioni che si occupano di questi temi sul territorio, concordando successivamente i vari interventi che saranno necessari per la loro risoluzione nell’arco dei 5 anni di legislatura. 

 

Turismo e cultura· Incentivare il turismo eco-sostenibile inserendo il nostro territorio in tutti i percorsi di mountain-bike, turismo equestre e trekking, mettendo così in risalto tutte le peculiarità del nostro territorio: siti archeologici, artistici, storici e culturali (Scuola Don Milani, Ville Medicee, zone appenniniche, linea gotica etc.). Partecipazione ai vari eventi nazionali e internazionali coinvolgendo di conseguenza le strutture recettive di Vicchio.

 

Semplificazione burocratica·  Rivedere tutti gli adempimenti burocratici per l’amministrazione e per tutte le· attività economiche che risultano di intralcio allo sviluppo di una attività.  Attivazione di uno ‘sportello del cittadino’ dove poter avere informazioni utili· riguardo le politiche nazionali del M5S come ‘Reddito di Cittadinanza’ ‘Pensione di Cittadinanza’.

 

In base a quelle che sono le idee del M5S questo programma è aperto e lo rimarrà, affinché i cittadini possano sempre contribuire all’arricchimento dello stesso.