Dalla quercia di Trebbana alla sequoia di Cavallina un patrimonio secolare da proteggere. La regione invita i comuni a segnalarli

Il Consiglio regionale ha aggiornato in questi giorni l’elenco degli alberi monumentali della Toscana, inserendo altri 23 alberi. Entrare in questo elenco significa una speciale protezione per queste piante secolari; manutenzione e controlli periodici, divieto di abbatterli se non in casi straordinari, segnalazione nelle guide turistiche e botaniche. Tra i 23 alberi entrati ora nell’elenco nessuno vive in Mugello. Eppure di alberi monumentali sul nostro territorio ce ne sono molti; dai crinali dell’Apopennino ai parchi delle ville. Negli elenchi fatti in passato dalla forestale e da privati ne sono segnalati in tutti i comuni del Mugello. Esperti e funzionari invitano i nostri comuni a chiederne l’inserimento nell’elenco regionale per poterli tutelare e anche per farne un’attrazione botanica e turistica. E a scorrere questi elenchi ci sono tante curiosità che invitano a un escursione o semplicemente alla visita dei parchi delle magnifiche ville mugellane. A cominciare dal parco di Villa Demidoff a Pratolino, con tre grandi alberi secolari, un platano, una farnia e un cerro, ma non è da meno il cedro del Libano di Villa Corsini a San Piero a Sieve (9 metri di circonferenza, 27 di altezza, 150 anni d’età o gli  alberi di villa Torre il Palagio a Cavallina; una grande sequoia (alta 33 metri e con una circonferenza alla base di 6 metri e 30) e un libocedro (considerato uno dei più grandi della Toscana, con una circonferenza di 6,80 metri e un’altezza di 24 metri).

 

Una escursione merita la quercia di Trebbana, in Valle Acerreta nel comune di Marradi. Accanto alla piccola chiesetta abbandonata e alla casa colonica adiacente adiacente alla casa vive da oltre trecento anni una roverella (specie particolare di quercia) monumentale che gode di ottima salute, chiamata la ‘quercia di Trebbana’. E’ uno degli alberi più famosi di tutta la Romagna Toscana. Si dice che abbia 300 anni e la circonferenza del tronco si avvicina ai 5 metri e come si vede dalla foto non bastano tre persone per abbracciarlo.

 

 

Tra le querce più grandi della Toscana c’è quella conosciuta col nome di “La Quercia di Prugnana”. Si trova, lambita dalle ultime case, a Galliano. Le dimensioni sono da quercia di primissimo piano: 6 metri la circonferenza del fusto, 20 l’altezza, 32 il diametro della chioma. A cosa si debba il nome – scrive Capodarca autore di una guida agli alberi monumentali toscani –  è alquanto controverso; si ipotizza che sia quello di un antico proprietario di cui si è persa la memoria. L’interno del grande tronco è vuoto e –raccontano i più anziani – fino a diverse decine di anni fa esisteva una grossa apertura che permetteva loro, bambini, di giocarci a nascondino. Nonostante la grande ampiezza della chioma, ciò che impressiona di più è l’apparato radicale. Di solito si dice che la quercia, tanto si estende sopra con la chioma, tanto fa sotto con le radici. La quercia di Prugnana fa molto di più. I suoi rami, infatti, arrivano a una distanza di 16 metri dal fusto, in ogni direzione, ma le radici… 50 metri di distanza. Tempo fa costruirono delle palazzine e raccontano che quando scavarono per costruire le fondamenta, le ruspe tranciarono alcune radici, poco più che capillari, ma ancora vive, cioè provenienti da una pianta viva, e l’unica pianta dei dintorni era proprio lei, la grande Quercia di Prugnana. Ipotizzando la stessa estensione in ogni direzione, l’apparato radicale della quercia si estenderebbe per più della grandezza di un campo di calcio.

 

Ma fino a qualche anno fa il primato, per età e dimensioni, tra le querce mugellane spettava alla ultra centenaria “Quercia di Senni”, forse l’albero più famoso del Mugello, abbattuto perché minato da una malattia che l’aveva ridotta a uno scheletro. Dopo la sua morte, l’Amministrazione Comunale di Scarperia decise di renderle omaggio facendola diventare da “monumento arboreo” a “monumento a ricordo delle vittime di guerra”. Infatti nel 2002 a seguito del taglio del grande fusto, venne realizzata una scultura dall’artista tedesco Jochen Andreas Zeh, abitante nel Mugello dal 1997. Il 29 maggio 2004, venne inaugurato l’evento “Atelier Aperto” presso il mobilifico Bianchini di Scarperia alla presenza dell’allora presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Riccardo Nencini, dove lo scultore lavorò il tronco che fu successivamente eretto nel parco adiacente il cimitero comunale di Scarperia, permettendo a questo simbolo del Mugello di continuare a vivere sotto un’altra forma.

Nel comune di Vicchio si può scoprire il cipresso di  Campestri. Questo imponente Cipresso vive nei pressi della chiesetta di San Romolo a Campestri, su una collina nelle vicinanze di Vicchio. Sarebbe stato piantato nel 1449 da Sant’Antonino, allora vescovo di Firenze, durante una visita pastorale a San Romolo (il primo nucleo della chiesetta, oggi sconsacrata, risale al milletrecento).

All’inizio del ‘900 il Cipresso perdette la sua cima, stroncata da un fulmine. Nel 1944, per oscure ragioni militari, i soldati tedeschi posero una carica nella sommità della chioma, e la fecero esplodere, distruggendo la parte centrale del tronco. Fortunatamente, la pianta si è discretamente ripresa, riuscendo a costituire una nuova chioma a partire dai rami che sopravvissero. Queste vicende emergono dal portamento alquanto tozzo della pianta, assai più sviluppata in larghezza che in altezza. Nel 1982 aveva una circonferenza di 5,73 metri ed un’altezza di 15 metri.

 

 

Alcuni degli alberi secolari censiti in Mugello

 

arberino di Mugello FI Le Maschere Cedrus atlantica Man. 6.3 25 cedro dell’Atlante Atlas cedar
Barberino di Mugello FI Villa Palagio – Cavallina Thuja gigantea Nutt. 8.43 26 tuia gigante western red cedar
Barberino di Mugello FI Villa Palagio – Cavallina Sequoia sempervirens Endl. 6.09 45 sequoia sempreverde coast redwood
Barberino di Mugello FI Villa Palagio – Cavallina Sequoia sempervirens Endl. 6.09 38 sequoia sempreverde coast redwood
Barberino di Mugello FI Villa Palagio – Cavallina Picea abies K. 2.57 35 abete rosso spruce fir
Barberino di Mugello FI Villa Palagio – Cavallina Cedrus atlantica Man. 5.02 38 cedro dell’Atlante Atlas cedar
Borgo San Lorenzo FI parco Frescobaldi Qurcus petraea Liebl. 3.05 27 rovere durmast oak
Borgo San Lorenzo FI Serravalle Cedrus libani Barr. 6 23 cedro
San Piero a Sieve FI parco Mozzate Cedrus libani Barr. 8.7 30 cedro del Libano cedar of Lebanon
Scarperia FI Senni Quercus robur L. 7.05 30 farnia English oak
Vicchio Mugello FI Campestri Cupressus sempervirens L.* 5.73 15 cipre

 

 

Quercia di Citorniano Quercus pubescens Roverella 15,00 4,70 n.d. 1800 Barberino di Mugello Citorniano
Cedro dell’Atlante di villa Il Palagio Cedrus atlantica Cedro dell’Atlante 25,00 5,00 n.d. 1850 Barberino di Mugello Villa Il Palagio
Leccio di villa Camoggiano Quercus ilex Leccio 17,00 3,80 n.d. antecedente
al 1850
Barberino di Mugello Villa Camoggiano
Frassino di villa Cirignano Fraxinus Frassino 23,00 2,90 n.d. antecedente
al 1930
Barberino di Mugello Villa Cirignano
La Quercia di Prugnana Quercus pubescens Roverella 20,00 5,95 n.d. 1700 Barberino di Mugello Galliano – Prugnana
La Quercia di Ribottini Quercus pubescens Roverella 17,00 4,50 n.d. 1800 Barberino di Mugello Ribottini
Castagno di Pigara Castanea sativa Castagno 20,00 n.d. n.d. 1650 Marradi Pigara
Quercia di Trebbana Quercus pubescens Roverella 23,00 5,05 n.d. antecedente
al 1800
Marradi Pian di Trebbana
Sughera di villa Zingale Quercus suber Sughera 21,00 5,36 n.d. antecedente
al 1750
Londa Villa Zingale
Tiglio di Contea Tilia platyphyllos Tiglio 24,00 4,60 n.d. 1850 Rufina Contea
Gelso nero di Rufina Morus alba Gelso nero 4,00 3,50 n.d. 1850 Rufina