Da mercoled’ 25 marzo chiudono tutte le produzioni non essenziali. In Mugello una stima molto approssimativa fa ritenere che da domani nel 60/70% delle aziende non ci sarà più nessuno a lavorare. Potranno restare attivi coloro che ricorreranno al telelavoro e in molti si sono già attrezzati. “A oggi al CNA abbiamo avuto 200 aziende che hanno richiesto la cassa integrazione tra le circa 750 che seguiamo. Un centinaio erano arrivate dopo la chiusura dei negozi e altre 100 sono arrivate tra lunedì e martedì dopo il nuovo decreto – dice Massimo Capecchi Presidente di CNA Mugello –  Ci sta che altre richieste arrivino nei prossimi giorni. Di fatto il sistema produttivo locale è pressoché fermo. Chi continua a lavorare lo fa con tutte le misure anticontagio, i trasporti continuano a funzionare ma con molte difficoltà, uffici e professionisti sono aperti, ma anche loro hanno dovuto rallentare.”

Con i sindacati ci sono tensioni, specie nei settori che rimangono aperti?

“Le aziende del Mugello sono quasi tutte di piccole dimensioni con pochi dipendenti e il titolare lavora fianco a fianco con loro; corriamo tutti gli stessi rischi e questo smorza le tensioni. Ciò che preoccupa è il dopo. Ci vorrà un tavolo di concertazione, anche a livello locale o almeno regionale, tra istituzioni, sindacati e imprenditori, dove prendere tutte le misure necessarie alla ripresa. E’ quello che come CNA stiamo chiedendo insieme alle altre associazioni degli imprenditori. Come stiamo chiedendo tutti gli aiuti possibili alla Regione, al Governo e all’Europa. Solo così ne usciremo.”

(P.M.)