I danni causati dalla scossa del 9 dicembre non sono ancora finiti. Dopo i crolli delle chiese, le lesioni di molte abitazioni e i disagi della popolazione, anche il commercio ha sentito il terremoto, proprio durante le feste, periodo nel quale la gente è più disposta a spendere. La psicosi del terremoto ha tenuto lontani dal Mugello tanti che erano abituati a trascorrervi le vacanze di fine anno o a prenotare il cenone o il pranzo di Natale. Ha contribuito l’ampia risonanza mediatica che ha dato gran risalto al sisma e molti da Firenze  e dintorni, e da altre zone della Toscana e d’Italia hanno preferito altre mete per le ricorrenze delle festività. A risentirne soprattutto i ristoranti e le strutture ricettive, un po’ meno gli altri esercizi. La direzione dell’Outlet di Barberino ci dice che le vendite sono andate bene, meglio dell’anno prima. Non così per altri negozi d’abbigliamento che fino a Natale hanno visto pochi clienti. I ristoranti dopo il 9 dicembre hanno visto crollare le prenotazioni e anche tra chi aveva già riservato il tavolo non pochi hanno disdetto. “Ho perso 20.000 euro d’incasso – dice Alessio dell’Osteria di Panna a Galliano – L’ho detto in Comune a Barberino: Avete fatto bene a pigiare sui media per avere lo stato di calamità, ma ricordatevi che i danni li abbiamo avuti anche noi per la gente che non è venuta dopo esser stata bombardata con le notizie a ripetizione sul terremoto. Comunque son contento di aver messo a disposizione la mia struttura per chi è rimasto fuori di casa” Anche a San Piero le cose non sono andate per il verso “Per Natale son venuti i miei clienti di San Piero, qualche famiglia, qualche coppia di anziani. – dice la Luisella del “Icche c’è c’è” tipico ristorante in Piazza Colonna –  Invece da Firenze, da Prato, da Fiesole non sono arrivati altri clienti che gli anni scorsi passavano il Natale con noi. Per l’ultimo dell’anno ho pensato ‘Meglio chiudere’ e ho chiuso come hanno fatto altri ristoranti. Anche gli agriturismi hanno risentito del calo di presenze post terremoto. “Abbiamo lavorato durante le feste – ci dicono dall’Agriturismo la Chiusuraccia di Barberino – certo qualche presenza in meno c’è stata e anche qualche disdetta”. A quanto risulta non solo Barberino, Scarperia e San Piero le aree più colpite dal sisma, ma anche negli altri centri del Mugello strutture ricettive e ristoranti hanno risentito, in varia misura, di queste ulteriori conseguenze negative. (P. Mercatali)