Precipita la qualità del servizio offerto ai viaggiatori della Faentina. Senza pudore alcuno da parte della Regione che, tra il colpevole silenzio dei sindaci mugellani, si ostina a dire che sulla Ferrovia del Mugello, essendo una delle migliori linee diesel della Toscana con standard di avanguardia europea, gli attuali treni che circolano sono ottimi, abbondanti e rimarranno in servizio fino al 2030. Dei 30 treni diesel di cui la Regione ha previsto l’acquisto nei prossimi anni, solo uno o al massimo due potranno arrivare sulla linea perché, dichiara candidamente l’assessore regionale Ceccarelli, “il rinnovamento del parco rotabile in Toscana comincerà dai mezzi più vecchi, cioè da quelli che circolano sulla linea della Valdisieve”. La realtà però è un’altra: l’assessore dimentica, o non è informato del fatto, che gli ALN, treni costruiti negli anni ‘80 e i più vetusti in servizio su tutta la rete ferroviaria italiana, coprono ancora diverse corse della Fantina e che i Minuetto più nuovi mostrano già i segni dell’età e sono in numero insufficiente non solo coprire le previsioni di incremento dell’utenza da qui al 2030, ma anche per far fronte alla situazione attuale: troppe corse vengono sistematicamente effettuate con i viaggiatori in piedi già 10 minuti prima della partenza, stretti come sardine tra bagagli, biciclette e materiali vari, anche scolastici, che occupano i corridoi. È di questi giorni un caso che è difficile decidere se etichettare come tragico o comico. Mercoledì 6 novembre, giorno piovoso, il treno delle 17:15 da Campo di Marte a Borgo, un ALN 100%, prima parte con l’acqua che gocciola copiosa all’interno, poi inizia a muoversi a passo d’uomo e, infine, non riuscendo più a viaggiare, si ferma, scaricando gli incolpevoli viaggiatori alla stazione di  Fiesole-Caldine, dove attenderanno una mezz’ora prima di essere salvati dal passaggio del treno successivo.

La storia fotografica di quanto accaduto, presente nel gruppo Facebook del Comitato Pendolari Mugello Attaccati al Treno, e qui da noi parzialmente pubblicata, parla da sola. Non importa commentare o aggiungere altro. Ma di treni nuovi non se ne parla e i sindaci del Mugello non mettono neanche questo tema all’ordine del giorno degli incontri ufficiali che hanno con l’assessorato regionale ai trasporti, come ha confermato Federico Ignesti in una mia intervista della scorsa settimana. D’Altronde il mantra che la Regione recita è che al Mugello è stato già dato e anche tanto. Così scrive Caccarelli il 30 ottobre: “abbiamo risposto ai problemi ottenendo da Rfi e dal Ministero, grazie alla collaborazione dell’allora sottosegretario Nencini, circa 50 milioni per l’ammodernamento della linea e l’eliminazione dei passaggi a livello”.  Un ragionamento che nonostante le forti perplessità dei pendolari (a suo tempo parlarono di scippo dei soldi destinati alla Faentina nell’ambito degli accordi per il passaggio dell’Alta Velocità: “prima gli accordi prevedevano l’elettrificazione, poi il solo acquisto di nuovi treni diesel e il raddoppio di tratti di rotaie, infine oggi decidono di spendere quei soldi in asfalto per migliorare la viabilità automobilistica verso Pontassieve togliendo alcuni passaggi a livello”), venne accettato da tutte le forze politiche del Mugello (centrosinistra, centrodestra e liste civiche) con l’unica eccezione di Rifondazione Comunista che, nella seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni del 30 novembre 2017, votò contro l’approvazione del “Protocollo d’intesa per l’adeguamento e la riqualificazione infrastrutturale delle linee Faentina e Valdisieve” tra la Regione Toscana, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rfi, Anas ed enti locali.

Oggi, la sinistra borghigiana ritorna su quel Protocollo, chiedendo informazioni sulla fine che hanno fatto quei soldi dopo essere stati barattati. Così, Borgo in Comune il 6 novembre presenta un’interrogazione al sindaco Omoboni (anche presidente dell’Unione dei Comuni al momento dell’approvazione del Protocollo, detto anche “Accordo Nencini”), confidando di ricevere informazioni che facciano chiarezza. Si legge nell’interrogazione: “Quel documento richiamava nelle premesse i pregressi, mancati interventi di riqualificazione della linea Faentina nell’ambito delle opere connesse alla TAV (31 milioni di euro) e definiva lo stanziamento da parte di RFI  di complessivi 46,85 milioni di euro per una serie di interventi”, con diversi che riguardavano il Comune di Borgo, ovvero: “interventi infrastrutturali e tecnologici finalizzati alla gestione della linea e alla ottimizzazione dei flussi di traffico per incrementare la potenzialità della linea e la regolarità del servizio riguardanti le stazioni di Borgo San Lorenzo […]; interventi sulla viabilità e/o realizzazione di nuove opere per la eliminazione dei passaggi a livello […] ai km 35+254, km 37+572, km 39+852 nel Comune di Borgo San Lorenzo; il miglioramento dell’accessibilità alla linea ferroviaria, dell’informazione al pubblico e dei servizi a disposizione della clientela riguardanti principalmente le stazioni di Borgo San Lorenzo […]”.

Verdi e Romagnoli rimarcano che (art. 4) il suddetto Protocollo impegnava RFI a redigere le progettazioni, appaltare e realizzare i lavori, stanziare le risorse; il Ministero delle Infrastrutture a promuovere la realizzazione delle opere; l’Unione Montana dei Comuni a supportare RFI nelle attività autorizzative e di acquisizione delle aree necessarie per la realizzazione dei lavori, predisporre studi trasportistici, far sì che i Comuni coinvolti negli interventi provvedessero a varare i propri strumenti di pianificazione urbanistica coerentemente con le finalità dei progetti previsti; la Regione Toscana a coordinare i tavoli tecnici per gli approfondimenti progettuali. Poi ricordano che, ai tempi della sottoscrizione del Protocollo, l’Assesssore Regionale ai trasporti Ceccarelli dichiarò che “si tratta di un’opportunità storica per il Mugello e la Val di Sieve che, attraverso il recupero di quelle che erano state le ipotesi di compensazione per i lavori dell’Alta velocità e l’aggiunta di ulteriori 16 milioni, per un totale di 47 milioni di euro, garantirà il miglioramento tecnologico dell’infrastruttura, la riqualificazione delle stazioni e il superamento dei passaggi a livello, in modo da aumentare la sicurezza e la regolarità del traffico ferroviario”;

A fronte di tutto ciò, Borgo in Comune – Alternativa a Sinistra denuncia che “ad oggi,  a due anni dalla sottoscrizione di quel Protocollo, le condizioni della linea Faentina sono tutt’altro che migliorate con ritardi, disagi, sovraffollamenti quotidiani” e, “appurato che nel territorio della Valdisieve alcuni interventi sono già in fase attuativa,  con investimenti  di 13,5 milioni di euro per quelli previsti nel Comune di Dicomano e 10 milioni di euro per quelli previsti nel Comune di Pontassieve” e che di contro “poco o niente di significativo è stato realizzato degli interventi previsti per il Comune di Borgo San Lorenzo e in generale per i comuni del Mugello”, chiede al sindaco Omoboni: 1) Di riferire sullo stato progettuale e attuativo degli interventi, su quali atti e quali iniziative siano state intraprese, ognuna per propria competenza successivamente alla stipula del Protocollo, da RFI, Ministero, Regione, Unione Montana e Comune per gli interventi riguardanti il Comune di Borgo San Lorenzo ed in particolare su quegli relativi all’ammodernamento tecnologico e all’eliminazione dei passaggi a livello; 2) Se esistano (e nel caso quali siano i contenuti) un piano attuativo e un cronoprogramma complessivo e per singolo intervento; 3) Se esista un piano finanziario per la definizione di quanti tra i totali 46,85 milioni di euro saranno destinati agli interventi previsti nel nostro Comune e per quegli previsti nel territorio del Mugello o se, al contrario, non si corra il rischio che la solerzia degli amministratori della Valdisieve nella realizzazione dei progetti rischi di esaurire le risorse lasciando il nostro territorio privo delle coperture finanziarie necessarie; 4) Quali azioni intenda intraprendere per rivendicare e sollecitare la realizzazione degli interventi previsti dal Protocollo di Intesa.

In genere la risposta orale e scritta del sindaco arriva una ventina di giorno dopo la presentazione dell’interrogazione. Sarà allora interessante ascoltare e leggere quanto in proposito riferirà Omoboni al Consiglio Comunale.