“Carissimo Galletto, il numero di sabato che riportava l’intervista di Massimo Rossi al sindaco di Scarperia in merito all’incontro con l’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli ci ha ricordato un altro importante faccia a faccia avvenuto una quindicina di giorni fa, sempre sulla ormai annosa questione della Faentina. Quel meeting vide protagonisti alcuni sindaci mugellani e il ministro delle Infrastrutture De Micheli – ci comunica il Comitato MilleRivoli, Cittadini Mugellani per la Difesa dell’Acqua e del Territorio –. Anche in quel caso il portavoce dei colleghi fu Ignesti. Secondo uno dei giornali della valle, al cui racconto ci affidiamo non essendo stati presenti all’incontro, il primo cittadino, oltre a esprimere sacrosante rivendicazioni sui bisogni della ‘nostra’ linea ferroviaria, pronunciò in quell’occasione una frase assai ‘strana’, per non dire immotivata, inspiegabile, pesante. Ne abbiamo chiesto il perché a lui e a tutti i sindaci dell’Unione nella lettera qui sotto. Per adesso, dopo oltre due settimane, nessuno di loro è purtroppo riuscito a trovare il tempo, fra i molteplici impegni, per rispondere”.

Gentili Sindaci, leggendo le vostre rimostranze, molte delle quali condivisibili (come la lentezza dei lavori per l’adeguamento delle stazioni, il controllo remoto etc.), al Ministro delle Infrastrutture De Micheli, ci siamo chiesti a che titolo possiate aver espresso una posizione ‘personale’ dicendovi ‘favorevoli al sottoattraversamento fiorentino della TAV’. Voi che siete i rappresentanti di tutta la popolazione Mugellana. Ora, indipendentemente da come ognuno la possa pensare in merito all’Alta Velocità, non sembra un gesto propriamente democratico esprimere un parere univoco senza aver minimamente interpellato la popolazione. Non ricordiamo che nei programmi o negli intenti pre-elettorali (di sicuro non in quelli del portavoce) vi fossero prese di posizione pro-Tav, nemmeno giustificate dal ‘nobile’ scopo di offrire una migliore ‘funzionalità della Faentina’. In tutta franchezza, non crediamo che le persone della Valle siano poi così ben disposte verso la ‘Signora delle grandi Opere’, che ha lasciato nel territorio una cicatrice indelebile, che ci ha riempito per anni di polveri, di detriti, di depositi (abusivi) di terre contaminate e smarino, del traffico incessante dei camion. Un prodigio di progresso e sviluppo che si è portato via fonti superficiali e sotterranee, ha essiccato sorgenti (Casa d’Erci, Frassineta, la Rocca etc.) e acquedotti (Luco e Grezzano), ha danneggiato la qualità della risorsa idrica, depauperato la portata di molti corsi d’acqua, ucciso la Carza. Dei progetti per il ripristino del torrente invece abbiamo letto negli ultimi programmi elettorali e sentito, anche prima, tante promesse da tante voci. Eppure, come voi davanti al Ministro, dobbiamo riconoscere che ‘tutto procede con grande lentezza e se ne sa poco e niente’. Da 12 anni”.