A metà luglio il Mugello sembrava ripartire. Pressoché scomparso il virus, la vita stava tornando alle solite abitudini, le attività economiche lentamente rivedevano la normalità. Anzi; la ricerca di sicurezza e tranquillità e, diciamolo, anche la mancanza di soldi ha spinto tanta gente a fissare le vacanze in zone come il Mugello, invece del mare o dei viaggi. Agriturismi, B&B, case vacanze sono piene di fiorentini e italiani che hanno scelto la bellezza della nostra campagna. Diversamente dalle grandi città d’arte, qui hanno rifatto capolino anche gli stranieri, che non hanno saputo rinunciare all’Italia, pur cercando di star fuori dai posti affollati. Poi in pochi giorni la situazione è cambiata. E’ bastata l’irresponsabilità di pochi che, senza i controlli, senza gli interventi dovuti, hanno lasciato passare modelli, come quelli della movida borghigiana, dove tutto era permesso e le regole non c’erano più. E i ragazzi si sono adeguati: “Se si può fare in piazza e nessuno ci dice nulla, anzi ci benedice, allora dovunque feste, baci e abbracci e la mascherina si rimette a carnevale”. E il focolaio c’è stato. Si sperava di no, ma era prevedibile. E dopo chi aveva ancora un po’ di responsabilità è corso ai ripari, chi non aveva nemmeno quella ha continuato a giocare a scaricabarile. Probabilmente ne usciamo anche questa volta e anche presto e senza troppa paura. Ma intanto il danno è stato fatto.

Basta sentire i gestori di bar e ristoranti nella nostra zona. “Abbiamo ripreso a fare asporto e consegne a domicilio, ma il lavoro ai tavoli è calato sensibilmente. – dicono dalla pizzeria di Mattagnano – Abbiamo clienti non del Mugello che ci telefonano per sentire com’è la situazione e ci pensano prima di muoversi”. Un po’ meglio alla Casamatta a Vicchio “La gente sta tornando a mangiar fuori – ci dicono – certo nell’ultima settimana un po’ di calo l’abbiamo visto”. Se ne sono accorti anche al bar Mediceo di Borgo “Sì abbiamo visto subito meno gente. D’altra parte c’è meno persone in giro anche in paese. Speriamo di riprendere subito”. “A metà luglio avevamo cominciato a rivedere qualche tavolata di stranieri. – racconta Alessandro, lo chef dell’osteria del Galletto di Borgo  – Negli agriturismi nelle colline intorno ne sono arrivati diversi. Ma anche loro hanno saputo di ciò che è successo e di certo non si muovono dalla piscina in piena campagna per venire a mangiare al ristorante in paese. E infatti da giorni non ne vediamo più”. Matteo, della storica pasticceria Cesarino di Borgo punta il dito su una situazione che si poteva evitare. “Lo vedo e me lo dicono tutti che la gente esce meno e che il lavoro ha avuto un calo proprio ora che stava riprendendo. Vorrei fare un invito alla gente a continuare a rispettare le regole per la sicurezza, altrimenti ci facciamo un danno da soli, e poi anche ai commercianti di stare attenti a rischiare il futuro della propria e delle altre attività per accaparrarsi, ora e subito, tre clienti in più, lasciandoli fare tutto quello che vogliono. Infine l’invito è alle istituzioni perché controllino; è un loro dovere e non possono nascondersi dietro cavilli o pensare che le competenze siano di qualcun altro. Vigili e carabinieri in queste settimane a Borgo si son visti davvero poco e mai nel posto giusto all’ora giusta”

Pietro Mercatali