Laura Braschi, la giovane infermiera che ha fatto della pittura su muro il suo lavoro 

Laura Braschi è una giovane borghigiana con la passione per l’arte e in particolare per il disegno su muro. Nonostante gli studi da infermiera, ha recentemente deciso di intraprendere una strada diversa ma che rappresenta da sempre una sua grande passione. In tanti, vista la mia qualifica di infermiera, – racconta Laura – mi chiedono perché abbia scelto questa professione che non garantisce una sicurezza. La risposta? La sicurezza di un posto fisso non è ciò che voglio ora nella mia vita e ritengo di avere tutte le carte in regola per poter fare molto bene questo lavoro, avendo comunque un piano B che mi potrà permettere di svolgere in futuro la professione di infermiera. Le abbiamo fatto qualche domanda, per conoscerla meglio e scoprire il suo lavoro.

In che cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro principale è realizzare tinteggiatura decorativa sulle pareti. Ho  ricevuto però anche richieste molto diverse: ho dipinto tele, ritratti, caricature, disegni per tatuaggi e mi sono state commissionate decorazioni sugli oggetti più disparati, come sedie, mattonelle, casette di legno, fino a copri fornelli o anche WC. Lavoro su commissione per chiunque mi richieda un servizio, che sia un privato o un esercizio pubblico.

Come è nata l’idea di fare questo lavoro?

Ho sempre disegnato, affinando nel corso degli anni la mia tecnica da autodidatta. Ho iniziato questo tipo di tinteggiatura decorativa in casa della mia coinquilina per puro piacere e mi hanno chiesto perché non la facessi diventare una professione. Tutto è iniziato perché un amico di famiglia mi ha dato fiducia commissionandomi la decorazione di una residenza storica nel Chianti. Voleva una parete rombata. Sono partita armata solamente di vernice, pennello, righello e nastro adesivo di carta. Ho eseguito il lavoro a mano libera e mi sono resa conto in quel momento di star facendo una cosa più grande di me: non mi aspettavo infatti che fosse così impegnativa, ma al contempo sentivo che era ciò che avrei voluto fare nella mia vita. L’esperienza è partita non senza ostacoli: ho avuto bisogno infatti di confrontarmi con esperti del mestiere, di farmi consigliare dai distributori di vernici e dai venditori circa gli strumenti che uso per lavorare. La prima commissione di cui parlavo sopra è piaciuta e da lì, tramite il classico passaparola, ho avuto altre richieste da parte di agriturismi, ristoranti e case di privati. Ho poi aperto due pagine social, su Facebook e su Instagram (“LaurArt Wall Design”), ho creato i miei biglietti da visita, mi sono dovuta informare sull’aspetto “burocratico”; insomma, mi sono dovuta arrangiare anche su questioni “collaterali”.

Ci racconti qualche episodio curioso che ti è capitato?

Ce ne sono diversi. Tra questi, una volta mi è successo di presentarmi a verniciare senza la vernice!

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Quali sono i tuoi progetti futuri?

Nel mio futuro immediato vedo tanto studio. Il prossimo mese inizierò una formazione sul campo come imbianchina, perché spesso mi trovo a dipingere su pareti che richiedono una fase di trattamento preventivo alla reale decorazione. Mi sto anche informando per fare un corso sulla realizzazione di affreschi, tecnica molto complicata che necessita di uno studio approfondito e alla quale in pochi si dedicano. Mi piacerebbe sfruttare questa passione anche per viaggiare: sto cercando commissioni dall’estero dove poter decorare pareti in cambio di vitto e alloggio.

(a cura di Sophia Siviero)