“Occorre una visione strategica sul futuro del settore agricolo toscano, che vada oltre le logiche di mercato e valorizzi le eccellenze del territorio”.

Commenta Elisa Tozzi Resp. Enti Locali: « Purtroppo quando una Regione abdica del tutto il proprio ruolo di tutela degli interessi toscani, succede che poi non ci si può lamentare se un’intera filiera sconta le conseguenze di scelte politiche infelici. Ora sono gli allevatori Mugellani a rischiare di essere messi in ginocchio. Solo un mese fa l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana e gli altri soci istituzionali salutavano con favore l’operazione di acquisizione delle quote di maggioranza della centrale del latte da parte della New Lat spa addirittura parlando di “opportunità per lo sviluppo di un progetto ambizioso di rilancio” e ribadendo come i soci pubblici avrebbero comunque  “esercitato tutte le loro prerogative istituzionali” anche per “garantire continuità alla filiera del latte” che, vede coinvolte aziende toscane, molte delle quali in Mugello.

Oggi è sotto gli occhi di tutti il fatto che alle parole non siano seguiti i fatti da parte dei soci pubblici che, di fatto, non hanno più peso decisivo nell’assetto gestionale e manageriale della società ma si ritrovano in posizione (volutamente) marginale. I soci pubblici infatti si sono tenuti ben lontano dal partecipare alla ricapitalizzazione e dal coinvolgere le istituzioni territoriali. A scontarlo sono proprio gli interessi del territorio, in particolare il nostro Mugello. Di conseguenza quella che doveva essere una “opportunità’” si sta rivelando una criticità per gli allevatori, proprio in una fase di crisi globale.

Ora le istituzioni dovranno mettere in campo ogni azione possibile per sostenere la filiera Toscana degli allevatori, perché la questione non riguarda più solo il ribasso del prezzo di acquisto del prodotto ma anche quella, più ampia e strategica, di come far sopravvivere il settore, per evitare di essere travolti dalla crisi; se il mercato globale non è più remunerativo, occorre sostenere il mercato interno, le filiere corte, la rete dei produttori locali, con l’obbiettivo di valorizzare maggiormente le eccellenze del territorio e con un sostegno economico adeguato e degno di questo nome. L’agricoltura è un settore strategico per l’economia Toscana mentre questa vicenda dimostra che le istituzioni non hanno saputo fino ad oggi tutelare adeguatamente questo settore con risposte vere e non di facciata ».

Commentano così i Consiglieri della Lega Francesco Atria e Claudio Ticci: « La filiera latte è strategica per il nostro territorio sia dal punto di vista occupazionale che ambientale e la questione emersa in questo ambito è decisiva per le sorti del Mugello. Speriamo che gli accordi presi vengano mantenuti fino alla scadenza del 31/12 per poi migliorare. Si sentono molteplici proposte, fra cui quella bizzarra di attivarsi con riduzione delle produzioni per non far crollare i prezzi. Certi appelli non considerano la programmazione agronomica aziendale e che le vacche non sono macchine ma esseri viventi, con un proprio ciclo biologico e produttivo. Come pure è il caso di tenere in debita considerazione che il nostro paese è IMPORTATORE netto di latte per oltre 1/3 del proprio fabbisogno, come pure la Toscana. L’appello che facciamo è che ogni cittadino cominci a leggere l’etichetta sui prodotti e verifichi la provenienza del latte. L’invito ai mugellani è quello di acquistare latte, formaggi e latticini (soprattutto in questa fase) prodotti con latte ITALIANO, ma meglio ancora se LATTE DEL MUGELLO sinonimo di elevata qualità, garanzia, tracciabilità, filiera corta e benessere animale ».