E’ quello che hanno espresso i commercianti con la manifestazione di questa mattina a Borgo. Come in tutta la Toscana, negozianti, ristoranti, bar, acconciatori hanno protestato per il divieto di riaprire che prosegue anche nella “Fase 2” e rischia di mandare a fondo le loro imprese. In molti hanno riaperto i loro negozi, senza clienti, senza vendere, giusto per far vedere che sono pronti a ricominciare, che vogliono ripartire prima che sia troppo tardi. A Borgo intorno alle 11,00 di questo  4 maggio, il Sindaco Omoboni, la Vicesindaco e Assessore al commercio Becchi con alcuni rappresentanti di Confcommercio e qualche giornalista sono partiti dal Municipio per “passeggiare” lungo le vie del centro storico dove si concentrano le botteghe borghigiane. In Via Mazzini c’era ad aspettarli un piccolo gruppo di commercianti che hanno approfittato per rialzare per un giorno i bandoni, fare pulizie, “sanificare”. Tante le domande al Sindaco. Per Omoboni questa seconda fase si dovrebbe articolare in modo diverso nelle varie zone. Il Mugello, per fortuna, non è stato colpito come altre aree del nord. Da una decina di giorni i casi di Covid sono sporadici. In ospedale in pratica non ci sono più malati, il reparto d’isolamento è smantellato. Dunque ci sono motivi per far ripartire più rapidamente territori come il nostro. Ma la preoccupazione dei commercianti, e lo hanno detto al sindaco, è proprio per la ripartenza. Non sarà facile: mancheranno i turisti, ci saranno meno soldi in giro e le misure di distanziamento non invoglieranno i clienti. Se non ci sono contributi se non si abbassano le tasse, a partire da Tari e Imu riaprire sarà forse più difficile che restar chiusi. Per il Sindaco devono arrivare contributi e sovvenzioni da parte dello Stato, altrimenti anche per i Comuni è difficile, per esempio, sospendere o ridurre la Tari e rinunciare a qualsiasi entrata con le casse già semivuote. Gli hanno risposto che il Comune non può pensare a far quadrare i suoi conti continuando a chiedere soldi ai cittadini. Vuol dire far chiudere tutte le attività e poi anche il Comune dovrà tirar giù il bandone. Si è  parlato anche di altre misure: lasciare parcheggi liberi e gratuiti per i clienti, pulire e sanificare le strade, avere a disposizione il suolo pubblico gratuitamente per accogliere i clienti all’aperto in modo più sano e immediato piuttosto che farli entrare nel chiuso dei negozi. E proprio il confronto di questa mattina tra gli amministratori e i commercianti sugli usci delle botteghe ha dato l’idea di come potrebbe essere la ripresa: contatti distanziati, all’aperto con il sole tiepido della primavera e il clima da vecchia, allettante via paesana. Il confronto tra commercianti e amministratori proseguirà; ci saranno altri incontri estesi a tutto il Mugello. (P. Mercatali)