Vallarano, presidente di CNA Estetica: “Scelta assurda. Il settore, da sempre, segue norme rigorosissime per la salute pubblica. Il rischio reale per la salute? Il proliferare dell’abusivismo”.

“Un colpo durissimo e una scelta che ci ha sbalordito. Essere considerati la categoria più rischiosa di tutte è fuori luogo: tutti i centri estetici e tutti i coiffeur, già in condizioni di normalità, rispettano norme rigorose in materia di prevenzione della salute pubblica, come previsto dalle disposizioni degli organi competenti di controllo e vigilanza territoriali”. – denuncia Daniela Vallarano, responsabile di parrucchieri e estetiste del Mugello, iscritti alla CNA all’indomani della decisione del governo che fa slittare al 1 giugno la riapertura dei servizi di cura alla persona. E prosegue: “Ogni impresa di settore è assoggettata al rispetto delle norme previste sulla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs n. 81/2008), in particolare per quanto riguarda l’obbligo di dotarsi dei dispositivi di controllo e prevenzione nei confronti del personale addetto (tra cui, ad esempio, l’uso di mascherine e guanti monouso) e l’obbligo di svolgere formazione periodica specifica sulla prevenzione dei rischi. Da sempre usiamo strumenti e biancheria monouso e ci approcciamo con una persona alla volta. Sanifichiamo tutto. Grazie agli appuntamenti siamo in grado di controllare l’afflusso nei nostri saloni. Sinceramente, vedo un rischio maggiore nel fare la spesa in un supermercato. – continua Vallarano – La situazione, in un settore che occupa tantissimi addetti, chiuso in marzo, aprile e anche maggio è drammatica. Un comparto che, non fingiamo di ignorarlo, in questi giorni di chiusura sta subendo una concorrenza spietate, sleale e, questa sì pericolosa, da parte degli abusivi.

La richiesta dei parrucchieri e degli estetisti di CNA Mugello è quello di una riapertura in maggio.

CNA sta già facendo pressing sul Governo per anticipare il rientro a lavoro della categoria e per far prevedere indennizzi e aiuti specifici per il settore, obiettivamente più colpito di altri dalla crisi innescata dalla pandemia se la riapertura non dovesse essere anticipata”.