L’assessore alla mobilità del Comune di Firenze, Stefano Giorgetti, ha annunciato che “da marzo scatta la riorganizzazione delle linee dei bus extraurbani provenienti dal Mugello”: in pratica questi  non raggiungeranno più Piazza Stazione, ma faranno capolinea in Piazzale Montelungo ai piedi dei bastioni della Fortezza da Basso, lato ferrovia. L’obiettivo sarebbe quello di alleggerire il traffico su Via Nazionale e Piazza Indipendenza riducendo i mezzi diretti alla autostazione di Via Santa Caterina da Siena e da questa in uscita su Via della Scala.

Uno spostamento di cui si parlava da anni, anzi la prima ipotesi era di far fermare i bus provenienti dal Mugello addirittura in Piazza Libertà, ma che ora, nel silenzio dei partiti e degli amministratori del territorio, è stato riproposto mettendo in grande agitazione i pendolari.  Unica presa di posizione politica da segnalare è quella del barberinese Enrico Carpini, consigliere comunale del gruppo di sinistra ORA e membro del consiglio metropolitano per il raggruppamento di Territori Beni Comuni, che si è così espresso: “La necessità di decongestionare piazza Stazione è condivisibile, ma non si possono prendere decisioni a tavolino. La decisione sembrerebbe operativa già dal prossimo mese di marzo, nonostante non si conoscano i dettagli del progetto e non si siano affrontati i problemi che si verrebbero a creare per i viaggiatori: nella zona di arrivo prevista, Piazzale Montelungo (oltre la rampa dei binari ferroviari 17 e 18) non arriva la tramvia, non ci sono servizi, chi lavora o studia in centro potrà iniziare a conteggiare 10 minuti in più all’arrivo e anche qualcosa in più alla partenza. Credo che dovremmo tutti mobilitarsi perché sarebbe l’ennesimo schiaffo ad un territorio già svantaggiato dal punto di vista dei trasporti”. Carpini, oltre a denunciare il fatto, ha chiesto al consigliere delegato della Città Metropolitana di tutelare i viaggiatori della provincia, e annunciato che sta predisponendo una mozione da presentare al Consiglio Comunale di Barberino perché “anche l’Amministrazione inizi a muoversi, anzitutto per spiegare bene la cosa e rimandare la data del primo marzo: scelte non condivise sulla pelle dei territori già svantaggiati non sono accettabili”.

Il comitato pendolari di Barberino ha posto tre punti all’ordine del giorno che il gruppo Ora sottoporrà al Consiglio Comunale: attivazione dei servizi nei nuovi casottini (per ora vuoti); transito autorizzato nella stazione dal binario 18; integrazione tariffaria per la tramvia senza costi a carico dei viaggiatori. L’azione di Carpini potrebbe aver già dato dei frutti, lo stesso consigliere rivela: “Mi arriva voce che in una riunione tenuta il 19 febbraio in Regione sempre sui trasporti, il tema è stato evitato e sarebbe stata fissata una riunione specifica il 27 febbraio. Si può dunque pensare che il termine del 1 marzo per lo spostamento verrebbe rimandato senza neanche dirlo, visto che comunicazioni ufficiali, salvo le parole dell’assessore di Firenze, non ce ne sono state. Sarebbe poi bello che dicessero qualcosa in proposito anche i sindaci del Mugello, visto che erano gli unici a conoscenza delle intenzioni di Firenze: Faentina o gomma con i trasporti è sempre un dramma…”.  (Massimo Rossi)