Il Galletto ha già dato notizia nel precedente numero dell’iniziativa “Vino nuovo… in otri nuovi” che l’Università dell’Età Libera del Mugello organizza in gennaio/febbraio col patrocinio e il sostegno del Comune di Borgo San Lorenzo (clicca qui per leggere l’articolo). Poiché questi incontri sono una novità nel panorama culturale, non solo mugellano, sia per il tema, sia per il livello degli esperti invitati, per capire meglio finalità e contenuti, abbiamo incontrato: l’Assessore alla Cultura del Comune borghigiano, Cristina Becchi, il presidente dell’Università dell’età libera del Mugello, Sergio Giuliattini, e poi Andrea Banchi, che ha ideato la proposta e curato la definizione degli interventi.

Assessore, perché il Comune ha concesso patrocinio e collaborazione a questa iniziativa culturale? Ci è sembrato che la proposta fosse di grande interesse, molto nuova come iniziativa culturale perché apre orizzonti finora poco considerati, aperta a credenti e non credenti e rilevante per il livello presentato. La collaborazione poi con l’Udel è in atto da tanti anni per la formazione permanente della cittadinanza. L’argomento del rinnovamento teologico va spiegato, occorre chiarire che significa interrogarsi sul senso della vita, sul rapporto con la natura, sul rapporto con gli altri, su quali siano le aspettative e i desideri di ognuno di noi. Per l’iniziativa l’Amministrazione concede il Centro d’Incontro per svolgere le conferenze, prenderà le iscrizioni presso la biblioteca, ha acquistato volumi da porre a disposizione in biblioteca, connessi ai temi che saranno affrontati per consentire eventuali approfondimenti.

Presidente Giuliattini come mai l’Udel si è posta questo nuovo impegno? Da tempo la riflessione interna ci suggeriva di proporre una iniziativa mai affrontata, per ricondurre attenzione e adesione ai tanti corsi che l’Università dell’Età Libera del Mugello organizza da anni. Questo tema, che riteniamo possa incuriosire ed appassionare molti per gli scenari futuri che apre, ci è sembrato adatto a dare un’immagine rinnovata dell’associazione. Lo abbiamo allestito con attenzione e cura particolare. Di fronte ad uno straordinario e rapido progresso delle conoscenze l’impostazione dei problemi morali, etici, religiosi non è granché cambiata rispetto al passato. Forse la crisi delle grandi religioni deriva anche da questo. Il primo degli incontri scandaglierà proprio questo fenomeno. Nei successivi presentando il pensiero di vari studiosi che sviluppano temi etici nuovi non ci proponiamo un esito preciso: credere o no rimane sempre una scelta personale. Gli esperti riporteranno il pensiero che matura attualmente nella riflessione internazionale, ma non solo europea, anzi le novità maggiori oggi provengono da altre aree del mondo. Chiuderemo con una nuova lettura critica su Alda Merini, a dieci anni dalla morte, per indicare proprio che per ognuno ci sono scelte ineludibili di vita: a che dedicare il proprio tempo e la propria attenzione? Come si può ben capire è un panorama allettante per capire di più il mondo che sta cambiando, questo è il ruolo di una associazione come l’Udel.

Come mai ha pensato a questo tema, signor Banchi? Di fronte al disorientamento, al pessimismo e all’individualismo contemporaneo, ho ritenuto che si dovesse ripartire dai fondamenti del vivere insieme. Ripensando il sentimento etico che porta a costituire comunità e la religiosità delle persone che così esprimono gli elementi più profondi dell’essere. Proporre temi alti e anche difficili è un segno di fiducia e di stima nella nostra cittadinanza. Credo che nel Mugello ci possa essere attenzione ed elaborazione delle difficoltà che s’intravedono nel futuro e che influenzano anche i temi etici. L’iniziativa riprende alcune indicazioni raccolte alla Summer School on Religion dell’agosto 2018, tenutasi a San Gimignano. E’ questo un convegno universitario annuale organizzata dal Centro internazionale di studio sul religioso contemporaneo, promosso e diretto da Arnaldo Nesti, che infatti terrà il primo incontro.

Ma alla fine degli incontri cosa si propone? No, non c’é un proposito finale da conseguire, come già accennava Giuliattini, se non quello di illustrare il pensiero di alcuni importanti studiosi, da noi in Italia poco conosciuti. Certo, acquisire queste ipotesi apre la mente, perché scardina vecchi stereotipi: il titolo “Vino nuovo… in otri nuovi” si riferisce proprio all’esigenza di costruire i paradigmi adatti a comprendere i fenomeni mai visti prima che via via conosciamo.

Sarà un percorso impegnativo? Sarà divulgativo, come linguaggio, ma la difficoltà sarà quella di superare i modi antichi con cui ci avviciniamo ai valori. Per questo i giovani saranno facilitati, per essi sarà presumibilmente più semplice vedere nuovi modi di considerare le acquisizioni delle scienze. Nel futuro l’insicurezza diverrà forse un dato comune e quotidiano, dunque sarà da considerare senza paura. Un mondo complicato in cui vivere ? Può darsi, ma anche il passato con guerre, carestie, pestilenze non doveva essere uno scherzo! Il vescovo Spong parla dell’insicurezza come valore…

Chi sono i relatori scelti? Per chiarire che siamo all’attualità dirò che sono usciti tra novembre e dicembre due libri scritti dai nostri esperti. “La spiritualità oltre il mito”, edito da Gabrielli, è una antologia di articoli di teologi, tra cui Ferdinando Sudati che presenterà da noi il pensiero del vescovo Spong. E’ curato da Claudia Fanti, giornalista che a Borgo presenterà gli eco-teologi, di cui abbiamo sentito in occasione del recente Sinodo dell’Amazzonia. “Se decantarmi può solo Dio” è il saggio su Alda Merini di Edi Natali, uscito in questo mese. Aprirà le conferenze Arnaldo Nesti, per trent’anni docente di Sociologia alla Facoltà fiorentina di Magistero. E’ dunque un viaggio nella fede contemporanea, ricco di sorprese e di fascino.