“Serviva un gruppo di tecnici per pensare a una visione politica? In questa assurda realtà di oggi può succedere. Da segnalare una bella iniziativa per il prossimo 16 novembre presso l’Auditorium dell’Istituto “Don Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo. Una serie di professionisti – il mio riferimento è il progettista Ing. Giuseppe Moschi, adottato con la sua ‘casa di legno’ dalla comunità scarperiese –, costituitisi in un Comitato Promotore, si sono disinteressatamente posti il problema del ‘domani e, a partire dal Piano Strutturale Intercomunale, da proposte e osservazioni, sono arrivati a immaginare un’idea complessiva a favore dei giovani per questa parte di Toscana.

La ‘vision’ è interessante e ha il sapore antico di quando c’erano le ideologie e più che altro le idee, si facevano i Piani di indirizzo, si inventava la sfida presuntuosa del ‘Parco Attrezzato di tipo produttivo’ degli anni Ottanta, la volontà di uno sviluppo possibile per un’area vasta della provincia di Firenze, su cui il giornale avrà modo di tornare e di approfondire. Prima che l’idiozia degli anni seguenti separasse le comunità, c’era il concetto di Mugello-Val di Sieve come area omogena, politicamente convergente, elettoralmente pesante da giocare sugli equilibri della provincia e in rapporto alla matrigna città. Per ottenere quello che sarebbe stato giusto ma che non ti sarebbe mai stato regalato. Con questo convegno mi pare si cerchi di recuperare qualcosa (non tutto, Pontassieve è con probabilità ormai irrimediabilmente fuori da questa logica) per una proposta politica di lungo respiro. I tecnici che chiedono alla politica di intervenire e di togliere dalle mani dei tecnici le grandi scelte. Non male come coraggio. I pilastri su cui si regge la costruzione sono: il sistema dei trasporti, a partire dalla faentina e da un servizio metropolitano degno di tale nome, a costi bassi, più rapido e più frequente, con tecnologie nuove e appropriate; la costruzione di un ‘Borgo’ della conoscenza con valenza universitaria, animato e interpretato dai e per i giovani; il turismo e l’ospitalità come fattore trasversale di crescita. Sui titoli potrebbe essere possibile l’unità della zona, magari sulla declinazione ci vorrà più tempo e discussione: sul tram-treno o le ciclovie, l’etica dello sviluppo di oggi o l’innovazione istituzionale e il cambiamento della partecipazione. Ma se alziamo lo sguardo possiamo scrivere una pagina di buona Politica. Bisogna recuperare la voglia di fare politica con ideali e volontà, la disponibilità a includere, la determinazione nel ricercare l’unitarietà, la lealtà e la costanza nei comportamenti, per aprire il confronto, duro e rigoroso, con Firenze e il territorio provinciale avendo in testa non la propria carriera ma il tornaconto di migliaia di ragazzi e di cittadini che qui vivono e qui possono restare a vivere e invecchiare”.

Massimo Biagioni