L’ingegner Fausto Giovannardi c’invia questa sua nota a proposito degli interventi antisismici programmati per il nostro Ospedale

Ho letto con interesse l’articolo (leggi qui) di Sandra Cerbai, che non conosco, sull’Ospedale del Mugello e vorrei dare un contributo al dibattito, in quanto persona informata sui fatti, essendo stato dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Borgo San Lorenzo, che non aveva comunque competenza sull’appalto, negli anni in cui l’ospedale fu ultimato, nonché ingegnere specialista in costruzioni antisismiche.

A quei tempi esisteva già una normativa antisismica ed un buon livello di progettazione tecnica, oltre a un controllo dei materiali impiegati, cosa che ho potuto verificare direttamente nella ex Pretura, coeva all’ospedale e su cui abbiamo eseguito un intervento innovativo con controventi dissipativi, con un costo modesto, in un momento in cui tutti preferivano demolire e ricostruire.

L’analisi della vulnerabilità sismica delle strutture dell’ospedale, obbligatoria dal 2005, che sarà stata sicuramente eseguita al fine di poter prendere una decisione, deve aver confermato quanto sopra, se si è giunti alla decisione di adeguarlo e l’aver predisposto un appalto per la progettazione di un intervento di retrofitting con l’isolamento alla base, non può che scaturire da una verifica preliminare che ne abbia accertata la fattibilità.

Premesso questo è opportuno dire che praticamente tutti i nuovi ospedali vengono progettati con l’isolamento alla base, cioè con dispositivi che disaccoppiano il movimento del terreno, generato  dal sisma, da quello dell’edificio, che quindi rimane “fermo” durante il terremoto.

A questo deve aggiungersi un dato oggettivo: il costo di un adeguamento è nettamente inferiore alla costruzione di un nuovo edificio, oltre al fatto di essere realizzabile mantenendo l’operatività dell’Ospedale, riducendo quindi i tempi di messa in sicurezza, che nel caso di una nuova costruzione (nella realtà italiana) sarebbero ovviamente molto più lunghi.

Oramai nel mondo, ma anche in Italia e pure in Toscana, interventi di questo tipo sono diffusi e vi sono imprese ben preparate per farlo, disponendo dei macchinari, delle tecniche e dell’esperienza per tagliare i pilastri al piano interrato e posizionarvi gli isolatori sismici.

Leggo inoltre dell’assegnazione dell’appalto per la progettazione, di cui vi era già stata un’anticipazione da parte del sindaco Omoboni, ma nell’articolo viene indicato anche il ribasso del 42,30% con cui è stato assegnato e questo, se è vero, non può passare sotto silenzio, e non può destare che preoccupazione. In Italia si continua a procedere negli appalti pubblici con le gare al massimo ribasso, per poi assistere a lavori che non finiscono mai, salvo per poi ricorrere quando un lavoro deve essere fatto (vedi ponte di Genova), ad un commissario che può operare al di fuori di ogni regola. Non si può continuare così credendo di fare l’interesse pubblico, perché invece si sta distruggendo il lavoro, su cui si basa la nostra costituzione.

Fausto Giovannardi