Nella pelletteria Anotherskin di Pontassieve, non si producono solo borse, ma anche sogni e speranze per le giovani donne che ci lavorano. Il progetto, recentemente inizato, coinvolge per tre ragazze vittime di tratta.

Alessandro Fiesoli e sue moglie Claudia, sono i “pazzi”, come si definiscono loro, ideatori del progetto sociale Anotherskin, una pelletteria a Pontassieve fatta da ragazze vittime della tratta, alle quali viene data la possibilità di essere libere grazie alla formazione ed all’acquisizione di un mestiere, che consenta loro di vivere con dignità e indipendenza.

“Sono andato con la mia comunità – racconta Alessandro – in strada e ho visto per la prima volta queste giovanissime ragazze. Per me fino a quel momento erano inesistenti, quindi mi sono sentito colpevole, parte del problema. E dovevo risolverlo, o almeno provarci” , così nasce l’esigenza di un progetto come Anotherskin.

“La pelletteria – continua Alessandro – era il lavoro della mia famiglia, per il quale ho sempre nutrito una certa curiosità, così la scelta di orientarsi sulla produzione di accessori in pelle. I pellami che utilizziamo sono di prima scelta, ci vengono donati da noti marchi di lusso del settore, oppure prendiamo piccoli ritagli che altrimenti verrebbero buttati, dando loro una seconda vita. Anche i collanti che usiamo sono tutti a base acquosa, garantendo una scelta sostenibile non solo dal punto di vista sociale, ma anche ambientale”.

“Abbiamo iniziato- prosegue Alessandro – a chiedere fondi ed al nostro progetto hanno aderito Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazone il Cuore si scioglie Onlus, L’Accademia di Belle Arti di Firenze e ci siamo appoggiati alla Cooperativa il Pungiglione – Villaggio dell’Accoglienza che fa parte come noi della Comunità Papa Giovanni XXIII. Abbiamo anchevinto il progetto europeo Right Way”.

“Le vittime di tratta – ci racconta ancora Alessandro – vengono annientate psicologicamente durante il viaggio, arrivano a non fidarsi neanche di loro stesse. Il percorso non è semplice, dobbiamo insegnarli di nuovo a credere nelle loro capacità, letteralmente a sognare un futuro diverso, del quale siano protagoniste”.

“Adesso – conclude Alessandro – siamo partiti, produciamo borse di buona qualità e ci stiamo facendo conoscere, attraverso il nostro laboratorio in via Aretina 36 A/B a Pontassieve e cercando nuovi canali di distribuzione. Manca di arrivare al fatturato, affinchè le tre donne assunte possano diventare tutor professionali di nuove ragazze, come una normale impresa che fa formazione”. (Piancastelli J.)