Lo denuncia, in una nota, Chiara Mazzei capogruppo della lista civica di centrodestra “Insieme per Rufina”. “Il 10 febbraio, giorno del Ricordo, – scrive la Mazzei – a Rufina è stato organizzato un convegno sul dramma delle Foibe e sull’esodo degli italiani del confine orientale, con relatore Mauro Pinzani, che tutti riconoscono come molto preparato sull’argomento. Alla fine della conferenza ha preso parola una persona, leggendo ciò che ha definito ”un comunicato ufficiale di ANPI Rufina”, in cui diceva che il dramma delle Foibe è stato costruito a tavolino dalla destra italiana, e che anche qualora fosse realmente accaduto qualcosa, non si può che leggerlo come risposta agli abomini che i fascisti avevano fatto in quelle regioni. Siamo all’ennesimo episodio negazionista e giustificazionista compiuto da ANPI, – prosegue la consigliera di “Insieme per Rufina” – che con i soldi pubblici di tutti gli italiani, anche degli esuli, fa distinguo sui morti. Ci chiediamo quale sia la posizione del sindaco Vito Maida, anch’egli iscritto ad ANPI Rufina, e se è in grado di prendere una giusta distanza da quanto affermato ieri sera in quella che ci è stata presentata come una nota ufficiale dell’associazione che parla a nome di tutti i suoi iscritti. Manifestiamo inoltre preoccupazione sul fatto che ANPI Rufina faccia delle collaborazioni con le scuole del nostro territorio, senza la pluralità necessaria a garantire una corretta descrizione dei fatti storici, specialmente dopo la serata di ieri, in cui ha nuovamente dimostrato di essere un ente divisivo e totalmente impreparato sui temi storici che pretende di interpretare a propria discrezione. Rimane anche la perplessità della scelta del consigliere regionale Fiammetta Capirossi, che il giorno del Ricordo ha scelto di parlare dei sopravvissuti ai campi di concentramento, riportando le sue parole, ”nel giorno del Ricordo ho voluto parlare del giorno della Memoria”. Riteniamo gravissima la difficoltà che la sinistra ha dimostrato nel commemorare gli italiani vittime innocenti della furia dei partigiani titini, – conclude Chiara Mazzei – con l’unica colpa di essere, appunto, italiani”.

Ricordiamo che nell’elenco delle persone gettate nelle foibe dai partigiani comunisti di Tito, redatto dall’ Associazione Nazionale tra i Congiunti dei Deportati italiani uccisi o scomparsi in Jugoslavia, figurano anche tre mugellani: Giorgio Baldini nato a Vaglia nel 1925, Gualtiero Bargagni nato a Dicomano nel 1911; Angelo Tronconi nato a Firenzuola nel 1912.