Se il Passo del Muraglione è diventato  punto d’incontro cult per i motociclisti di Romagna e di Toscana lo si deve anche a al Granduca di Toscana. Pietro  Leopoldo volle infatti questa strada proprio per facilitare i contatti tra la Romagna e la Toscana; scambi commerciali, ma anche culturali, vicinanza tra i due popoli divisi dall’Appennino. All’apertura della carrozzabile,  nel 1836, al passo fu posta una lapide a ricordo dei lavori voluti dal Granduca e diretti dall’Architetto Alessandro Manetti. La lapide si stava sgretolando, la scritta era quasi illeggibile e lo scorso anno Massimo Ragazzini, appassionato di storia locale notò le condizioni di degrado e lanciò un appello per il restauro.  Le adesioni sono state tante a iniziare dall’Accademia degli Incamminati di Modigliana che è stata il motore dell’iniziativa e ha aggregato i comitati risorgimentali di Firenze e di Forlì i Rotary di Modigliana, del Mugello, di Firenze e altri club e tanti privati Toscani e Romagnoli che hanno voluto contribuire. Il Comune di San Godenzo e la Sovrintendenza  hanno accolto con favore la proposta e hanno provveduto ai necessari permessi. Durante l’estate il restauro è stato avviato e completato. E mercoledì un folto gruppo di persone si è riunito intorno ai sindaci di San Godenzo e di Portico e ai promotori del restauro, proprio al Passo del Muraglione. Gli storici Cipriani, Giuntini e Bertini hanno ripercorso le vicende che portarono alla realizzazione della carrozzabile e l’importanza della strada e del Passo in questi quasi 200 anni di storia. Hanno concluso la cerimonia gli interventi dei Sindaci e quello di Giancallisto Mazzolani dell’Accademia degli Incamminati. (P.M.)