Anche quest’anno, il giorno dell’Immacolata ha costituito una valida occasione per ribadire la centralità della musica come elemento aggregativo della vita culturale mugellana: dopo la tradizionale messa cantata nella pieve di Borgo San Lorenzo e un concerto-omaggio davanti a palazzo dei Vicari a Scarperia, la Corale di Santa Cecilia 1909 ha concluso la sua giornata partecipando all’evento Feste Natalizie di San Piero a Sieve. Accanto all’allestimento di mercatini natalizi, stand gastronomici e all’inaugurazione di una mostra fotografica con incontri a tema sulla di cultura locale, si deve all’iniziativa della Proloco di San Piero a Sieve anche l’appuntamento con lo storico coro borghigiano. La chiesa millenaria del paese, eretta prima del 1018, ha fornito la sede perfetta per un viaggio nella tradizione corale europea dagli albori medievali fino ai nostri giorni, in un’originale commistione di musica sacra e musica profana. Dalla solenne purezza del canto Gregoriano (Dominus, firmamentum meum) il repertorio si è esteso a brani popolari di recente composizione, come due capolavori di Bepi de Marzi, Benia Calastoria (in cui accompagniamo il ritorno, struggente e malinconico, di un immigrato veneto alla terra d’origine, ormai cambiata per sempre), e Sanmatio (fiaba medievaleggiante dell’amore perverso di una regina per un capitano). Ma si è trattato anche di un viaggio nello spazio, oltre che nel tempo: dopo il bizzarro e sperimentale Turot eszik a cigany, composto dall’ungherese Zoltán Kodály, la Corale ha proposto opere che spaziano dal Madrigale cinquecentesco, di tradizione francese (Il Bianco e dolce Cigno, di Arcadelt) e inglese (Come Again, di John Dowland), fino alla grazia toccante dell’ Ave Maris Stella del norvegese Edvard Grieg e dell’Ave Maria di Lorenzo Donati, rifacimento dell’omonima canzone di Fabrizio De Andrè. Questo 8 dicembre è stato un giorno importante per la Corale di Santa Cecilia: a seguito di un intenso lavoro di miglioria qualitativa dell’esecuzione canora, i coristi si sono dimostrati all’altezza delle aspettative del maestro Andrea Sardi, offrendo un repertorio nuovo, variegato e complesso e rinnovando, contestualmente, il proprio legame con la comunità del Mugello, che dal 1909 continua a sostenere l’associazione culturale. Oltre alla già menzionata Pro Loco, la Corale ringrazia quindi Don Luca Carnasciali della Pieve di San Piero, il Centro Commerciale Naturale dei Medici e il sindaco Federico Ignesti, nella speranza di future collaborazioni e nuove opportunità per diffondere la cultura musicale.